venerdì , 23 febbraio 2018
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Mondiali 2014: Spagna – Cile è scontro in famiglia

Questa sera allo stadio Maracaná, a Rio de Janeiro, la Spagna si giocherà il futuro del suo Mondiale contro il Cile, sua ex-colonia, governatorato tra i più poveri di quello che fu il vasto vice-reame del Perù. Le relazioni storiche, culturali e demografiche tra i due Paesi sono forti. Non condividono solamente la lingua, ma secoli di scambi commerciali e migrazioni in entrambe le direzioni. La composizione etnica cilena deriva in gran parte dall’emigrazione di europei (soprattutto spagnoli). Oggi, dei 16,5 milioni di cileni, il 95% è di origine europea. Gli spagnoli dovranno vedersela con una squadra organizzata, agguerrita e motivata, soprattutto da motivazioni sportive.

La nazionale spagnola, campione del mondo in carica e tra i grandi favoriti di questi Mondiali, è infatti reduce dalla disastrosa sconfitta subita lo scorso 13 giugno dall’Olanda. Un 5-1, inflitto da Arjen Robben e compagni, che i giocatori del CT Vincente Del Bosque devono dimenticare per vendicare l’umiliazione sportiva nazionale. La vittoria è quindi l’imperativo dell’allenatore originario di Salamanca, soprattutto per ottenere i tre punti necessari a superare il girone eliminatorio ed evitare un’eliminazione inattesa quanto temuta. Il Cile, invece, ha battuto l’Australia 3-1 e arriva allo scontro con buone possibilità di qualificarsi agli ottavi di finale. Le formazioni rimarranno più o meno le stesse, sebbene aumenti l’incognita della presenza in campo del portiere e capitano Iker Casillas.

Probabilmente scenderà in campo anche Diego Costa, l’attaccante ispano-brasiliano dell’Atletico Madrid. Nonostante le origini sudamericane, il giocatore già dallo scorso anno ha manifestato la volontà di giocare per la selezione iberica, ottenendo la cittadinanza spagnola e il relativo passaporto. Il caso di Diego Costa è tutto fuorché ordinario. La Federazione calcistica del Brasile (Confederação Brasileira de Futebol – CBF) nei mesi precedenti aveva perfino accusato l’attaccante di essersi procurato la cittadinanza per motivi economici, e intendeva revocargli la cittadinanza brasiliana, data la sua rinuncia a giocare per i verde-oro. Carlo Eugenio Lopes, direttore giuridico della CBF, aveva dichiarato nel novembre 2013 che «non vi è dubbio che Diego Costa sia stato sedotto e che alla base della sua scelta vi siano ragioni economiche». Un brasiliano “comprato” dalle Furie Rosse, quindi. Facile immaginare l’accoglienza che potrebbe riservare il Maracanà al centravanti su cui ricadono molte speranze dei tifosi spagnoli.

Il Cile, indipendente dal febbraio 1818, ha preso parte con la sua nazionale, la Selección de fútbol de Chile, a otto edizioni dei Campionati Mondiali di Calcio, arrivando terza nel 1962. Claudio Bravo, 31enne portiere e capitano della nazionale cilena, ha ottenuto la cittadinanza spagnola per residenza e oggi è uno dei numerosi casi di cileni con secondo passaporto spagnolo. Con 79 presenze in nazionale è il secondo cileno di sempre per numero di partite giocate nella Roja (La Rossa, come viene chiamata in patria la selezione cilena) e questa sera vivrà senza dubbio un match speciale. Come molti altri calciatori cileni, Bravo gioca in Spagna, nella Real Sociedad.

La Roja vede la maggior parte dei giocatori impegnati nei campionati stranieri: solamente un quarto della rosa gioca infatti nel campionato nazionale cileno. Questo dà alla squadra esperienza internazionale e senso dell’organizzazione tattica, elementi importanti in tornei di questo livello. I convocati del CT Jorge Luis Sampaoli Moya (ex calciatore argentino) hanno un’età media attorno ai 25 anni: il più giovane, Felipe Gutiérrez, ne ha 23 anni; il più anziano, Marcos Gonzáles, ne ha 34. Quattro di loro sono impegnati in club italiani: i più noti sono Arturo Vidal, Mauricio Isla (Juventus) e Mauricio Pinilla (Cagliari). Cinque giocano nella Liga Spagnola. Su tutti, la stella Alexis Sanchez (Barcellona), El Niño Maravilla, 25 anni e un passato nella Serie A italiana.

Nel 2010 il Cile venne eliminato agli ottavi di finale dal Brasile. La Roja cercherà stasera la rivincita storica e sportiva contro le Furie Rosse, colpevoli di aver battuto il Cile nel girone eliminatorio quattro anni fa. La Spagna del calcio aspetta il primo verdetto del suo fin qui problematico mondiale. Il Cile può sognare di sgambettare il più ricco e quotato cugino d’oltreoceano.

Photo: © Jimmy Baikovicius, 2010, www.flickr.com

L' Autore - Giulia Richard

Responsabile UE-America Latina & Spagna - Laureata magistrale in Development, Environment & Cooperation presso l'Università di Torino, con una tesi sulle relazioni commerciali tra UE e America Latina. Dopo aver lavorato a Montevideo e a Valencia, attualmente vivo nel cuore dell'Europa, a Bruxelles.

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