mercoledì , 19 dicembre 2018
18comix
© UK Ministry of Defence / Flickr 2013

Tessera Professionale UE, dal 2016 più mobilità per i professionisti

Si avvicina il completamento di un altro tassello del mercato unico: a partire dal 2016, sarà infatti più facile per i liberi professionisti europei trasferire, anche temporaneamente, la propria attività in un altro Stato membro. O almeno questo è l’obiettivo della Tessera Professionale europea (EPC), che sarà introdotta nel 2016 proprio con l’intenzione di “contribuire a promuovere la mobilità transfrontaliera nell’Unione Europea, in particolare accelerando e semplificando le procedure di riconoscimento, dando maggiore certezza ai professionisti e migliorando la fiducia tra le autorità nazionali”.

L’EPC è stata anche protagonista di una conferenza organizzata a Roma, il 1° dicembre, dalla Commissione Europea insieme al Dipartimento politiche europee della Presidenza del Consiglio. L’incontro ha visto la partecipazione di numerosi ospiti, tra i quali Diana Agosti, Capo del Dipartimento delle politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Pierre Delsaux, vice direttore generale Mercato interno, industria e PMI della Commissione Europea.

Durante la conferenza, a farsi portatore della prospettiva dei professionisti è stato Gaetano Stella, Presidente di Confprofessioni. Nel suo intervento, Stella si è detto favorevole all’introduzione della Tessera Professionale europea, ma con un caveat. Prima di iniziare a parlare di una tessera europea, sarebbe stato opportuno “armonizzare i percorsi formativi” all’interno degli Stati membri, ha fatto notare infatti il Presidente della principale organizzazione di rappresentanza dei liberi professionisti in Italia.

La Tessera Professionale europea è un elemento fondante della direttiva 2005/36/EC sul riconoscimento delle qualifiche professionali così come è stata modificata dalla direttiva 2013/55/EU, entrata in vigore nel gennaio 2014. La tessera è una delle maggiori novità della direttiva 2013/55/UE, insieme all’introduzione di un quadro comune di formazione per l’esercizio di una specifica professione e alla previsione di un processo di trasparenza attraverso il quale ogni Stato deve esaminare tutta la propria regolamentazione delle professioni, per verificare che non creino barriere artificiali alla libera circolazione. Gli Stati membri avranno tempo fino al gennaio 2016 per recepire la Direttiva nei loro ordinamenti.

Nello specifico, la Tessera Professionale europea nasce con l’obiettivo di agevolare il riconoscimento delle qualifiche professionali all’interno dell’Unione, attraverso il coinvolgimento delle autorità competenti in tutti e ventotto gli Stati membri e l’utilizzo di procedure elettroniche. L’EPC non sarà infatti una carta “tangibile”, ma la prova elettronica che il professionista ha superato tutte le procedure amministrative e ha ottenuto il riconoscimento della qualifica professionale nel suo Paese d’origine.

Grazie a questo certificato elettronico, i liberi professionisti europei potranno facilmente stabilirsi (o trasferirsi temporaneamente) in un altro Stato membro e continuare ad esercitare la propria attività. L’EPC renderà infatti meno onerose le procedure di riconoscimento delle qualifiche tra un Paese e l’altro, eliminando inutili lungaggini burocratiche e permettendo così di risparmiare tempo e denaro.

Appena sarà introdotta nel 2016, la Tessera Professionale europea riguarderà soltanto cinque categorie di professionisti (infermieri, farmacisti, fisioterapisti, guide alpine e agenti immobiliari), individuate grazie ad una consultazione lanciata dalla Commissione Europea lo scorso 7 aprile (e chiusa il 13 giugno) per valutare l’impatto della tessera negli Stati membri. La consultazione era rivolta principalmente alle autorità competenti, alle organizzazioni dei datori di lavoro, agli ordini e collegi, alle associazioni di categoria e professionali.

Il 2016 sarà il banco di prova per la nuova tessera elettronica. Solo se si rivelerà uno strumento efficace per infermieri, farmacisti, fisioterapisti, guide alpine e agenti immobiliari, la Commissione Europea cercherà di estendere l’EPC anche ad altre categorie come, ad esempio, le “fortezze” degli ordini forensi e notarili, tradizionalmente non proprio entusiasti davanti alle ventate di rinnovamento (di provenienza nazionale o brussellese che siano).

Allora sì che sarà battaglia. Avvocati e notai hanno già le munizione pronte.

Print Friendly, PDF & Email

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

Check Also

copyright

Copyright, cosa c’è di nuovo nella direttiva votata all’Europarlamento

Il 12 settembre segna una data importante per la gestione del diritto d’autore nell’Unione Europea. …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *