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Photo © European People's Party, 2009, www.flickr.com

Draghi e la BCE, un freno contro la speculazione

Dopo che i mercati finanziari globali, che in poche sedute ed in sole due settimane e mezzo hanno bruciato i guadagni di un anno, le parole del Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, giunte a termine del Consiglio Direttivo di giovedì scorso, hanno frenato la speculazione ribassista.

La forward guidance

D’altronde, Draghi non ha mai nascosto di considerare fondamentali gli annunci nelle conferenze stampa nella conduzione delle politiche monetarie, tanto quanto le iniezioni di liquidità o le variazioni dei tassi di interesse. È stato proprio il Presidente a inserire nelle policy della BCE il principio della “forward guidance” come una dei principali strumenti per influenzare i mercati.

Quello dello scorso giovedì è stato quindi un discorso alla “whatever it takes”, capace di ridare fiato non solo alle borse europee ma anche a quelle mondiali e ai prezzi delle commodities (tra cui il petrolio). Draghi ha anche annunciato che a seguito del Consiglio Direttivo di marzo potrebbero venire annunciate nuove operazioni di politica monetaria.

Verso nuovi interventi

Il Presidente della BCE non ha nominato quali saranno le decisioni, ma molto probabilmente l’Eurotower potrebbe proseguire con il Quantitative Easing oltre la barriera del marzo 2017 oppure aumentare il ritmo degli acquisti mensili di titoli, oltre la soglia dei 60 miliardi di Euro.

Draghi si è limitato ad annunciare un possibile intervento e non ha varato immediatamente le misure per due importanti motivi strettamente legati: il prezzo del petrolio e l’attesa per la pubblicazione del nuovo bollettino di previsioni macroeconomiche della BCE. Secondo le analisi statistiche pubblicate dall’Eurotower a dicembre del 2015, l’inflazione della Zona Euro dovrebbe salire all’1% nel 2016 e all’1,6% nel 2017, trainata da un PIL in ripresa e da un prezzo del petrolio medio di 52,5 Dollari nel 2016 e di 57,5 Dollari nel 2017.

Inflazione e prezzo del petrolio

Considerando che l’obiettivo della BCE di medio periodo è portare il tasso di inflazione leggermente sotto il 2%, si capisce che se le vecchie stime sulla crescita dei prezzi nell’Eurozona fossero state confermate, si sarebbe proseguito con il pilota automatico, a politiche invariate. Ora, con un prezzo del petrolio a gennaio in zona 25-30 Dollari e un tasso di inflazione di dicembre ancora ancorato al +0,2%, nel mese di marzo tutte le statistiche potrebbero essere riviste al ribasso.

Tuttavia Draghi ha deciso di rimanere prudente, perché sulle future decisioni del Direttivo BCE pesa un’enorme incognita: il taglio della produzione di petrolio da parte dei Paesi OPEC. Se gli Stati del cartello dovessero infatti trovare un accordo e decidere di iniziare a tagliare la produzione per far risalire i prezzi, non è scontato che in breve tempo il petrolio possa tornare in zona 50 Dollari.

L’impennata improvvisa del petrolio, unita a nuove politiche monetarie espansive della BCE, sarebbe destabilizzante e potrebbe portare nuovamente le stime di inflazione al rialzo, costringendo Draghi a invertire le politiche accomodanti prima del tempo.

In ogni caso, nella conferenza stampa di giovedì ha voluto stabilizzare un nuovo fronte caldo, ovvero la speculazione ribassista sui titoli di alcune banche italiane. Dichiarando che a tali banche (tra cui Monte dei Paschi di Siena) non verranno chiesti al momento nuovi aumenti di capitale, in quanto soddisfano tutti i requisiti europei, i titoli di tali istituti hanno imboccato rialzi a doppia cifra. Ancora una volta Super Mario Draghi, come è solito chiamarlo la stampa finanziaria internazionale, ha giocato le sue migliori carte contro l’instabilità finanziaria che ormai alberga perenne sui mercati globali post 2008.

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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