martedì , 14 agosto 2018
18comix
Photo © Ben B, 2008, www.flickr.com

Speciale Europei: Austria-Ungheria tra storia e attualità

Martedì 14 giugno, ore 18.00; va in scena la prima partita del gruppo F dei campionati europei: Austria-Ungheria. Un accostamento che evoca, nella memoria degli europei, l’ombra di un passato fatto di guerre, rivoluzioni e dispute territoriali. L’Aquila Asburgica ha infatti sventolato dal 1804 al 1918 (prima come Impero Austriaco e poi come Impero Austro-Ungarico) su porzioni di territorio che ora appartengono a 13 diversi Stati europei, di cui 9 facenti parte dell’Unione Europea.

Austria e Ungheria, gli Asburgo

L’Austria e l’Ungheria, sebbene unite sotto la stessa corona per più di un secolo, crearono all’inizio del ‘900 due federazioni calcistiche separate con due rispettive nazionali di calcio. Già durante l’epoca imperiale, le due nazionali si sfidarono sul campo ben 42 volte (quasi tutte amichevoli), vincendo 21 partite a testa. Neanche la Prima Guerra Mondiale fermò la passione calcistica. Di quelle 42 partite imperiali, ben 18 si svolsero durante il conflitto, in un clima di crescente tensione provocata dalla guerra e dalla sempre maggiore rivalità tra i due popoli.

Anche l’ultima di queste partite fu un amichevole. Si giocò a Vienna il 6 ottobre del 1918 e vinse l’Ungheria 3-0. Poche settimane dopo ci fu la rivoluzione ungherese, l’armistizio con gli alleati e i cannoni al fronte finalmente tacquero.

Dopo la guerra

Nei decenni successivi le due nazioni tornarono a sfidarsi sul campo, in occasione delle varie edizioni della Coppa Internazionale, antenata degli Europei di calcio. Austria e Ungheria si aggiudicarono un titolo a testa. Nel 1932 alzò la Coppa la nazionale della Repubblica austriaca fagocitata 6 anni dopo dalla Germania nazista con il famoso Anschluss. Fu proprio quell’evento a portare al congelamento della Coppa Internazionale, ripresa solo nel 1948.

L’Ungheria socialista di Ferenc Puskás si aggiudicò il titolo nel 1953, trasferendo il trofeo per la prima volta oltre la cortina di ferro, dove vi rimase fino al 1960, grazie alla successiva vittoria della Cecoslovacchia nel 1955. Proprio in quell’anno si svolse l’ultima partita in un campionato internazionale tra le due squadre. Nei successivi 60 anni, Austria e Ungheria si sono incontrate sul campo solamente in occasione di amichevoli e partite di qualificazioni ai mondiali e agli europei.

Due Paesi europei

Moltissima acqua del Danubio è passata sotto i ponti di Vienna e Budapest da quel lontano 1955. Dopo la caduta del muro di Berlino, l’Austria è entrata a far parte della UE nel 1995 e l’Ungheria nel 2004, in concomitanza con il cosiddetto “Allargamento ad Est”. Del forte europeismo di fine anni ’90 e inizio anni 2000 è rimasto però, in entrambi i Paesi, solo uno sbiadito ricordo. Con la vittoria elettorale del 2010 di Viktor Orban, l’Ungheria ha cominciato un controverso processo di riforme che l’ha messa sempre più in rotta di collisione con Bruxelles.

Dopo una riforma costituzionale che ha rafforzato enormemente i poteri del primo ministro, dopo la nomina del governatore della banca centrale da parte dello stesso Orban, dopo la legge sul controllo dei media e la costruzione del muro anti-migranti sul confine serbo, la nazione magiara incarna oggi, infatti, il modello di molti euroscettici europei. L’Austria rappresenta, invece, il perfetto esempio di Paese politicamente e socialmente spaccato a metà. Il ballottaggio delle presidenziali, che ha incoronato il verde Van Der Bellen Presidente della Repubblica con il 50,3% dei voti, è stato l’emblema di questa spaccatura.

Per la prima volta nella sua storia, l’Europa si è resa conto che il populismo euroscettico è a un passo dal diventare maggioranza in uno dei Paesi del “core” economico e politico dell’UE e dall’area Euro. Il tutto, mentre i partiti liberali e socialdemocratici al governo annaspano nel trovare soluzioni ai problemi percepiti dalla pancia dell’elettorato e iniziano a inseguire le istanze delle forze politiche più estreme. D’altro canto, è stato proprio un governo di “Grosse Koalition” a cominciare la costruzione della controversa barriera al Passo del Brennero.

E così, mentre le due squadre entrano in campo per sfidarsi, l’incertezza regna sovrana sul futuro del Continente. Mancano sempre meno giorni a quel voto inglese che potrebbe cambiare per sempre la storia dell’Europa. Secondo molti commentatori, la “Brexit” potrebbe dare una spinta decisiva ed il “momentum” alle istanze euroscettiche anche in Austria e Ungheria. I cittadini europei, le istituzioni, i partiti e i mercati trattengono il respiro. Proprio come i tifosi di Austria e Ungheria, sugli spalti, nell’attesa di un gol.

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

Check Also

Rio 2016: la (poca) Russia e l’ombra del doping

Con la consueta cerimonia di chiusura svoltasi domenica scorsa, si è chiuso ufficialmente il sipario …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *