venerdì , 14 dicembre 2018
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Photo © Michael Coghlan - www.flickr.com, 2012

Corte UE sancisce i diritti dei lavoratori distaccati

La direttiva 96/71 CE relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi è stata il fulcro di una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea pubblicata il 12 febbraio scorso che non rimarrà certo priva di conseguenze nel lungo e difficoltoso processo di armonizzazione del diritto del lavoro dell’Unione Europea.

Il caso

La società polacca  Elektrobudowa Społka Akcyjna (ESA) conclude in Polonia 186 contratti, in base ai quali i lavoratori subordinati contraenti dovranno lavorare in Finlandia, nel comune di Eurajoki, per eseguire dei lavori di elettrificazione sul cantiere della centrale nucleare di Olkiluoto.  I lavoratori lamentano il fatto di non essere retribuiti in base a quanto stabilito in materia di minimi salariali dai contratti collettivi finlandesi di categoria, molto più vantaggiosi dal punto di vista economico rispetto a quelli garantiti dal diritto polacco. Questa pretesa sarebbe per loro giustificata dal fatto di rientrare ai sensi dell’articolo 3 della direttiva 96/71 nella condizione di lavoratore distaccato.

La sentenza sui lavoratori distaccati

Tale condizione, sostiene la Corte ribadendo quanto già detto in una sentenza di qualche anno fa ( Laval un Partneri del 2007 e Isbir del 2012), ha un duplice obbiettivo: da un lato si mira a garantire una leale concorrenza tra le imprese nazionali e quelle che svolgono una prestazione di servizi transnazionale, imponendo a queste ultime di riconoscere ai loro dipendenti, in una determinata serie di materie, le condizioni di lavoro e occupazione dello Stato ospitante. Dall’altro, ha la funzione di garantire ai lavoratori distaccati l’applicazione di norme di protezione minima dello Stato ospitante.

La sospensione del processo ex articolo 267  del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea) è stata sollevata dal Tribunale di Satakunna in merito a sei questioni che dalla corte sono state raggruppate in due grandi macro-domande a cui rispondere.

1) procedura e sostanza: i lavoratori polacchi, per adire il giudice finlandese, hanno ceduto il credito delle somme non pagate dal loro datore di lavoro a un sindacato di categoria finlandese (Sähköalojen ammattiliitto ry) che ha agito concretamente in giudizio contro l’impresa polacca ESA. Il problema è che un’operazione simile è proibita dalla normativa polacca, che regola il contratto di lavoro degli interessati. ESA dunque, sostenendo la non applicabilità della direttiva, affermava che il sindacato finlandese non avesse alcuna legittimazione ad agire in giudizio.  La Corte qui però ha rinvenuto l’applicabilità della direttiva e sostiene che, compatibilmente con l’articolo 47 del TUE (Trattato dell’Unione Europea), una norma di divieto di cessione dei crediti derivanti dai rapporti di lavoro non può impedire a un sindacato del Paese in cui l’impresa ha distaccato temporaneamente dei suoi lavoratori di agire in giudizio.

2) come è composto il salario minimo: la Corte sostiene che la direttiva ha una funzione di armonizzazione, ma non descrive esplicitamente quale sia il nucleo indispensabile di elementi che costituiscono il salario minimo. La Corte esercita quindi la sua funzione di “dire il diritto”: il diritto finlandese non osta al calcolo di un salario su base oraria o a cottimo e all’inquadramento dei lavoratori in gruppi retributivi, se queste norme nazionali sono ritenute dai giudici nazionali trasparenti. Tuttavia, nel salario minimo non possono essere ricompresi i  costi relativi all’alloggio e alla distribuzione dei buoni pasto.

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L' Autore - Francesca Gennari

Emiliana, Europeista, Entusiasta. Appartengo alla specie libris famelica, amo viaggiare e nel tempo "libero" frequento il Collegio di merito Bernard Clesio, il secondo anno presso la facoltà di Giurisprudenza di Trento e il terzo presso Université Paris 13 nell'ambito del programma doppia laurea. Sogno una Costituzione per l'Europa e credo che fare parte della Redazione della Rivista Europae sia fondamentale per arrivare a questo traguardo.

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