mercoledì , 12 dicembre 2018
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Photo © Nick Richards, 2008, www.flickr.com

SkyUk-Hollywood: intese che limitano la concorrenza

La Commissione Europea ha formalmente accusato il gruppo televisivo britannico, SkyUk, e sei studi cinematografici americani, di aver violato le regole europee sulla concorrenza. In particolare, l’esecutivo europeo muove dalla considerazione che i contratti conclusi tra alcuni dei maggiori studi cinematografici hollywoodiani – Disney, NBCUniversal, Paramount Pictures, Sony, Twentieth Century Fox e Warner Bros – e il gigante televisivo SkyUk, contenenti una clausola che impedisce la trasmissione dei contenuti audiovisivi (come film e serie TV) al di fuori del territorio britannico e dell’Irlanda, costituiscano intese restrittive della concorrenza.

Servizi “territoriali”

In tal modo, infatti, la posizione di un utente di SkyUk risulta essere fortemente limitata, atteso che i programmi offerti dal servizio per cui paga un canone non possono essere visti al di fuori dei suddetti territori, a detrimento di tutto il meccanismo concorrenziale europeo.

“I consumatori europei vogliono vedere la TV a pagamento che preferiscono, a prescindere da dove vivono o viaggino nell’UE”. Così si è espressa il Commissario per la concorrenza, Margrethe Vestager, che aveva già lamentato la situazione per cui, quando si trova in viaggio, non può guardare i suoi programmi danesi preferiti. In tal senso anche l’estone Andrus Ansip, Commissario europeo per il mercato digitale, che si è detto scontento per non poter vedere le partite di calcio estoni al di fuori del territorio nazionale.

Il geo-blocking

La pratica messa sotto accusa prende il nome di “geo-blocking”, una espressione che sta ad indicare proprio quel fenomeno di limitazione geografica imposta dalle pay-tv per il godimento dei loro programmi. Gli studios americani solitamente negoziano licenze, per la fruizione dei programmi, con ogni singola emittente televisiva a pagamento in ogni Stato membro, ovvero in più Stati che parlano la stessa lingua.

Secondo i rilievi di Bruxelles, gli accordi così conclusi si presenterebbero come restrittivi, impedendo ai consumatori di abbonarsi a canali al di fuori del proprio territorio nazionale. Sul punto si è già espresso il Parlamento europeo nell’ambito della riforma del diritto di autore, chiedendo la realizzazione di una piena possibilità di accesso ai contenuti on-line in tutta l’Unione Europea, senza barriere transfrontaliere, ai fini di una concreta attuazione del Mercato Unico Digitale.

Non solo SkyUk

Altre emittenti a pagamento sono sotto indagine per lo stesso motivo per cui lo è SkyUk. Tra queste: Sky Italia, Sky Germania, Canal Plus Francia. “Considerata la dimensione dell’emittente e la diffusione dei contenuti in lingua inglese, la Commissione ha deciso di procedere in prima battuta verso SkyUk. Una tale decisione, però, non pregiudicherà in alcun modo i futuri accertamenti nei confronti dell’accesso transfrontaliero ai servizi pay-tv negli altri Stati membri”, ha reso noto Ricardo Cardoso, portavoce della Commissione.

Per il momento Sky Uk, NBCUniversal, e Warner Bros hanno fatto sapere di voler cooperare con la Commissione. Twentieth Century Fox, invece, ha evitato di diffondere qualsiasi commento. Paramount e Sony non hanno dato risposta alla richiesta di esprimere un’osservazione sul merito. L’inchiesta, avviata, 18 mesi fa, attende ora che le società coinvolte rispondano alle accuse formulate da Bruxelles, che dovranno pervenire in un tempo compreso tra due e tre mesi dall’invio della “comunicazione delle obiezioni”.

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L' Autore - Martina Mandozzi

Sono laureata in Giurisprudenza presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma nel 2014, discutendo una tesi in diritto commerciale comparato. Amo la dialettica, come arte di scoprire la verità ma, soprattutto, mi piace discutere con chi la pensa diversamente da me. Mi interesso di tematiche giuridiche legate all’Europa rientranti principalmente nell’area del mercato unico. Marchigiana e profondamente attaccata alla mia terra ed al mio amato paese, Amandola.

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