mercoledì , 15 agosto 2018
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Mondiali 2014: arriva l’ora X. Il Brasile è pronto ?

Domani prenderà il via la Coppa del Mondo FIFA 2014 in Brasile, Paese “interlocutore chiave dell’Unione Europea” e “principale attore economico e leader regionale dell’America Latina” secondo la Commissione Europea. Trainante per il Mercosur e locomotrice per l’Unasur, il Brasile, proprio grazie al recente sviluppo economico e all’estensione demografica, può essere considerato alla stregua di un continente. Un continente nel quale vi è una serie di situazioni problematiche. La presenza di una forte disparità dei redditi, il persistere e l’estendersi delle ormai tipiche favelas, il dilagarsi del fenomeno della corruzione e l’eccessiva burocrazia non sono che alcuni esempi.

Ritardi e corruzione: sindrome da “grandi eventi”

La Copa do Mundo sta facendo emergere più che mai le contraddizioni di un Paese alle prese con difficoltà economiche, politiche ed organizzative, legate anche ai giochi olimpici 2016 di Rio de Janeiro. In primis, il ritardo nei preparativi. Nell’aprile scorso il vicepresidente del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), John Coates, aveva definito i lavori per le Olimpiadi di Rio “i peggiori di sempre”, con un’organizzazione “peggiore anche di quella di Atene nel 2004”. La situazione per i Mondiali non è migliore. A pochissimi giorni dalla partita della Nazionale Italiana contro quella inglese, nello Stadio Arena da Amazônia di Manaus i lavori non sono terminati. Come non bastasse, le condizioni climatiche degli ultimi giorni hanno portato a decretare lo stato di emergenza a causa delle forte piogge e relativi allagamenti.

Secondo punto, ma non per questo meno importante: nei mesi scorsi, alcuni importanti componenti del Governo Rousseff sono stati costretti a dimettersi per accuse di corruzione in merito alla costruzione delle infrastrutture per i Mondiali e le Olimpiadi del 2016. Orlando Silva de Jesus Júnior, Ministro dello Sport, è stato infatti accusato di aver commesso attività illecite a partire dal 2004, imponendo tangenti su numerosi contratti stipulati dal Ministero dello Sport con ONG locali. Anche l’ex Ministro per il Turismo, Pedro Novais Lima, si è dovuto dimettere a seguito dell’arresto del proprio sottosegretario e 37 funzionari dello stesso ministero, accusati di aver intascato soldi pubblici destinati alla formazione del personale in vista dei Mondiali.

Terzo aspetto: di fronte agli ingenti investimenti dedicati ai Mondiali, numerosi brasiliani si domandano perché il Governo non utilizzi le proprie risorse per l’educazione pubblica, la sanità, i trasporti. Con l’avvicinarsi dei Mondiali, è cresciuto un senso di malcontento generale nella società brasiliana già flagellata dalla piaga della corruzione, dall’aumento dell’inflazione e dal rallentamento dell’economia.

Quanto mi costano i Mondiali ?

La domanda sorge spontanea: quanto costano, dunque, i Mondiali in Brasile? Perché se la maggior parte dell’opinione pubblica è a favore di Mondiali e Olimpiadi, allo stesso tempo non desidera che le due maggiori manifestazioni sportive si trasformino nell’occasione per favorire fenomeni di concussione di fondi pubblici e relativa corruzione. I costi della Copa, considerati tra i più alti della storia, ammontano tra gli 11 e i 13 miliardi di dollari, dei quali quasi 4 provenienti dalle tasse dei brasiliani. Un esempio relativo allo scorso anno: il paventato aumento dei prezzi dei trasporti pubblici cittadini – poi prorogato a febbraio 2014 – provocò numerose ondate di protesta.

Ma la rabbia dei brasiliani non è causata solamente dagli sprechi e dalle spese legate dagli imminenti Mondiali di calcio. Il Brasile, infatti, ha azzerato la propria crescita economica: se nel 2007 cresceva di quasi il 7,5%, nell’ultimo trimestre del 2013 il colosso sudamericano è entrato tecnicamente in recessione (-0,2%).

Non basteranno quindi gli 11 miliardi di dollari di ritorno che, secondo il Governo brasiliano, i Mondiali dovrebbero portare al Paese. La partita più difficile il Brasile la giocherà in casa: con le elezioni presidenziali alle porte – si vota il 5 ottobre 2014 – e una popolarità in forte calo, il futuro politico della Presidenta Rousseff è quantomai a rischio. I Mondiali saranno una festa per il mondo, ma il Brasile non li ospiterà nelle condizioni migliori. La tenuta degli equilibri sociali e politici, venuta meno la crescita sprint dell’economia, è più che mai in discussione. Il mondo guarda e tifa. Nel frattempo, o show tem que continuar, lo spettacolo deve andare avanti.

In foto, i lavori sul nuovo stadio del Corinthians ad ottobre 2013 (© mlsirac – Flickr 2013)

L' Autore - Giulia Richard

Responsabile UE-America Latina & Spagna - Laureata magistrale in Development, Environment & Cooperation presso l'Università di Torino, con una tesi sulle relazioni commerciali tra UE e America Latina. Dopo aver lavorato a Montevideo e a Valencia, attualmente vivo nel cuore dell'Europa, a Bruxelles.

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