martedì , 20 febbraio 2018
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Photo © Nazionale Calcio - www.flickr.com, 2016

Speciale Europei: “biscotti” e libera concorrenza

In un certo senso i campionati europei sono come il mercato comune europeo: sono regolati da norme che hanno lo scopo di far sì che le squadre giochino per vincere, come le imprese in un’economia di mercato. Per la fase a eliminazione diretta è abbastanza semplice: delle due avversarie, solo una passa il turno.

Nella fase a gironi è più complesso. Quando due o più squadre finiscono con gli stessi punti si guardano in ordine di importanza: scontri diretti, differenza reti e gol segnati e in caso di ulteriore parità scontri diretti e gol segnati nelle partite tra le squadre a pari punti. Se un girone si conclude con tre squadre a 5 punti, dopo che queste hanno pareggiato tra loro e vinto contro la quarta squadra, allora l’unica discriminante è il numero di gol segnati in questi tre pareggi. In questo caso i regolamenti UEFA non riescono a evitare un biscotto: l’equivalente calcistico di un trust.

Quando le squadre A e B hanno entrambe pareggiato contro la squadra C e vinto contro la squadra D si arriva a una situazione in cui alla terza giornata se A e B si accordano per un pareggio con più gol fatti rispetto alle partite pareggiate con C, possono garantirsi la qualificazione a prescindere dal risultato dell’altra partita che si gioca in contemporanea. Nella storia recente degli Europei si sono verificate tre situazioni del genere e solo una volta è stato realizzato il famigerato biscotto.

La prima volta fu a Euro ’96. Dopo le prime due giornate Francia e Bulgaria avevano entrambe pareggiato contro la Spagna e battuto la Romania. Gli spagnoli temevano un biscotto franco-bulgaro. In realtà in quel momento les bleus non erano in vena di biscotti, ma volevano vendicare l’umiliazione subita due anni e mezzo prima. La notte del 17 novembre 1993 si giocò a Parigi l’ultima partita del gruppo 6 per le qualificazioni a USA ’94. Ai galli bastava un pareggio con la Bulgaria per assicurarsi la qualificazione al mondiale. Al 90° sull’1-1 sembrava fatta, quando il pallone recuperato dai bulgari in difesa, dopo tre passaggi si ritrovò tra le gambe di Emil Kostadinov che con un destro secco lo infilò sotto l’incrocio dei pali alle spalle di Bernard Lama.

Per gli uomini di Platini fu una disfatta, per la Bulgaria fu l’inaspettata qualificazione a USA ’94 dove riuscì ad ottenere il miglior risultato nella propria storia, arrivando in semifinale. Nel 1996 i transalpini si vendicarono con un 3-1 che mandava a casa i bulgari e permetteva alla Spagna di qualificarsi ai quarti.

La stessa situazione si verificò nel girone C di Euro 2004. La Bulgaria perse 5-0 contro la Svezia alla prima partita e con il morale a pezzi perse anche la partita successiva contro la Danimarca. Nel frattempo l’Italia non andò oltre un deludente 0-0 con la Danimarca, mentre contro la Svezia nonostante la buona partita venne fermata sull’1-1 grazie a un incredibile colpo di tacco di Ibrahimović. La terza giornata vide il tanto discusso biscotto tra le due squadre scandinave: un 2-2 che rendeva vana la vittoria dell’Italia sulla Bulgaria.

La situazione venne a ripetersi 8 anni dopo e coinvolse di nuovo gli azzurri. All’Italia toccò un girone difficile con la Spagna e una Croazia in gran forma. L’Italia pareggiò le prime due partite con Spagna e Croazia, che a loro volta vinsero contro l’Irlanda di Trapattoni. Riapparve così lo spettro del biscotto. Il CT croato Bilić dichiarò subito che i suoi uomini non interessavano biscotti e fu di parola perché i croati misero in seria difficoltà la Spagna, che vinse in extremis con un gol di Jesus Navas all’88°. L’Italia battè l’Irlanda e proseguì nel torneo fino alla finale di Kiev contro la Spagna.

Questo europeo sarà diverso da tutti i precedenti, perché sarà il primo a 24 squadre divise in sei gironi. A qualificarsi non saranno quindi solo le prime due di ogni girone, ma verranno ripescate anche le quattro migliori terze classificate. Se dunque un girone si concludesse con tre squadre a 5 punti è quasi impossibile che la vittima di un biscotto non capiti tra le 4 migliori terze: pertanto si può dire che l’incubo del biscotto sarà scongiurato. Meglio così. A differenza del 2004 oggi l’Europa è colpita da diverse crisi. Quella dei debiti pubblici ha riaperto la faglia tra falchi del rigore nordici e mediterranei furbetti e spendaccioni. In una situazione del genere un biscotto nordico contro una squadra dell’Europa Meridionale scatenerebbe una bufera che andrebbe ben oltre il mondo del calcio.

L' Autore - Giuseppe F. Passanante

Ho studiato lingue alla Ca' Foscari (triennale) e relazioni internazionali a Torino (magistrale), per poi ottenere un master alla sede di Varsavia del Collège d'Europe dove ho approfondito temi come la Politica Europea di Vicinato, le relazioni UE-Russia e le politiche di allargamento. Attualmente vivo in Polonia, a Breslavia, e lavoro in una multinazionale. Le aree geografiche di mio interesse sono l'Europa Centrale, i Balcani, la Turchia e lo spazio post-sovietico.

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