mercoledì , 21 novembre 2018
18comix
grecia
Il commissario alle politiche regionali Corina Cretu in visita al centro di controllo della metropolitana di Atene (maggio 2015) © European Commission

Grecia, boccata d’ossigeno: in arrivo 35 miliardi di fondi Ue

Europa che toglie, Europa che da. Dopo il boccone amaro del nuovo piano di aiuti e austerità, ora Alexis Tsipras può finalmente trovare un sorriso nel suo tormentato rapporto con l’Unione Europea.

La plenaria del Parlamento europeo ha dato via libera la scorsa settimana al Piano per Lavoro e Crescita che la Commissione Ue aveva presentato lo scorso 15 luglio per ridare fiato all’economia ellenica. Il provvedimento attende ora solo l’approvazione dei ministri delle finanze del Consiglio dell’Ue, ma i 35 miliardi di aiuti, aggiuntivi rispetto agli 86 decisi in agosto, sono sempre più vicini alle casse ateniesi.

Fondi dal bilancio Ue

Come aveva ricordato il Vice-Presidente per l’Euro ed il dialogo sociale Valdis Dombrovskis dopo il lancio del programma seguito alle decisioni dell’Euro Summit del 12 luglio, il ‘Jobs and Growth Plan’ agirà tramite una migliore distribuzione dei fondi strutturali destinati alla Grecia.

La leva maggiore arriverà dall’eliminazione del co-finanziamento nazionale per i progetti approvati nel quadro della programmazione 2007-2013, che verranno quindi coperti al 100% da fondi comunitari, e dall’anticipazione dei fondi ad essi relativi che liquiderà immediatamente tutte le tranche di finanziamento attualmente scadenzate sino al 2017. Provvedimento quest’ultimo che, da solo, comporterà incassi e risparmi immediati di 2,5 miliardi per le finanze greche. 1 miliardo aggiuntivo deriverà invece dall’incremento al 7% della percentuale di pagamenti anticipati relativi ai progetti approvati in ambito 2014-2020.

Complessivamente, il programma renderà quindi immediatamente spendibili circa 20 miliardi di fondi strutturali e 15 messi a disposizione dalle risorse della politica agricola comune.

Il plauso della Commissione

E’ lo stesso Dombrovskis che, nella giornata di martedì, ha preso la parola per accogliere con favore l’approvazione del piano che, certo, può aiutare nel mostrare il ‘volto buono’ delle istituzioni comunitarie. Pieno, in questo senso, l’appoggio del Parlamento: 586 i voti a favore su proposta della commissione per lo sviluppo regionale, che non ha presentato alcun emendamento alla proposta del Berlaymont e, anzi, ha esortato la piena approvazione per ragioni di urgenza.

Progetti per circa 2 miliardi di euro approvati nel quadro 2007-2013 hanno infatti rischiato di non essere completati per la carenza di fondi ma il piano Ue giunge ora in aiuto. Accanto al quadro di riforme strutturali concordate nell’ambito dell’intesa tra Atene e i creditori internazionali, l’utilizzo di fondi europei per i progetti infrastrutturali continuerà quindi a rappresentare la principale fonte di capitali pubblici.

Le priorità di investimento

Interventi, quelli finanziati dall’Ue, che la Commissione giudica essenziali nell’aver creato oltre 24mila posti di lavoro nel momento di crisi più nera dell’economia greca. Di certo, i 21 miliardi di fondi strutturali a disposizione per tra 2007 e 2013 hanno sostenuto il rinnovamento infrastrutturale del Paese: massiccio l’intervento sulla rete stradale e ferroviaria, con progetti per oltre 3,3 miliardi tra cui l’ammodernamento della rete metropolitana di Atene.

Incisiva anche l’azione sulla rete digitale che, con un progetto da 160 milioni (97 coperti dalla Ue), mira a ridurre la scarsa connettività delle aree rurali costruendo 5000 km di cavi in fibra ottica. 2,4 i miliardi destinati alla riduzione dell’impatto ambientale, tra le cui priorità spicca il nuovo sistema di trattamento delle acque di scarico nella città di Koropi, nell’Attica, del valore di 88 milioni (74 quelli attinti dal fondo di sviluppo regionale) che permetterà alla Grecia di adempire – finalmente – agli obiettivi fissati in materia da una direttiva del 1991.

Le reti per trasporti ed energia mantengono la massima priorità anche per la programmazione 2014-2020, che alloca 3,2 miliardi, mentre sono 2,6 quelli dedicati all’ambiente e 1,3 quelli per la ripresa occupazionale.

Sfida per il futuro

La grande sfida per il confermato premier Tsipras e per i creditori europei consisterà ora nell’uscire dal vortice della tormentata finanza pubblica e privata greca per cercare, quantomeno, di  assicurare al Paese la base produttiva di cui non ha mai goduto. Da ben prima della crisi, infatti, la manifattura greca continua ad essere il settore meno incisivo nella creazione di valore aggiunto, con una media del 9% tra 2004 e 2013 contro circa il 15% dell’Ue a 28 (dati Eurostat). Fa di poco meglio l’industria, che ha creato in media nello stesso decennio il 13% del valore aggiunto, contro il 19% europeo. Segni inequivocabili di una (pare) indelebile carenza strutturale di competitività che continua pericolosamente a latitare dai programmi dei vari governi.

Print Friendly, PDF & Email

L' Autore - Antonio Scarazzini

Direttore - Analista nella società di Public Affairs Cattaneo Zanetto & Co., ho frequentato un Master in European Political and Administrative Studies al Collège d'Europe di Bruges dopo la laurea a Torino in Studi Europei Dopo uno stage presso Camera di Commercio di Torino e una collaborazione di ricerca con la Fondazione Rosselli, ho collaborato dal 2014 con la Compagnia di San Paolo per lo sviluppo del programma International Affairs. Dirigo con orgoglio la redazione di Europae sin dalla sua nascita.

Check Also

spagna

Spagna e Italia: le sorti, gli scenari

“Perché sei qui?”. “Perché nel mio Paese non c’e` lavoro”. Nella comunità expat di Bratislava, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *