giovedì , 19 luglio 2018
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Photo © Marc van der Chijs, 2013, www-flickr.com

Criptomania: ascesa e declino dei Bitcoin? 

“All’angolo ci sono un co-working e un hacking space, lì puoi prendere da bere, ma puoi pagare solo in Bitcoin da ritirare in un apposito ATM.” Cosi racconta Peter, un giovane imprenditore di Praga, e non è il solo. Da qualche settimana Carlos si dedica al trading di criptovalute. Investe parte dei suoi risparmi, un ammontare fisso e limitato, ma si dedica a tale attività almeno due ore al giorno. Non è un ingegnere informatico, è un giovane analista finanziario di una multinazionale. Si dedica a questa attività come se si dovesse dedicare all’asta del Fantacalcio.

I media ormai ne parlano attivamente: Economist, Reuters, ma anche think tank del calibro di Bruegel. Chi si concentra sul fenomeno bolla, chi sul ruolo che potrebbe avere come moneta alternativa a quella governativa, chi sulla natura tecnica del fenomeno. Interpreti del mondo della finanza prendono posizione. Christine Lagarde dichiara che il Fondo Monetario Internazionale vede nelle criptovalute delle potenzialità soprattutto per i paesi in via di sviluppo. Il guru della finanza Warren Buffett si è mostrato tiepido, di altra posizione è invece il Libanese Nassim Taleb, saggista e teorico del fenomeno dei Cigni Neri.

Fenomenologia della Blockchain

Dietro al fenomeno la Blockchain. Una tecnologia che affida la sicurezza delle transazioni online e l’affidabilità del mezzo monetario al potere di una collettività anonima, orizzontale e autogestita e non all’autorità unica, centralizzata e definita delle Banche Centrali. Così il Fiat Money, la moneta legale senza alcun valore intrinseco, può ora essere emessa da privati e la sua legittimazione non è quella del potere coercitivo statale, ma dalla capacità tecnica del meccanismo di criptazione di garantire una valuta affidabile e non falsificabile.

La criptovaluta è connubio fra innovazione e moneta, un concetto antico quanto il mondo, in uno scenario, quello del commercio online, innovativo ma ormai integrato del tutto nella nostra società. È un fenomeno che quindi tocca diverse dimensioni temporali e come tale ha natura complessa.

Una valuta in divenire

Sarà una tecnologia rivoluzionaria, distruttiva? Dipende. La criptovaluta si adatta al meglio all’orizzontalità del web. È riuscita a preservare, almeno fino ad ora, l’anonimato degli acquirenti, mantenendo la tracciabilità dei pagamenti. La natura innovativa del fenomeno rimane però ancorata ad esigenze pratiche, come l’obbligo di comprovare continuamente la potenzialità della nuova valuta rispetto a quella tradizionale e l’esigenza di scongiurare il rischio di obsolescenza di fronte a tecnologie più innovative.

Gli investitori o i tecnici economici, nel valutare l’impatto futuro, si troverebbero di fronte a uno scenario di perenne immaturità e messa in discussione delle valute. Oppure, nel caso di un definitiva investitura a mezzo di pagamento ordinario, l’ottenimento di una legittimità anche istituzionale che esaurirebbe la spinta sovversiva delle stesse.

Il Mercato, un’incognita

Complicata è anche la comprensione delle dinamiche di mercato. Sebbene l’emissione dei Bitcoin sia limitata e controllata da un algoritmo gli ultimi trend di mercato sembrano indicare se non la presenza di una bolla, la presenza per lo meno di una forte componente speculativa. D’altra parte la valuta sembra essere concentrata nelle mani di pochi attori, colossi della Silicon Valley, con logiche non necessariamente speculative. Non si conosce infine la scala del fenomeno. A dicembre il Bitcoin, la criptovaluta più importante, ha toccato il picco di 19mila $, ma picchi minori si sono verificati in passato (Giugno 2011, Aprile e Novembre 2013) di misura crescente. Non è detto che il futuro non riservi ulteriori picchi di magnitudine più grande.

Prospettive Europee

Che futuro dunque avrà la criptovaluta nell’economia dell’Unione? Dipende. Se la si considera un titolo, sebbene monetario, è probabile che perderà parte del suo appeal, almeno tra speculatori e media. Per quanto riguarda la sua funzione monetaria, invece, la sua strada è ancora tutta da scrivere. Con il diminuire della volatilità sul mercato potrebbe rivelarsi un valido mezzo di pagamento, soprattutto per le transazioni online. D’altra parte, il meccanismo di governance, affidato dalla comunità del web a un’entità privata, potrebbe rivelarsi una valida alternativa in casi in cui il sistema monetario tradizionale soffra di permeabilità fra Governo e Banca Centrale. Sembra però improbabile che possa rivelarsi una valida opzione in una Eurozona con una Banca Centrale dotata di elevata indipendenza istituzionale.

L' Autore - Flavio Malnati

Laureato Magistrale in Economia e Public Management presso l’Università Bocconi. Ho appena concluso il Master in Diplomacy presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale(ISPI) a Milano. Appassionato di Politica Estera, Politica Economica, Politiche Culturali e Integrazione Europea. Amo viaggiare, ho fatto due scambi universitari, uno in Giappone e uno in Egitto, interrottosi per la Primavera Araba. Entrambi fondamentali per la mia formazione. Informarsi e saper informare correttamente sono elementi imprescindibili per partecipare alle sfide di un contesto globale. Ecco perché se scrivere è importante, scrivere dell’Europa e per un’Europa più consapevole è per me una sfida e un motivo di orgoglio. Ecco perché sono felice di scrivere per Rivista Europae.

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