mercoledì , 15 agosto 2018
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Semestri di storia: 1975, Moro e la riforma del Parlamento europeo

1975. Da due anni imperversa la crisi energetica mondiale cominciata nel 1973 con il blocco delle esportazioni di petrolio dei Paesi dell’OPEC verso Usa e Olanda e il taglio del 25% verso gli altri Paesi Occidentali a seguito della Guerra dello Yom Kippur. Il blocco finirà a gennaio del 1975, ma gli strascichi sull’inflazione faticheranno a fermarsi. In Italia dopo 30 anni di stabilità monetaria repubblicana, la corsa dei prezzi inanellerà aumenti a doppia cifra per il decennio 1974-1984.

Per porre freno alle disastrose conseguenze sociali, i sindacati e la Confindustria di Gianni Agnelli sotto l’occhio incoraggiante del governo guidato da Aldo Moro e dei partiti di centrosinistra, firmano il 25 gennaio l’accordo per l’introduzione della scala mobile. Per spiegarla in modo semplice, se i prezzi aumentano del 17%, i salari dovranno aumentare conseguentemente della stessa percentuale. Una misura che darà sollievo ai lavoratori italiani nel breve termine ma che alimenterà nel medio-lungo termine la spirale inflazionistica. Un altro provvedimento voluto dal centrosinistra e approvato nel marzo 1975 al fine di ampliare il corpo elettorale, abbassa la maggiore età dai 21 ai 18 anni. A maggio la leva militare viene ridotta da 24 a 12 mesi. Mentre l’Italia si affida ai provvedimenti sociali del centrosinistra doroteo (la corrente DC di Aldo Moro), il Regno Unito entrato nel 1973 nella CEE vede una giovane Margaret Thatcher diventare leader del partito conservatore nel mese di febbraio del ’75.

In questo contesto, il 1 luglio 1975 l’Italia di Moro assume il semestre di Presidenza della Comunità Europea. L’incarico viene intrapreso con una certa soggezione per un motivo particolare: dal febbraio del 1973 il tasso di cambio della lira verso gli altri partner europei è totalmente fuori controllo e non rispetta i parametri di oscillazione previsti dal cosiddetto “Serpente monetario” (margini di fluttuazione del 2,25%). Nello stesso momento, la Democrazia Cristina inizia a sentirsi assediata da un PCI di Berlinguer in splendida forma, che nelle amministrative di giugno tocca il 33% dei consensi riducendo a 3 punti il distacco dal partito di Moro. Un Partito Comunista che pare voler rubare la scena europea al Semestre Italiano appena 2 settimane dopo il suo inizio, annunciando l’11 luglio insieme a Santiago Carrillo, leader del Partito Comunista Spagnolo, l’impegno comune a sviluppare la strategia dell’eurocomunismo e distaccarsi sempre più dall’Unione Sovietica.

Ma Moro non è disposto a lasciare al PCI i riflettori della scena europea e nel primo Consiglio Europeo a Presidenza italiana del 16-17 luglio convince i partner della CEE ad affidare al Consiglio Affari Esteri uno studio sulla possibilità di riformare il Parlamento Europeo attraverso l’elezione a suffragio universale. Una riforma della portata epocale nella storia dell’integrazione europea. La settimana successiva, il 22 luglio, gli Stati della Comunità Europea firmano un Trattato che assegna al Parlamento Europeo poteri in materia di bilancio e istituisce la Corte dei Conti Europea. Altra data importantissima quella del 30 agosto, divenuta famosa per la prima missione spaziale della neonata ESA (Agenzia Spaziale Europea) con il lancio della sonda Cos-B.

Mentre in autunno si lavora incessantemente alla bozza di riforma del Parlamento Europeo, il 20 novembre giunge la notizia dalla Spagna della morte del dittatore Francisco Franco. Da lì a poco si aprirà la fase costituente spagnola, che porterà il Paese iberico ad entrare nel club delle democrazie occidentali e successivamente aderire alla Comunità Europea.

Gli sforzi del Consiglio Affari Esteri vengono coronati durante il Consiglio Europeo di Roma del 1-2 dicembre in cui viene approvata all’unanimità dei membri della Comunità Europea la riforma del Parlamento, fissando le prime elezioni europee a suffragio universale per la primavera del 1978 (data che verrà poi rimandata al 1979). Moro afferma di essere completamente soddisfatto e lieto della riforma. Purtroppo non vivrà abbastanza per vedere le prime elezioni, poiché verrà ucciso dalle Brigate Rosse nel maggio precedente.

Che dire di quel convulso 1975? Molto probabilmente verrà ricordato attraverso il consueto binomio che ha sempre caratterizzato la storia europea: crisi e passi avanti. Un po’ quello che è accaduto dopo la crisi finanziaria del 2008 e quella del debito sovrano del 2011 con la nascita dell’Unione Bancaria, del Fondo Salva Stati e delle politiche innovative della BCE.

In foto, arrivo di Moro al Consiglio europeo di Roma (1-2 dicembre 1975), © European Union 1975

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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