martedì , 20 novembre 2018
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Photo © Philip Taylor, 2013, www.flickr.com

IVA, la Commissione vara un nuovo piano d’azione:

La Commissione Europea ha annunciato di voler lanciare nel 2017 un piano d’azione per l’IVA, volto a modernizzare l’attuale sistema ed a renderlo più snello e su misura per le imprese. Il divario dell’IVA, vale a dire la differenza tra le entrate IVA previste e quelle effettivamente riscosse negli Stati membri, sta assumendo proporzioni sempre maggiori: si stima che nel 2013 ammontasse a circa 170 miliardi di euro.

Risorse da recuperare

“Si tratta di un enorme spreco di risorse che potrebbero essere investite per la crescita e l’occupazione. È ora di riappropriarsi di queste risorse”, ha dichiarato Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari Economici e Finanziari. A risentire di una situazione così compromessa sono principalmente gli scambi transfrontalieri, ma ripercussioni importanti si registrano anche sul corretto funzionamento del mercato interno, da sempre strenuamente difeso e tutelato dall’esecutivo europeo.

Le norme che disciplinano l’IVA sono state introdotte nel 1993 per eliminare le imposte sulla cifra d’affari che ostacolavano la libera circolazione dei beni, e per rimuovere i controlli fiscali alle frontiere interne. L’IVA è una delle risorse proprie dell’Unione, che ha permesso di raccogliere nel 2014 quasi 1.000 miliardi di Euro, ovvero circa il 7% del PIL dell’UE.

L’obiettivo dell’intervento

Il sistema, come attualmente delineato, lascia spazio alle possibilità di frode, poiché le operazioni interne e quelle transfrontaliere ricevono un trattamento fiscale differenziato, ma anche perché all’interno del mercato unico talune cessioni di beni e prestazioni di servizi possono essere concluse in regime di esenzione dall’IVA. I dati dimostrano che le frodi transfrontaliere rappresentano una perdita di gettito IVA pari a 50 miliardi di euro all’anno.

L’obiettivo della manovra è quello di introdurre misure immediate per combattere le frodi in materia di IVA, concedendo maggiore autonomia agli Stati membri nella scelta delle aliquote e sostenendo il commercio elettronico, nel quadro della strategia per il mercato unico digitale, e le PMI. Si verrebbe così a creare uno spazio unico europeo dell’IVA, in cui le transazioni transfrontaliere continuerebbero ad essere tassate in base alle aliquote dello Stato membro di destinazione (“principio della destinazione”), come attualmente accade, ma a cambiare sarebbe la modalità di riscossione dell’imposta.

Due sono le opzioni al vaglio della Commissione: mantenere l’aliquota normale minima del 15%, rivedendo l’elenco delle cessioni di beni e della prestazione di servizi che beneficiano delle aliquote ridotte, ovvero eliminare totalmente questo elenco. Verrà inoltre messo in funzione un portale web per garantire un sistema di riscossione semplificato per le imprese, che sarebbero così sollevate da notevoli oneri amministrativi. Le prossime tappe vedranno la Commissione impegnata ad interpellare il Parlamento Europeo e il Consiglio sulle scelte delineate nel presente piano d’azione, chiedendo di fornire un chiaro orientamento politico.

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L' Autore - Martina Mandozzi

Sono laureata in Giurisprudenza presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma nel 2014, discutendo una tesi in diritto commerciale comparato. Amo la dialettica, come arte di scoprire la verità ma, soprattutto, mi piace discutere con chi la pensa diversamente da me. Mi interesso di tematiche giuridiche legate all’Europa rientranti principalmente nell’area del mercato unico. Marchigiana e profondamente attaccata alla mia terra ed al mio amato paese, Amandola.

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