Il Vicepresidente della Commissione Europea Katainen ed i Commissari Oettinger (Digital Economy) e Bulc (Trasporti) non sono tornati a mani vuote dal quinto incontro del Dialogo economico e commerciale di alto livello tra UE e Cina tenutosi a Pechino lo scorso 28 settembre. Tra i risultati ottenuti, spicca la firma di un accordo per la definizione di un percorso comune tra i due partner nella corsa globale allo sviluppo delle reti mobili di quinta generazione (5G), che tenta anche di accelerare i tempi previsti dall’ Unione Internazionale delle Telecomunicazioni per la definizione degli standard tecnologici delle stesse.
L’accordo presentato
Il testo, ispirato ad accordi già siglati con Corea e Giappone nell’ ultimo anno e mezzo, disegna un percorso comune di ricerca e sviluppo delle tecnologie 5G e del loro potenziale utilizzo, nonché un importante sforzo di definizione congiunta del concetto e degli standard tecnici di queste ultime. Il futuro del 5G risulta infatti tuttora poco definito: il termine indica in maniera generica le tecnologie di quinta generazione di rete mobile, che potrebbero raggiungere una velocità di trasmissione di dati fino a 20 Gbps. L’annuncio di voler lavorare per un consenso globale entro la fine del 2015 sul concetto, funzionalità di base, tecnologie chiave ed un piano d’azione per 5G sembra voler accelerare i tempi decisi dall’organo competente per la definizione degli standard nelle telecomunicazioni e nell’uso delle onde radio, l’ Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU), che prevede un processo graduale di confronto al livello mondiale che terminerà nel 2020. Tra i cinque punti principali dell’accordo, figura proprio l’intenzione di coadiuvare il lavoro dell’ ITU nella standardizzazione del 5G nei prossimi anni.
Fondamentale per tutti questi aspetti sarà l’inclusione del mondo dell’industria e della ricerca. Anche per questo, all’accordo firmato lunedì ne seguirà un altro tra le associazioni di settore, la Public-Private Partnership europea ‘5G PPP’ e la sua controparte cinese ‘IMT-2020 (5G) Promotion Group’.
L’impegno dell’Ue nel 5G
Negli ultimi anni, la Commissione Europea non ha nascosto di aspirare ad un ruolo di leadership per l’UE nello sviluppo del 5G. In seguito ad un appello dell’allora Commissario per l’Agenda Digitale Neelie Kroes, nel 2013 è stata creata una relativa piattaforma di partnership pubblico-privata tra la Commissione e un associazione fondata per raccogliere centri di ricerca e attori chiave dell’industria. A questa sono stati dedicati 700 milioni di euro all’ interno del programma quadro Horizon 2020, nella speranza di attrarre almeno 3.5 miliardi di investimenti privati. Il lavoro di confronto interno alla PPP ha portato, nel marzo scorso, a presentare al Mobile World Congress a Barcellona un approccio europeo unitario sul futuro del 5G. Quest’ultimo dovrà andare di pari passo con il completamento del Mercato Unico delle Telecomunicazioni ed il Mercato Unico Digitale, che garantiranno, tra le altre cose, un approccio uniforme alla gestione delle onde radio nell’UE.
Verso l’ ‘Internet of Things’
Le aspettative sullo sviluppo del 5G vanno ben oltre la creazione di tecnologie capaci di aumentare la velocità di trasmissione di dati dei dispositivi mobili, e guardano piuttosto ad un futuro nel quale il traffico dati e internet globale aumenterà in maniera esponenziale, potenzialmente raggiungendo 30 volte la mole attuale entro il 2020. Questo sarà dovuto anche alla crescita della cosiddetta ‘Internet of Things’: la presenza di una quantità sempre maggiore di oggetti di uso quotidiano connessi alla rete e capaci sia di comunicare tra loro che di interagire in maniera intelligente con gli utenti, abbattendo in parte la barriere tra mondo fisico e virtuale. L’accordo firmato con la Cina promette anche di esplorare possibilità di ricerca comune nell’applicazione del 5G in questo ambito, confermando l’importanza dell’Internet of Things all’interno dell’Agenda Digitale UE. Secondo uno studio condotto da Juniper Research difatti, il numero di dispositivi connessi alla rete dell’ IoT raggiungerà i 38,5 miliardi nel 2020, aumentando del 285% rispetto al livello attuale e arrivando a rappresentare nell’ UE un valore di mercato stimato dalla Commissione attorno ai 3000 miliardi di euro entro lo stesso anno.
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