giovedì , 13 dicembre 2018
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Il Berlaymont, sede della Commissione Europea © Amio Cajander - www.flickr.com, 2007

Che cos’è una procedura d’infrazione: il caso Italia

È cosa nota ai più che dell’Italia ci si possa fidare relativamente per quanto concerne l’adempimento degli obblighi che essa stessa si è impegnata a rispettare, contenuti sia nel Trattato sull’Unione Europea (TUE) che nel Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Vale la pena, tuttavia, soffermarsi un attimo sui particolari della procedura di inadempimento descritta agli articoli 258-9-60 del TFUE per cercare di capire quale sia il ruolo della Commissione Europea nell’ambito di questa procedura per evitare che i discorsi (s)cadano nel complottismo più becero. Si tratta di quella che solitamente è detta procedura d’infrazione.

Che cos’è una procedura d’infrazione

In primis, quella che comunemente è chiamata infrazione in realtà costituisce, dal punto di vista amministrativo, un ricorso per inadempimento. La Commissione, nel suo ruolo di controllore dei Trattati, è autorizzata a procedere nei confronti dello Stato che non rispetti il diritto dell’Unione. Non solo il testo del Trattato è oggetto del comportamento illecito, ma tutto il diritto dell’Unione Europea, compresi regolamenti, direttive, decisioni e i principi comuni alle tradizioni costituzionali degli Stati membri.

Lo Stato poi non può invocare come scusante per l’inadempimento né la sua organizzazione interna e nemmeno il fatto che un altro Paese UE abbia commesso un’infrazione simile e che non si sia proceduto adeguatamente nei suoi confronti: è vero infatti che la Commissione agisce, oltre che d’ufficio, anche su istanza di parte, ma l’istituzione del Berlaymont è dotata di un’ampia discrezionalità in questo campo, proprio perché deve cercare di contemperare gli interessi prettamente economici del mercato interno con quelli di natura politica.

Come funziona una procedura d’infrazione

La procedura è costituita da una fase pre-contenziosa e da una giudiziaria davanti alla Corte di Giustizia. Questa, grazie alla sua composizione e al principio di imparzialità a cui deve informarsi il suo operato, garantisce il rispetto dei principi del giusto processo, tra i quali ricordiamo in particolare il rispetto del contraddittorio.

La fase pre-contenziosa si suddivide in due ulteriori parti: la prima è la lettera di messa in mora, in cui la Commissione enuncia la formale apertura della procedura e i suoi motivi di lamentela allo Stato membro, dandogli il tempo necessario per formulare le sue osservazioni (nessun termine viene menzionato nei Trattati), mentre la seconda è il parere motivato. Questo ha natura eventuale, dato che la sua emanazione dipende dal silenzio dello Stato membro o da motivazioni insufficienti. Nel caso in cui l’inadempimento persista anche dopo questi tentativi di composizione stragiudiziale, comincerà la fase giudiziaria.

Le procedure d’infrazione a carico dell’Italia

Lo Stivale detiene da decenni la “palma d’oro” per la lentezza nell’attuazione del diritto europeo, nonostante vari stratagemmi siano stati elaborati nel corso del tempo per velocizzare l’adeguamento del diritto interno italiano. A luglio 2014 si è raggiunto il massimo storico di 118 infrazioni. Tra novembre e dicembre, però, la Commissione ha deciso di archiviare 13 procedure invertendo per la prima volta la tendenza. La doccia fredda è arrivata il 28 gennaio scorso, quando sono state aperte tre nuove procedure che riguardano argomenti eterogenei (dagli enti pensionistici aziendali e professionali, all’importazione di cani e furetti). Ormai è insostenibile per l’Italia sopportare i costi  ingenti delle penalità di mora di 92 procedure, ma sembra che l’obbiettivo di ridurne ulteriormente il numero abbia assunto i connotati di una  lotta contro i mulini a vento.

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L' Autore - Francesca Gennari

Emiliana, Europeista, Entusiasta. Appartengo alla specie libris famelica, amo viaggiare e nel tempo "libero" frequento il Collegio di merito Bernard Clesio, il secondo anno presso la facoltà di Giurisprudenza di Trento e il terzo presso Université Paris 13 nell'ambito del programma doppia laurea. Sogno una Costituzione per l'Europa e credo che fare parte della Redazione della Rivista Europae sia fondamentale per arrivare a questo traguardo.

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