mercoledì , 21 febbraio 2018
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Vertice intergovernativo Letta-Putin: si brinda all’intesa

Italia e Russia hanno stretto nuovi rapporti strategici: sette accordi bilaterali e ventotto intese commerciali sono state firmate durante il vertice intergovernativo, presieduto da Enrico Letta e Vladimir Putin, tenutosi lo scorso 26 novembre a Trieste. Durante il summit, il Presidente del Consiglio Letta e il Presidente russo hanno riannodato i fili di una ormai vecchia amicizia tra i due Paesi, riunendo entrambi i mondi imprenditoriali nel Business Forum promosso dal Foro di dialogo italo-russo e organizzato dall’ISPI. Gli accordi intergovernativi siglati riguardano tre settori importanti come quello finanziario, energetico e industriale, con il coinvolgimento di Sace, Poste Italiane e Cassa depositi e prestiti accanto a grandi gruppi energetici come Eni, Enel, Fincantieri, Pirelli e Cremonini. Gli accordi prevedono inoltre la creazione di un “corridoio doganale verde”, al fine di assicurare un piano d’azione sulla collaborazione tra i due Ministeri dell’Interno nell’ambito del commercio. Sono stati siglati anche un protocollo d’intesa tra la città di Venezia e il museo Hermitage di San Pietroburgo, due memorandum d’intesa per la collaborazione nel settore sociale e del lavoro e nel settore della salute, nonché una serie di piani volti a combattere la criminalità organizzata transfrontaliera.

È la dimostrazione della “disponibilità, dell’amicizia e della voglia di cooperare insieme”, ha commentato il Presidente Letta, osservando che è stato “riannodato il filo” dei summit italo-russi, che si erano interrotti nel 2010. Letta ha sottolineato che il rapporto con Mosca può creare “posti di lavoro in settori strategici, dal momento che vogliamo attrarre investimenti russi in Italia nei tanti campi in cui è possibile”.

Il vertice italo-russo, cui seguirà il prossimo anno un nuovo incontro bilaterale a Sochi in vista delle Olimpiadi invernali, ha anche affrontato il nodo dell’Accordo di Associazione e libero scambio che UE e Ucraina avrebbero dovuto siglare durante il Vertice di Vilnius, se solo Kyev non si fosse tirata indietro per presunte, o quantomeno celate, pressioni russe. Putin prima ha dichiarato che “l’Ucraina deve scegliere da sola e prendere da sola la sua decisione” ricordando che l’ex repubblica sovietica ha un debito che supera i 30 miliardi di dollari con la Federazione russa. Poi, Letta ha sottolineato come sarebbe sbagliato costringere l’Ucraina a una scelta alternativa tra Russia e Europa, perché è un Paese che “per storia e collocazione geografica ha bisogno di rapporti con entrambi”.

Nella conferenza stampa finale del summit hanno fatto però capolino anche altri temi come le vicende processuali di Silvio Berlusconi. Putin non si è addentrato molto nella discussione riguardante l’ex premier, da tempo suo fedele amico, affermando solo che Berlusconi ha fatto molto per i rapporti tra Italia e Russia, frutto di anni di lavoro e cooperazione.

La visita in Italia si è conclusa con un incontro, durato 35 minuti, con Papa Francesco, con il quale nei mesi scorsi si era registrata una sorta di intesa sulla crisi siriana. Mentre il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva ipotizzato un intervento militare in Siria, due giorni prima della veglia per la pace indetta in piazza San Pietro, il 7 settembre, Papa Francesco aveva scritto a Putin, in qualità di Presidente del G8, in occasione del vertice di San Pietroburgo, invitando i leader mondiali ad abbandonare soluzioni implicanti l’uso della forza armata. Nei giorni successivi, grazie ad un accordo tra Russia e Stati Uniti, Washington ha desistito dal progetto di un attacco militare. Sullo sfondo dell’incontro tra il Papa e Putin ci sono stati anche i rapporti in via di miglioramento tra la Chiesa Cattolica e il Patriarcato ortodosso di Mosca e di tutte le Russie, guidato dal Patriarca Kirill I.

Senz’altro positivi dunque i due giorni che hanno visto Putin in Italia, Paese da tempo secondo partner economico in Europa della Russia. Cooperazione e sviluppo sono i temi emersi dal vertice in un momento non roseo per l’economia. La concretezza e l’efficienza delle intese stipulate sono però, come sempre, da verificare.

In foto il premier italiano Enrico Letta e il Presidente russo Vladimir Putin a Trieste (Foto: Governo Italiano – Flickr) 

L' Autore - Maria Ermelinda Marino

Responsabile Balcani - Studentessa di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trento. Nutro un forte interesse per i Balcani ed il Caucaso e trascorro il mio tempo libero studiando la storia, le società e le problematiche di quei luoghi attraverso la lente del Diritto internazionale pubblico e del Diritto dell'Unione Europea.

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