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Giacomo Giglio

Laureato magistrale in Economia Internazionale, fin da giovanissima età ho avuto grande passione per la politica e l'economia. Critico con la visione classica dell'economia, mi occupo spesso di temi inerenti la crisi finanziaria e i travagli della zona Euro dopo lo scoppio della crisi 2008-09

Atene di nuovo sull’orlo del baratro

C’è una scena del celebre film “Gioventù Bruciata”, che vale la pena ricordare: il protagonista viene coinvolto in un giro di corse clandestine e ben presto arriva alla scommessa più temuta, il famigerato chicken game, dove due auto si lanciano a folle velocità lungo un rettilineo che termina in un precipizio. Vince la scommessa chi frena per ultimo, proprio sull’orlo …

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Euro: risparmiare in Germania oggi non conviene più

L’eurozona è un’area in cui i comportamenti dei risparmiatori variano grandemente: a differenza degli Stati Uniti, dove la propensione al risparmio è bassa più o meno ovunque (anche se la crisi ha sconvolto tutto: ora molti americani stringono la cinghia per pagare anni di eccesso di debito facile), nel Vecchio Continente le attitudini delle singole nazioni tendono ad essere ancora …

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Grecia: torna la crescita, ma rimane la Troika

Nel terzo trimestre 2014 la Grecia è stata il top performer dell’eurozona, con una crescita congiunturale dello 0,7%, che le ha permesso di piazzarsi davanti alla Francia e alla Germania e di battere di gran lunga altri Paesi mediterranei in difficoltà come l’Italia o Cipro (questi ultimi due Paesi hanno fatto registrare l’ennesima recessione e non appare all’orizzonte nessuna novità …

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Finanza islamica: può aiutare l’Europa ad uscire dalla crisi?

Il peso ipertrofico assunto dalla finanza rispetto all’economia reale è stata la causa principale della crisi economico-finanziaria esplosa negli Stati Uniti a partire dall’estate 2007, che in seguito è divenuta una crisi mondiale dalla quale alcune regioni del globo, tra cui l’Europa, faticano a riprendersi. Ripescando le dichiarazioni di politici ed economisti all’indomani dello scoppio della bolla della finanza creativa, …

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Juncker e la mancanza di fiducia in Europa

Si sono concluse da pochissimo le celebrazioni per il venticinquesimo della caduta del Muro di Berlino: salvo che nella capitale tedesca, nel resto d’Europa l’anniversario si è svolto in un’atmosfera di mestizia ed indifferenza, anche perché la crisi ucraina ha creato un clima di diffidenza verso Mosca (ricambiata dai russi) che non fa presagire nulla di buono per il futuro. …

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Spagna: torna la crescita, ma a quale prezzo?

Negli ultimi mesi l’ottimismo attorno all’economia spagnola è diventato virale. Il governo lancia proclami di speranza che farebbero impallidire persino Matteo Renzi: il Primo Ministro Mariano Rajoy – nonostante i continui scandali che funestano il suo Partito Popolare (l’ultima retata, dal nome evocativo “Punica”, ha fatto scattare le manette per alti notabili del partito, tra cui l’ex segretario di Madrid …

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Moscovici: una mosca bianca nella nuova Commissione

Non c’è forse al mondo in questo momento una poltrona che scotti più di quella del Commissario agli Affari Economici e Monetari dell’UE: la lunga fase di trattativa tra gli Stati membri, al termine della quale la scelta è ricaduta sul francese Pierre Moscovici, è sintomatica dell’importanza del posto. Il fatto è che l’eurozona non cresce quanto dovrebbe e versa …

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Grecia: l’eterno ritorno dello spread

I tassi d’interesse sul bond decennale emesso dallo Stato greco è schizzato ai livelli più alti dal marzo 2014: si aggira di nuovo attorno alla fatidica cifra del 7% – ritenuta da alcuni osservatori come la “soglia di non sostenibilità” per le casse pubbliche – che tanto fece parlare di sé anche nell’Italia del novembre 2011. Attorno al Partenone sembrano …

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Catalogna, la crisi europea e degli stati-nazione

C’è una domanda che scorre in maniera carsica nel dibattito europeo: riuscirà la Catalogna dove ha fallito la Scozia? Come noto, gli scozzesi hanno votato per rimanere nel Regno Unito: eppure, la battaglia è stata serrata fino all’ultimo, e probabilmente solo il grande impegno della Regina e dei principali partiti britannici (escluso l’UKIP di Farage), unito al terrore di conseguenze …

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L’Europa è a rischio di stagnazione secolare

Il semplice grafico qui riportato ha due grandi pregi: è comprensibile da chiunque (cosa non affatto scontata nell’intricato mondo economico colmo di ghirigori spesso arcani) e rappresenta più di tante parole un fatto abbastanza assodato: la grande crisi europea iniziata nel 2008 è di gran lunga peggiore della Grande Depressione degli  anni Trenta. Ovviamente non in termini assoluti – nel …

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