martedì , 21 agosto 2018
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Al via la Presidenza italiana del Consiglio dell’UE

Mancano ormai poche ore all’inaugurazione del semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea e le aspettative non potrebbero essere più alte. Le priorità saranno presentate ufficialmente da Matteo Renzi domani a Strasburgo davanti al Parlamento europeo. Quello che si sa già, però, è che il programma ruoterà attorno a tre temi chiave: crescita e lotta alla disoccupazione, cittadinanza europea e immigrazione, e – per quanto riguarda le relazioni esterne – rilancio della dimensione internazionale dell’UE.

Crescita e occupazione

La prima priorità si articolerà in otto punti: lavoro e crescita, occupazione giovanile, rilancio della strategia 2020, approfondimento dell’Unione monetaria, rafforzamento della competitività all’interno dell’UE, attuazione del mercato unico digitale; rinascimento del settore manifatturiero europeo. Infine, la Presidenza italiana lavorerà attivamente all’elaborazione di una posizione condivisa su clima ed energia in vista della Conferenza sul clima che si terrà a Parigi l’anno prossimo. Il tema della crescita non poteva non essere al centro del semestre di Presidenza, in un Paese dove il tasso di disoccupazione ha toccato in giugno il 13,6%. In questo contesto, il premier Renzi ha fatto della lotta contro le politiche di austerità uno dei tratti distintivi del suo governo, oltre che una potente arma di scambio sul tavolo dei negoziati per la designazione del Presidente della Commissione europea.

Giustizia, cittadinanza e immigrazione

La seconda priorità sarà articolata in cinque punti: funzionamento delle istituzioni europee, diritto d’asilo e politica dell’immigrazione, rafforzamento di Frontex, creazione del pubblico ministero europeo, e rispetto dei diritti umani. Il Guardasigilli Andrea Orlando ha ribadito che l’Italia nei prossimi sei mesi si impegnerà affinché prosegua il dialogo UE-Paesi terzi negli ambiti della giustizia e affari interni, su obiettivi comuni quali la lotta alla criminalità organizzata, il traffico di esseri umani, il terrorismo e la difesa dei diritti fondamentali. La Presidenza italiana si adopererà anche per il potenziamento della giustizia elettronica (European e-justice) e per un uso crescente delle nuove tecnologie, in modo da rendere i servizi giuridici più efficienti e vicini alle esigenze di cittadini e imprese. Particolare enfasi sarà data, infine, al negoziato istitutivo della Procura europea.

Nell’ambito di questa seconda priorità, un ruolo di primo piano sarà giocato dalla questione immigrazione, tema estremamente “caldo” in Italia. Oltre 50000 profughi sono sbarcati sulle coste italiane dall’inizio del 2014, cifra che supera già il totale degli arrivi registrati nel 2013. Il premier ha denunciato a più riprese la colpevole mancanza di supporto da parte dell’UE: l’agenzia europea Frontex ha stanziato infatti soltanto 7 milioni di euro a fronte dell’emergenza. Uno degli obiettivi della Presidenza italiana sarà dunque far sì che l’UE si doti di una politica migratoria comune e di un migliore coordinamento alla lotta all’immigrazione clandestina. Come ha sottolineato Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli affari europei: “Non si può lasciare la responsabilità ai soli paesi di frontiera, perché questa va invece condivisa con tutti i paesi europei”.

Relazioni Esterne

Nell’ambito delle relazioni esterne, la Presidenza italiana si concentrerà principalmente sul Vicinato europeo (meridionale ed orientale), con un occhio di riguardo per Libia e Ucraina. Molti sono dunque gli aspetti comuni alla seconda e alla terza priorità, in particolare la necessità di elaborare soluzioni nuove alle cause che sono alla radice dei massicci flussi migratori verso le coste italiane degli ultimi mesi, come la questione dell’instabilità in Libia e il conflitto in Siria. Roma si impegnerà anche a “riavviare una partnership con la Russia” ha aggiunto poi Federica Mogherini in un’intervista.

A fare da fil rouge tra i tre temi chiave sarà la necessità, fortemente sentita da Matteo Renzi, di fare del semestre a guida italiana un’occasione di ripensamento critico dell’Unione Europea, delle sue politiche e delle sue istituzioni, con le sue luci e le sue ombre. “Il vulnus che si è creato nelle istituzioni europee si colma soltanto con la politica – ha voluto sottolineare il premier nel suo discorso alla Camera – non basta un copia e incolla tecnocratico”. La posta in gioco non potrebbe essere più alta: dal successo della Presidenza italiana non dipende soltanto la reputazione dell’Unione Europea, ma soprattutto il suo “orizzonte politico” per i prossimi cinque anni.

 In foto, Matteo Renzi © Palazzo Chigi / Flickr 2014

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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