giovedì , 13 dicembre 2018
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Proprietà intellettuale: la Commissione si muove

Nella tradizionale classificazione dei diritti umani esiste da qualche decennio la cosiddetta quarta generazione di diritti, che comprende i diritti sorti come conseguenza delle scoperte tecnologiche. Proprio con riguardo a questi (più o meno) nuovi profili la Commissione ha voluto dare un forte segnale il primo luglio scorso, approvando due comunicazioni per la tutela e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (DPI). Le comunicazioni introducono due piani d’azione con il medesimo contenuto, rivolti però l’uno ai Paesi dell’UE e l’altra ai Paesi terzi.

La strategia alla base del piano è basata su principio “follow the money” o, in altri termini, punire le violazioni realizzate dai grandi soggetti del panorama commerciale. La scelta è senza dubbio adeguata ai tempi, constatata ormai da anni l’inefficacia di politiche di sanzione dei singoli utenti privati, spesso ignari dell’illiceità delle loro azioni. Per questo il Commissario per il Mercato interno e i servizi, Michel Barnier, sostiene a pieno il cambio di rotta della Commissione insieme a Karel De Gucht, Commissario per il Commercio.

I due Commissari propongono una concezione dei DPI economicamente orientata, rivolta cioè a tutelarli nella misura in cui garantiscano benefici alla crescita, ai posti di lavoro e ai consumatori. Il piano di azione dell’UE mira quindi a tutelare lo sforzo innovativo da cui derivano creazioni, invenzioni e opere intellettuali al fine di costituire un circolo virtuoso. In esso troverà spazio la soddisfazione sia dei titolari dei DPI, sia delle imprese che li sfrutteranno lecitamente e, in ultima istanza, dei consumatori che ne fruiranno. L’intervento contro le trasgressioni passerà attraverso una partnership commerciale internazionale: unica strada possibile, considerata la facile fruibilità dei beni coperti dai DPI come tracce musicali e opere letterarie. Perciò Algirdas Šemeta, Commissario per la Fiscalità e l’Unione doganale, intende promuovere un approccio multilaterale con i Paesi terzi, che richiederà complessi dialoghi e un lungo periodo di gestazione, ma garantirà anche efficacia all’azione dell’UE.

Per avere un’idea di quale spazio occupino ai giorni nostri i DPI nel settore commerciale e giuridico, è sufficiente sapere che tra il 2003 e il 2012 il numero di registrazioni di nuovi marchi, brevetti e disegni comunitari è aumentato di più del doppio. Un segnale indiscutibilmente positivo in un periodo storico contrassegnato da una recessione trasversale ai diversi settori commerciali. Tuttavia, nel solo 2012, il numero di casi di merci sospettate di violare i DPI è più che triplicato rispetto al 2005. L’Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa (OCSE) ha quantificato in 200 miliardi di euro circa le perdite annuali dovute alla trasgressione delle norme che proteggono i DPI.

Ma in che cosa si concretizzerà l’intervento UE? Innanzitutto in un dialogo serrato con tutte le parti (non solo partner internazionali, ma anche agenzie di pubblicità online e prestatori di servizi a pagamento). Il dialogo con i partner commerciali verterà soprattutto sull’inserimento in tutti gli accordi di un capitolo relativo ai DPI.

In secondo luogo, nella promozione di standard di diligenza a tutti i soggetti coinvolti nella produzione e nella commercializzazione di beni interessati alla tutela. Di conseguenza si rafforzeranno gli strumenti a disposizione delle piccole e medie imprese (PMI) per far valere i loro DPI. Perciò l’UE esaminerà per la prima volta in assoluto i sistemi nazionali, valutando la bontà delle procedure giudiziarie deputate a tutelare sotto questo punto di vista le PMI.

A monte si costituirà anche un progetto di formazione delle autorità nazionali in materia, affinché a una forte strategia internazionale non corrisponda una lacuna a livello statale. Inoltre, perché non si sviluppi un divario eccessivo tra gli Stati membri dell’UE, la Commissione predisporrà periodici sondaggi, che rilevino quali siano i più bisognosi di interventi diretti.

L’azione verrà sviluppata e promossa nel biennio 2014-2015, con la collaborazione di tutte le istituzioni europee, dell’Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno (UAMI) e dell’Osservatorio europeo sulle violazioni dei DPI. Dai loro studi congiunti si otterranno poi i dati necessari per valutare il successo della strategia, che potrà eventualmente essere inglobata in un atto di natura legislativa. Un passo avanti non solo nel singolo settore, ma nel panorama dei diritti di quarta generazione in generale.

 In foto il Commissario Michel Barnier, fra i promotori dell’iniziativa (Foto: European Commission)

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L' Autore - Tullia Penna

Dottoranda in Bioetica (Visiting à Sciences Po Paris; Giurisprudenza UniTo; presso la stessa: Laura Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e Certificato di Alta Qualificazione della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi - SSST). Ex tutor e rappresentante degli studenti della SSST. Mi occupo di principalmente di questioni relative all’inizio e gravidanza surrogata. Appassionata di tematiche trasversali, mi interesso di diritti civili ed evoluzione delle istituzioni democratiche. Nel tempo libero sviluppo le mie abilità di fotografa e viaggiatrice.

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