mercoledì , 20 giugno 2018
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Una filiale della National Bank of Greece © Vasileios Peidis Flickr

Banche Grecia, via libera Ue ad aiuti per 10 miliardi

Venerdì 4 Dicembre, con una decisione che si pone in linea con quanto previsto dal terzo pacchetto di aiuti alla Grecia, la Commissione ha approvato il rilascio di 2,71 miliardi di Euro in aiuti di Stato alla National Bank of Greece da parte del governo di Atene.

Il via libera di Bruxelles

Il lascia passare di Bruxelles è stato propiziato da un’analisi dettagliata del piano di ristrutturazione adottato dalla Banca nel luglio 2014. A tal proposito, i funzionari del numero 200 di Rue de la Loi hanno ritenuto soddisfacenti le misure adottate dal consiglio di amministrazione del maggior istituto finanziario greco. Tuttavia, nonostante i segni finanziari positivi che hanno caratterizzato la restante parte del 2014, gli avvenimenti politco-economici fortemente burrascosi, che hanno portato alla conclusione del Programma di supporto dello European Stability Mechanism (il c.d ‘terzo programma di aiuti’, n.d.r), hanno cambiato le carte in tavola. Ciò ha reso assolutamente necessaria una revisione del piano e l’introduzione di importanti modifiche.

Inoltre, la Commissione, nella sua valutazione, ha tenuto in forte considerazione il fatto che la maggior parte delle difficoltà che attanagliavano la Banca greca non derivassero da operazioni di mercato eccessivamente rischiose ma dall’incertezza, che a livello finanziario e di investimenti è assai peggiore di qualunque rischio, e dagli eventi che hanno portato alla stipulazione del terzo programma di aiuti lo scorso agosto. Dunque, la Commissione si è pronunciata positivamente verso le modifiche apportate, in quanto ritenute soddisfacenti a limitare le distorsioni della competitività di cui la National Bank soffriva.

Le modifiche al piano di ristrutturazione

Nell’ambito del rilascio degli aiuti di Stato, il diritto europeo stabilisce che le richieste addizionali di capitale delle banche in necessità devono essere, innanzitutto, coperte dal mercato e/o dalle risorse ‘private’ (investitori ed obbligazionisti dell’istituto di credito in questione). Se questa prima tranche di aiuti non dovesse risultare efficace, la banca potrebbe chiedere un aiuto statale, sotto forma di iniezione fiscale, che deve, però, essere previamente approvata dall’Unione sulla base di un piano di ristrutturazione.

In cosa consistono i cambiamenti apportati al piano del 2014? Il governo greco ha deciso di rafforzare le operazioni di ristrutturazione del capitale della Banca in risposta agli eventi che hanno causato una profonda variazione della sua situazione macroeconomica. Infatti, è stato previsto che, sotto la condizione principale di un’approvazione da parte del Meccanismo Singolo di Supervisione della Banca Centrale Europea, i ricavi derivanti dalla vendita di beni stranieri saranno utilizzati per ripagare gli strumenti convertibili di capitale iniettati nel mercato dall’Hellenic Financial Stability Fund (HFSF).

Banche greche, aiuti complessivi per 10 miliardi

Detto ciò, è importante sottolineare come la National Bank non sia stato l’unico istituto di credito ellenico a godere degli aiuti di Stato. Infatti, la Commissione lo scorso novembre ha approvato la ristrutturazione di altre tre banche, per la precisione: la Alpha Bank e la Eurobank (25 novembre) e la Pireus Bank (29 novembre) per un esborso totale di 7,58 miliardi di euro.

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e Fiscali dell’Unione, si è pronunciato relativamente alla questione affermando che: “La ricapitalizzazione della National Bank of Greece è la conclusione di un cammino di sforzi che i quattro più importanti istituti finanziari ellenici [sopra menzionati] hanno compiuto per affrontare e risolvere le problematiche causate dai loro deficit strutturali, così come individuati dallo European Banking Supervisor. Il gettito fiscale ricevuto ha accresciuto sensibilmente il capitale privato degli istituti riducendo così la necessità di iniezioni di fondi pubblici”. Il Commissario ha concluso, infine, definendosi fiducioso riguardo ad un ritorno ad una stabilità bancaria duratura in Grecia, come risultato di questo importante ed invasivo intervento. Stabilità che permetterà alle banche in questione di riconcentrarsi sul prestito alle imprese ed al supporto dell’economia di Atene per una sua ripresa.

Agli occhi del Commissario e del suo entourage, insomma, la manovra è senz’altro da salutare con ottimismo, in quanto permette di dare respiro ai pilastri del sistema bancario ellenico e di riportarli al loro ruolo cardine di finanziatori e sostenitori dell’economia nazionale. Tuttavia, data la complessità tecnica della materia, notevoli perplessità e critiche sono state mosse verso quest’ultima ed in maniera più feroce alla sua variante italiana, che ha visto recentemente coinvolte Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti.

L' Autore - Luca Feltrin

Laureato presso l'Università degli Studi di Torino in Diritto Internazionale con una tesi relativa alla crisi finanziaria ed economica dell'Eurozona, con una particolare attenzione al caso greco. Appassionato fino al morboso di affari e politica europea (particolarmente all'aspetto legale, istituzionale ed economico dell'Unione). Amante del gioco del rugby in cui mi diletto con risultati, ahimè, non propriamente eccellenti.

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