martedì , 20 novembre 2018
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I Commissari Maroš Šefčovič e Violeta Bulc © European Union 2015

Aviazione, la nuova strategia UE per rafforzare la leadership europea

A un anno dall’annuncio del closing dell’accordo tra Alitalia e Etihad, che ha portato il vettore emiratino a detenere il 49% della compagnia di bandiera italiana, la concorrenza sempre più serrata delle compagnie del Golfo e l’ascesa inarrestabile di nuovi hub aeroportuali in Asia e a Dubai continuano a turbare i cieli europei.

L’aviazione è una delle pietre angolari dell’economia europea, con circa 2 milioni di occupati in tutta l’UE e un peso economico complessivo pari a 110 miliardi di euro. Fornire all’aviazione europea gli strumenti per affrontare con successo le sfide della concorrenza globale è proprio l’obiettivo della nuova strategia per l’aviazione, presentata dalla Commissione Europea il 7 dicembre.

Una nuova strategia per l’aviazione europea: obiettivi e priorità

La nuova strategia si pone come obiettivo quello di dare impulso all’economia europea partendo dalla sua base industriale, permettendo in questo modo all’UE di rafforzare la propria leadership. Nelle intenzioni della Commissione, infatti, un settore dell’aviazione in grado di competere sul mercato globale porterà vantaggi non solo alle imprese, ma anche ai consumatori europei.

Per usare le parole di Violeta Bulc, Commissaria europea dei Trasporti: “La strategia aiuterà le imprese europee a rimanere competitive grazie a nuovi investimenti e a opportunità di business. Anche i cittadini europei ne beneficeranno grazie a una maggiore scelta, a prezzi più bassi e una maggiore sicurezza”.

Quattro sono le priorità individuate dalla Commissione.

1. Mettere l’UE nelle condizioni di esercitare la propria leadership nel settore dell’aviazione, garantendo una concorrenza equa.

Per far fronte alla competizione globale, l’aviazione europea deve poter beneficiare dei mercati in espansione attraverso accordi esterni con alcuni Paesi e regioni chiave, come Cina, Consiglio di Cooperazione del Golfo e Turchia. La conclusione di tali accordi – fino ad oggi prerogativa dei singoli Stati membri – non solo offrirà nuove opportunità commerciali alle imprese europee, ma assicurerà anche un potenziamento dei collegamenti aerei e una riduzione dei prezzi per i passeggeri.

Ad oggi, Bruxelles ha concluso accordi di questo tipo solo con Stati Uniti e Canada, e ne sta finalizzando uno con il Brasile.

2. Superare gli ostacoli alla crescita dell’aviazione in Europa

Uno dei principali ostacoli all’espansione dell’aviazione nell’UE è la frammentazione dello spazio aereo europeo, che comporta un costo di oltre 5 miliardi di euro all’anno. Per questo motivo, è fondamentale portare a compimento il progetto del cielo unico europeo.

3. Mantenere standard elevati

La strategia per l’aviazione prevede una serie di misure per mantenere elevanti gli standard in materia di sicurezza e diritti dei passeggeri, nell’interesse tanto dei cittadini quanto delle imprese. In particolare, la Commissione cercherà anche il modo per ridurre l’onere e i costi legati ai controlli di sicurezza grazie alle nuove tecnologie. All’indomani degli attacchi di Parigi, il piano propone anche un aggiornamento delle norme di sicurezza all’interno dell’UE.

4. Fare progressi sul piano dell’innovazione, delle tecnologie digitali e degli investimenti

Per continuare a crescere e a competere sui mercati globali l’Unione deve investire adeguatamente nelle nuove tecnologie e nell’innovazione, ad esempio sfruttando le potenzialità dei droni. Inoltre, l’UE investirà 430 milioni di euro all’anno fino al 2020 nell’ambito del progetto di ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo (SESAR), il “pilastro tecnologico” del cielo unico europeo.

La nuova proposta della Commissione è stata accolta con favore da Airports Council International, la lobby europea degli aeroporti. Nessun commento è arrivato invece (almeno per ora) dall’organizzazione europea che difende gli interessi dei consumatori (BEUC). Silenzio assenso?

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L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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