giovedì , 22 febbraio 2018
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Photo © Irene Grassi, 2015, www.flickr.com

Coesione, la strategia per la regione alpina

Cinque stati membri (Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia) e due Paesi extra-UE (Lichtenstein e Svizzera), per un totale di 48 regioni e oltre 70 milioni di cittadini coinvolti. Sono questi i numeri della strategia dell’Unione Europea per la regione alpina, che ha preso il via ufficialmente lo scorso 28 luglio. “Le regioni alpine vantano una tradizione di lunga data in fatto di cooperazione. L’obiettivo di questa strategia è proprio quello di rafforzare la solidarietà che già esiste in queste regioni” ha commentato Corina Cretu, Commissario per la Politica regionale.

Le aree di intervento: dall’innovazione all’ambiente

La strategia dell’UE per la regione alpina mira a instaurare una cooperazione più stretta tra le regioni della macro-area in numerosi ambiti – dal sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) alla gestione delle risorse energetiche – in modo da offrire una risposta unitaria alle sfide comuni che interessano tutte le regioni e i Paesi dell’area alpina. In particolare, la strategia si sviluppa attorno a tre aree di intervento tematiche:

1. Crescita e innovazione

La prima area di intervento è volta ad accrescere la competitività, la prosperità e la coesione della regione alpina, puntando sull’innovazione e sulla ricerca, valorizzando il potenziale economico dei settori strategici – con un occhio di riguardo per le PMI – e aumentando i livelli di occupazione nella regione (attraverso progetti quali il Dialogo Alpino tra i Giovani e l’istituzione di corsi di formazione a livello regionale).

2. Mobilità e connettività

L’obiettivo di questa seconda area di policy è migliorare la rete stradale e ferroviaria e accrescere l’accesso a Internet via satellite anche nelle aree remote.

3. Ambiente e energia

Le azioni previste dalla terza area di intervento sono tutte mirate a creare un contesto ambientale inclusivo e sostenibile, attraverso la condivisione delle risorse e una maggiore efficienza energetica. Uno dei progetti proposti prevede, ad esempio, la creazione di Osservatorio alpino virtuale che consenta a tutte le aree coinvolte di studiare insieme l’adattamento al cambiamento climatico e adottare un approccio integrato alla gestione dei rischi. Un altro progetto prevede invece la creazione di un cluster alpino per le energie rinnovabili, volto a sviluppare processi e prodotti “green” adatti alla regione alpina e alle sue caratteristiche.

La Commissione ha poi individuato un’area di intervento trasversale: la necessità di adottare un solido modello di governance per la regione.

Chi finanzia la strategia per la regione alpina?

La strategia per la regione alpina è la quarta strategia macro-regionale lanciata a Bruxelles, dopo quelle per la regione del Mar Baltico, del Danubio e per la regione adriatico-ionica.

Le strategie macro-regionali non dispongono di una propria linea di finanziamento, ma utilizzano i fondi preesistenti a livello europeo e nazionale. In particolare, i Fondi strutturali e di investimento europei per il periodo 2014-2020 mettono a disposizione risorse rilevanti per far pronte alle sfide comuni che interessano i Paesi e le regioni appartenenti alla stessa area geografica.

Secondo le stime della regione Lombardia – Finlombarda, circa 5.6 miliardi di euro provenienti dai fondi strutturali attivi nella regione saranno destinati all’attuazione della strategia per la regione alpina.

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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