mercoledì , 19 dicembre 2018
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La corte di Karlsruhe respinge i ricorsi: il fondo salva Stati è legale

Ancora una volta un provvedimento centrale nel processo di integrazione europea viene sottoposto al giudizio della Bundesverfassungsgericht, la Corte Costituzionale federale tedesca. Dopo la recente sentenza che ha rimesso alla Corte di Giustizia Europea la decisione sul programma di acquisto di bond della BCE (il cosiddetto OMT, Outright Monetary Transactions), lo scorso 18 marzo i giudici di Karlsruhe si sono pronunciati in merito al fondo “salva Stati” ESM, ribadendo la legalità di questo meccanismo costituito nel 2012 per tentare di far fronte alla crisi dell’eurozona.

La decisione non era in realtà del tutto inaspettata, dal momento che già nel settembre 2012 la Corte aveva emesso un verdetto simile, ma la reazione euforica dei mercati ne lascia trasparire l’importanza. La Germania, del resto, rimane il maggior contributore del fondo da 500 miliardi di euro, già rivelatosi cruciale per i conti di Spagna e Cipro.

La sentenza di martedì scorso respinge così i 37.000 – cifra senza precedenti – ricorsi arrivati da esponenti sia della CSU-CDU della Merkel che dall’opposizione, nonché dal mondo accademico tedesco e dall’associazione “Mehr Demokratie”, “Più Democrazia”, e ribadisce come l’European Stability Mechanism non leda in alcun modo la sovranità del Bundestag sul bilancio statale tedesco. Tuttavia, il potere dell’ESM non sarà sciolto da vincoli: come già deliberato in precedenza, per destinare quote superiori ai 190 miliardi di Euro, sarà innanzitutto necessaria l’approvazione del Parlamento (che in questo caso, particolare, si è già espresso favorevolmente); in secondo luogo, l’obbligo di segretezza di chi opera in ambito ESM non potrà valere nel caso Bundestag e Bundesrat avanzino congiuntamente una richiesta di chiarimenti.

Queste ultime misure sono state salutate in modo particolarmente favorevole dal conservatore bavarese Peter Gauweiler, figura di spicco tra i ricorrenti, che ne ha sottolineato il loro ruolo chiave nell’evitare che venga minacciato il principio democratico che assegna al Bundestag una funzione preminente in materia di bilancioSoddisfazione è stata espressa anche da Klaus Regling, capo dell’ESM, che ha commentato la sentenza come “una buona decisione” sia per l’Europa che per la Germania, e che ha finalmente “portato chiarezza, una volta per tutte” sulla questione.

L’attenzione è ora tutta sulla decisione della Corte di Giustizia Europea sullo scudo anti-spread OMT, riguardante l’acquisto di bond dei Paesi in difficoltà da parte della BCE. Trattandosi di un’istituzione europea è lecito aspettarsi un giudizio positivo anche in questo caso: senza di essa, il fondo salva-stati non sarebbe infatti sufficiente a far fronte ad una crisi, tanto meno a quella attuale. 

Photo (© Mehr Demokratie, www.flickr.com)

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L' Autore - Giulia Ferrero

Responsabile Istruzione e Politiche giovanili - Iscritta al corso di laurea magistrale in Letteratura, Filologia e Linguistica Italiana presso l’Università degli Studi di Torino, frequento allo stesso tempo la Scuola di Studi Superiori di Torino, ricoprendo all’interno del Comitato Scientifico di quest’ultima il ruolo di rappresentante degli studenti. Quest’incarico, un semestre di studi nel cuore dell’Europa presso l’Université Catholique de Louvain (Belgio) e la collaborazione ad alcune attività dell’EUCA (European University College Association) mi hanno portato ad interessarmi di politiche europee a sostegno della cultura e dell’istruzione, certa che la vera integrazione europea debba passare innanzitutto per i banchi di scuola.

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