martedì , 20 febbraio 2018
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12 agosto 1914: il Regno Unito e la guerra nei mari

Il 12 agosto di 100 anni fa il Regno Unito dichiarava guerra all’Impero austro-ungarico, a una settimana di distanza dal proprio ingresso nel primo conflitto mondiale con la dichiarazione di guerra rivolta all’Impero tedesco. La scelta fu la conseguenza dettata dal mancato rispetto, da parte della Germania, della neutralità belga. Il 1°di agosto, infatti, il Ministro degli Esteri inglese, Edward Grey, aveva reso noto all’ambasciatore tedesco Karl Max von Lichnowsky che la Gran Bretagna non si sarebbe limitata a osservare uno sconfinamento tedesco in territorio belga. Ciononostante, l’Impero tedesco proseguì con l’attuazione del piano Schlieffen (piano antesignano della strategia della guerra-lampo), che si tradusse però in un fallimento, con la Prima battaglia della Marna nel settembre 1914.

I retroscena delle due dichiarazioni di guerra inglesi offrono un peculiare intreccio di strategia militare, relazioni internazionali e umanità individuale. Riguardo a quest’ultima, per esempio, una registrazione audio conservata negli archivi inglesi riporta un’intervista al cancelliere tedesco dell’epoca, Theobald von Bethmann-Hollweg, riguardo ai concitato momento in cui ricevette l’ambasciatore inglese Sir Edward Goschen. In quell’occasione  il Cancelliere definì il trattato del 1839, che assicurava la neutralità del Belgio, solo un “pezzo di carta” per cui non valeva la pena di rendere ostili due nazioni fino ad allora amiche.

L’audio dell’epoca consegna all’ascoltatore la voce quasi rotta del Cancelliere che in quel momento, per sua ammissione, era “agitato e scosso” vedendo “le speranze e il lavoro di tutto il periodo del cancellierato andare in fumo”. Alcuni storici raccontano poi che Sir Goschen, dopo aver difeso le ragioni inglesi, ebbe un crollo e proruppe in pianto, chiedendo al Cancelliere il tempo necessario per ricomporsi prima di esporsi agli sguardi curiosi dei dipendenti della Cancelleria.

Dal punto di vista delle relazioni internazionali, il “lavoro”svolto durante il cancellierato di Bethmann si risolse nel tentativo di minimizzare, agli occhi degli osservatori esterni, il vero scopo dell’Impero tedesco: il raggiungimento dell’egemonia marittima a discapito di quella inglese. Una rivalità, quella sui mari, che in tutte le sue sfaccettature costituì una della radici profonde dello scoppio del conflitto.

Nel 1912, infatti, l’imperatore Guglielmo II si era visto opporre, da parte del cancelliere Benthmann, un “no” alla possibilità di potenziare pesantemente la marina con la Quarta Legge Navale. Il Cancelliere tentò invano di proporre una linea di negoziazione con il Regno Unito. La scelta, agli occhi dei posteri, appare senza dubbio poco difendibile, dato che all’esito della grande guerra la potenza marittima inglese risultava intatta e pareggiata solo da quella statunitense. Dal rifiorire delle marine mercantili degli anni ’30 (ben 68 milioni di tonnellate, contro le 29 di inizio secolo e le 45 del 1914) la Germania non trasse, ovviamente, alcun vantaggio.

L’ambizione di raggiungere una posizione egemonica marittima si ripercosse anche sulla strategia militare, che vide per la prima volta un impiego massiccio dell’arma sottomarina. Se nel 1914 tutte le nazioni in guerra potevano vantare delle flottiglie di sommergibili, l’Impero tedesco fu senza dubbio il piùimpegnato nel loro sviluppo. Lo scopo ultimo? Devastare economicamente il Regno Unito. In un primo frangente colpendo solo navi militari, poi quelle civili e da carico, infine, dopo il 1917, i convogli. Quest’ultima fase comportò per gli inglesi una perdita media mensile di ben 630.000 tonnellate di merci.

L’Impero tedesco fece quindi di necessità virtù(militare), dovendo tollerare il peso dell’embargo imposto dalla Francia e dal Regno Unito sin dall’inizio del conflitto. Il Primo ministro inglese tra il 1914 e il 1916, Sir Herbert Asquith, osservòcome l’embargo consentì di supportare incessantemente lo sforzo bellico degli Alleati, dissanguando senza soluzione di continuità tutte le Potenze Centrali, scortandole oculatamente verso il crollo socio-economico. Persino a conflitto concluso il blocco navale venne continuato e negli ultimi due anni della guerra condusse alla morte di circa 800.000 civili tedeschi per malnutrizione. Il rapporto tra Regno Unito e Impero tedesco, incrinatosi nelle notti dei primi di agosto del 1914, fu quindi il ritmo su cui tutti gli attori belligeranti danzarono nel corso della grande guerra, cercando di ottenere ricchi cotillons.

Photo: Wikimedia Commons

L' Autore - Tullia Penna

Dottoranda in Bioetica (Visiting à Sciences Po Paris; Giurisprudenza UniTo; presso la stessa: Laura Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e Certificato di Alta Qualificazione della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi - SSST). Ex tutor e rappresentante degli studenti della SSST. Mi occupo di principalmente di questioni relative all’inizio e gravidanza surrogata. Appassionata di tematiche trasversali, mi interesso di diritti civili ed evoluzione delle istituzioni democratiche. Nel tempo libero sviluppo le mie abilità di fotografa e viaggiatrice.

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