giovedì , 16 agosto 2018
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Van Rompuy visita la ridente Italia e appoggia il governo Letta

Mentre in Italia il dibattito pubblico si concentra sul tema del finanziamento pubblico ai partiti e le divisioni interne ai principali schieramenti politici, il Presidente del Consiglio Europeo (CE) Herman Van Rompuy ha svolto, quasi in sordina, la sua prima visita in Italia dall’insediamento del governo di grande coalizione guidato da Enrico Letta. La visita di Van Rompuy ha coinvolto anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Presidente del Senato Pietro Grasso.

Il vertice più significativo è stato però quello con il Presidente del Consiglio, data anche la particolare condizione del governo italiano, fondato su un compromesso instabile e chiamato a risolvere la più grave crisi economica dal secondo dopoguerra. Ecco dunque spiegato come la visita di Van Rompuy e le sue parole assomiglino molto a un tentativo di legittimare l’operato del governo, che proprio nelle ore precedenti l’arrivo a Roma del Presidente del CE aveva approvato alcuni provvedimenti come il rinnovo dei bonus edilizi ed energetici, mirati a favorire la ripresa economica.

La legittimazione del governo Letta passa in primo luogo dalle nuove priorità della politica europea che Van Rompuy ha voluto sottolineare, in particolare sui temi della ripresa economica e del contrasto alla disoccupazione giovanile. Quest’ultimo punto costituisce uno dei cavalli di battaglia del Presidente Letta, che ne ha fatto uno dei propri obiettivi politici sin dai primi discorsi di fronte alle Camere.

Van Rompuy ormai da settimane sostiene la linea italiana, riconoscendone certamente la rilevanza in termini assoluti, ma allo stesso tempo mostrando così di appoggiare un governo che ogni giorno deve negoziare la propria sopravvivenza di fronte agli italiani e ai mercati. Van Rompuy è così impegnato in un complesso gioco di equilibrismi, che lo porta da un lato a legittimare la posizione italiana e dall’altro a richiamare costantemente il governo agli impegni in materia di stabilità finanziaria e di bilancio.

Gli obiettivi prioritari individuati durante il vertice di ieri sono dunque per l’Italia il mantenimento della stabilità finanziaria, la gestione oculata delle finanze pubbliche e l’aumento della produttività dell’economia italiana. Per quanto riguarda la politica europea, entrambi hanno sottolineato l’importanza di un rafforzamento dell’Unione Economica e Monetaria e, infine, della lotta alla disoccupazione giovanile. L’ordine in cui questi sono stati presentati non è probabilmente casuale.

Tuttavia,va dato atto a Van Rompuy e Letta di aver concordato su una serie di passaggi molto concreti per ridare lavoro ai giovani europei. Fra questi figurano l’accelerazione del cofinanziamento da parte dell’UE dei progetti regionali, in modo che i fondi possano essere erogati sin dal gennaio 2014 senza subire ulteriori ritardi, e della creazioni di fondi di garanzia a livello nazionale a tutela dei giovani disoccupati. Altre misure concrete sono individuate nell’utilizzo di fondi della Banca Europea degli Investimenti, un maggior coinvolgimento dei rappresentanti di imprese e lavoratori e, soprattutto, ulteriori iniziative a favore della creazione di un effettivo mercato europeo del lavoro. Su questo punto, ha insistito lo stesso Letta, criticando l’eccessiva frammentazione attuale.

La sintonia fra i due Presidenti è dimostrata anche dal recente accoglimento, da parte di Van Rompuy, dell’invito di Letta a fare della lotta alla disoccupazione giovanile il tema centrale del prossimo Consiglio Europeo di giugno, che in Italia è già carico di aspettative. È lo stesso premier italiano ad aver rinfocolato questa attesa, dipingendo il vertice del prossimo mese come una tappa fondamentale e potenzialmente risolutiva della crisi italiana. Difficile però prevedere che un singolo vertice possa effettivamente rivoltare a trecentosessanta gradi la situazione del Paese, così come appaiono malriposte le speranze che la chiusura della procedura per deficit eccessivo, per cui Van Rompuy si è complimentato con gli italiani, possa davvero portare a una piena di investimenti pubblici che risollevino l’economia.

Paradossalmente, le decisioni europee vengono oggi interpretate in modo salvifico, aspettandosi un colpo d’ala che i recenti dati economici sembrano tuttavia negare in partenza. Inoltre, la storia degli ultimi mesi descrive come anche una grande decisione a un vertice, come quella del giugno 2012 in materia di unione bancaria, necessiti di lunghi mesi di negoziati e compromessi per portare a risultati concreti.

Consapevole della strategia politica di Letta, volta a ridare prospettiva e fiducia al percorso italiano, Van Rompuy ha voluto contribuirvi dimostrando grande sostegno per le scelte e la retorica del governo. Restano tuttavia i richiami alla stabilità dei conti pubblici a restituire un quadro più chiaro del pensiero del Presidente del CE. Il sostegno al governo è necessario, così come misure concrete di lotta alla disoccupazione. Sempre, però, nel rispetto di parametri e regole già stabilite collettivamente.

In foto il Presidente Van Rompuy e il premier Enrico Letta in conferenza stampa a Palazzo Chigi (Foto: Council of the European Union).

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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