mercoledì , 21 febbraio 2018
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6 agosto 1914: la Germania occupa il Belgio

Rivendicazioni territoriali, riarmo degli imperi nazionalisti e debolezza delle forze pacifiste: furono queste le cause del primo conflitto mondiale. L’entrata in guerra del Belgio fu successiva all’invasione tedesca, definita da più parti lo “stupro del Belgio”. Il Paese, negli anni precedenti alla prima guerra mondiale, si era mantenuto costantemente neutrale. Neutralità garantita dal trattato di Londra del 1837 siglato con la Prussia. Dopo il disfacimento dello Stato prussiano e la proclamazione dell’Impero tedesco il 18 gennaio 1870, il Reich tedesco aveva ereditato i patti di non belligeranza derivanti dal trattato di Londra, poi riconfermati durante la Conferenza dell’Aja del 1907.

Le crisi diplomatiche degli Stati europei, culminate dopo l’attentato di Sarajevo del 28 agosto 1914, non influirono nelle relazioni estere del Belgio, interessato esclusivamente al controllo delle colonie in Africa centrale. Il Congo belga, la più grande colonia del Belgio, era uno dei territori più ricchi di risorse minerarie del mondo e favorì l’ascesa economica belga e la crescita del commercio internazionale. Il principale partner commerciale della monarchia belga era la Germania, che aveva sostituito completamente il ruolo della Francia. L’influenza tedesca era forte anche dal punto di vista culturale. Lo scrittore francese Henri Autorchia nel saggio “La Belgique Modern” descriveva il diffondersi della cultura tedesca tra gli intellettuali belgi.

Dal punto di vista militare invece, malgrado Leopoldo II e Alberto I avessero cercato di potenziare le forze armate, l’esercito del Belgio contava poche unità, piuttosto impreparate. Nell’agosto 1914, sebbene potenzialmente potesse reclutare 144.000 soldati, non riusci ad arrivare a centomila. L’artiglieria era obsoleta, con 342 cannoni in pessimo stato e pochissime mitragliatrici, circa 102. Non vi era poi nessun mezzo di trasporto che permettesse alle truppe di spostarsi sulla linea difensiva. Si poté contare solo sulla cavalleria. Il vero punto debole delle truppe del Belgio furono i disaccordi tra generali sulla strategia da adottare in risposta ad un’eventuale invasione da parte della Francia o della Germania. Il leader del partito cattolico, Charles de Broqueville, all’epoca Capo di Gabinetto, considerava come unica possibile difesa il rispetto dei trattati di neutralità del 1839, dettaglio di poco conto, invece, per la Germania.

Il piano del Reich ideato da Von Schlieffen nel 1905 prevedeva un attacco veloce alla Francia mediante la nota “presa a tenaglia”. Per la riuscita del piano era essenziale una rapida occupazione del Belgio mediante conquista dei forti di Liegi e Namur e la cattura di uno sbocco sul mare, Anversa, delle ferrovie, ed infine di Bruxelles. La più importante tra le roccheforti era però quella di Liegi: occupare Liegi in 3 giorni per poi marciare verso il confine francese.

I belgi però fermarono i tedeschi, prima di arrendersi, per 11 giorni. L’offensiva iniziò il 5 agosto e già alle ore 6.00 del mattino del 7 la quattordicesima brigata tedesca era entrata in città. Il generale Leman, a capo della difesa di Liegi, rifiutò la resa proposta del tedesco Von Emmenich, che rispose bombardando la città per più di 50 ore con un zeppelin, usato per la prima volta nella storia. Giorno dopo giorno i forti di Liegi furono colpiti fino al 16 e 17 agosto, quando gli ultimi due, Flemalle e Hollogne, si arresero ed il generale Leman fu catturato.

La battaglia di Liegi ebbe quindi un esito disastroso per il Belgio, ma la strenua resistenza dei civili e la difficile conquista della città rallentarono di molto l’avanzata tedesca verso la Francia. Un sacrificio che i transalpini non hanno dimenticato, ed hanno premiato conferendo alla città di Liegi la Legion d’honneur, la prestigiosa onorificenza militare istituita da Napoleone Bonaparte. Un evento che François Hollande ha voluto ricordare lunedì scorso, 4 agosto, incontrando proprio a Liegi la cittadinanza ed i reali del Belgio.

Photo: © Marc Ryckaert (MJJR) – Private collection, Wikimedia Commons.

L' Autore - Gaia Santori

Laureata in giurisprudenza presso l'università di Roma tre nel Maggio 2013, ho vinto una borsa di studio Erasmus per l'intero anno accademico 2010/2011 presso l'Univerità di Santiago de Compostela. Dall 'Agosto 2013 fino ad ottobre dello stesso anno ho frequentato un corso di perfezionamento dell'inglese giuridico ed economico a Boston. Le mie passioni sono il diritto internazionale,il diritto privato comparato e la geopolitica. Orgogliosa di far parte della redazione di Europae.

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