domenica , 25 febbraio 2018
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Fontana di Trevi © Dorli Photography Flickr

Il Parlamento europeo salva la libertà di panorama

La scorsa settimana i parlamentari europei si sono confrontati sulle necessarie linee di riforma e di modernizzazione del diritto d’autore in relazione alle nuove esigenze dell’era digitale. La normativa al riguardo è infatti ferma al 2001 quando è stata adottata la prima direttiva sul diritto di copyright in Europa: ora la Commissione europea dovrà, entro la fine dell’anno, elaborare una proposta per una nuova direttiva che tenga conto dei problemi sollevati in questi mesi dagli eurodeputati.

Riformare il diritto d’autore

In particolare i punti più importanti per la (ri)costruzione del diritto d’autore in Europa sono quattro. Il primo riguarda il fenomeno del cosiddetto geo-blocking: il Parlamento chiede di migliorare l’accesso ai contenuti online a livello transfrontaliero, pur riconoscendo l’importanza del principio di territorialità dei diritti d’autore (per cui essi sono acquisiti e gestiti Paese per Paese). Come si legge nel sito del Parlamento europeo, troppo spesso infatti ai consumatori è negato l’accesso ad alcuni servizi e contenuti online per ragioni geografiche: le pratiche di blocco geografico non dovrebbero impedire alle minoranze culturali che vivono negli Stati membri di accedere ai contenuti offerti nella loro lingua. Il secondo e terzo punto riguardano la creazione di un mercato unico digitale e la previsione di regole uniformi in Europa. Infine devono essere meglio definite le eccezioni o limitazioni alla protezione del diritto d’autore.

Libertà di panorama ai tempi di Facebook & Co

Nell’ambito del più ampio dibattito sulla riforma del copyright, in questi giorni si è accesa e ha avuto eco soprattutto in rete la polemica sulla possibile compressione della libertà di panorama. Si tratta di una limitazione del diritto d’autore che consente di scattare e riprodurre fotografie di edifici, opere e luoghi pubblici, senza che questo infranga il diritto d’autore di alcuno. Permette non solo di fotografare ma anche di rivendere queste foto ed eventualmente di guadagnarci. Oggi non esiste una regolamentazione uniforme in tutti i Paesi europei e ogni Stato garantisce in modo più o meno restrittivo questa forma di libertà. Proprio per questo l’europarlamentare Julia Reda ha chiesto al Parlamento di votare per una tutela uniforme e per l’adozione di regole comuni che salvaguardino in tutta Europa la libertà di scattare foto ad opere e luoghi pubblici.

C’è però chi si è opposto, come l’eurodeputato francese Jean Marie Cavada che ha proposto un emendamento sulla necessità di una preventiva autorizzazione del titolare del diritto per la riproduzione commerciale degli edifici pubblici. Il problema è che, se fosse stato approvato questo emendamento, la conseguenza sarebbe stata comprimere troppo la libertà di panorama: infatti è labile e incerto il confine tra uso commerciale e non commerciale di una foto. L’eurodeputata Reda ha spiegato che ad esempio caricare una foto su Facebook non significa apparentemente farne un uso commerciale ma in realtà così facendo si autorizza Facebook, in base alle condizioni del servizio, a fare un uso commerciale delle foto degli utenti. Diventerebbe un onere di chi carica online una foto, quindi di noi tutti, verificare se l’opera possa dirsi “libera” oppure se esista un titolare del diritto d’autore. Con la conseguente problematica data dall’effettivo controllo su tutte le foto immesse nella rete, difficilmente gestibile.

La fotografia rimane libera, ma…

Il Parlamento europeo ha però definitivamente respinto la proposta di limitare il diritto di fotografare liberamente lo spazio pubblico, abbandonando quindi l’idea del necessario consenso del titolare del diritto d’autore per le riproduzioni a fini commerciali. Tuttavia non ha nemmeno accolto la proposta dell’eurodeputata Reda, e quindi per ora il quadro normativo sulla libertà di panorama rimane invariato. Gli Stati sono liberi di disciplinare come credono questa libertà, come era loro concesso anche dalla direttiva del 2001. Caso emblematico è l’Italia: il quadro normativo è molto confuso perché non esiste una normativa che permetta e garantisca questa eccezione al diritto di autore. Sono incerti i confini entro cui è possibile fotografare liberamente le opere del Bel Paese.

Per ora comunque il Parlamento europeo ha deciso di tutelare il diritto dei cittadini, dei turisti europei, di ammirare, immortalare e riprodurre gli scenari degli Stati membri senza imporre alcun onere. Vedremo entro la fine dell’anno se e come la riforma del diritto d’autore cambierà le cose.

L' Autore - Elisabetta Sartor

Studentessa all’ultimo anno di giurisprudenza all’Università di Udine. Vorrei raccontare l’impegno europeo per una maggiore tutela dei diritti, soprattutto degli ultimi. Scrivere mi dona felicità, è un modo per conoscere se stessi e la realtà multiforme e imprevedibile che ci circonda.

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