mercoledì , 21 novembre 2018
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Horizon 2020
Il Commissario Europeo Moedas presenta il nuovo programma di lavoro di Horizon 2020 © European Commission, 2015

Ricerca, Horizon 2020 garantisce 16 miliardi dall’UE

Davanti alle grandi sfide rappresentate dai flussi migratori, dai cambiamenti climatici e dalla competizione globale, Bruxelles scommette sulla ricerca. Il 13 ottobre la Commissione Europea ha adottato il nuovo programma di lavoro per il periodo 2016-2017 nell’ambito di Horizon 2020, l’iniziativa europea nata per finanziare la ricerca e l’innovazione. Bruxelles investirà nei prossimi due anni circa 16 miliardi di euro in ricerca e innovazione.

Il nuovo programma di lavoro

Il nuovo programma di lavoro 2016-2017 di Horizon 2020 offre numerose opportunità di finanziamento, attraverso una combinazione di call for proposals, appalti pubblici e altre iniziative come i Premi Horizon. Le risorse allocate sono destinate a sostenere iniziative trasversali, dalla modernizzazione dell’industria europea (1 miliardo di euro) alle tecnologie per le auto senza conducente (oltre 100 milioni di euro), passando per l’economia circolare (670 milioni di euro).

139 milioni di euro saranno invece destinati a sfruttare le potenzialità dell’Internet of Things, ovvero tutte quelle applicazioni che permettono agli oggetti di dialogare tra loro, e altri 232 milioni saranno investiti nelle Smart Cities, con l’obiettivo di migliorare l’integrazione tra le reti digitali, dei trasporti e dell’energia all’interno degli spazi urbani. 27 milioni di euro saranno destinati allo sviluppo di nuove tecnologie per prevenire il terrorismo e la criminalità e altri 15 andranno invece a finanziare la ricerca sui flussi migratori in Europa. Saranno inoltre allocati alla prevenzione contro il traffico di esseri umani circa 8 milioni di euro.

Forte del successo del programma REACTION – finanziato proprio da Horizon 2020 – nella lotta contro il virus dell’Ebola, il nuovo programma di lavoro per il 2016-2017 coprirà anche l’ambito sanitario. In particolare, 5 milioni di euro saranno destinati a combattere la Xylella fastidiosa, il pericoloso batterio che ha attaccato gli oliveti pugliesi.

Tutte le call for proposals del nuovo programma di lavoro sono pubblicate su un unico portale web, pensato per rendere il più agevole possibile la navigazione nel mare magnum dei documenti ufficiali, regolamenti, call for proposals, linee guida e manuali europei. Il portale è disponibile solo in inglese.

Che cos’è Horizon 2020

Inaugurato il 1° gennaio 2014, Horizon 2020 è il più ampio e ambizioso programma di finanziamento dell’UE per la ricerca e l’innovazione mai realizzato. Bruxelles mette a disposizione quasi 80 miliardi di euro in un periodo di 7 anni (2014-2020), ai quali si devono aggiungere i finanziamenti privati. L’obiettivo ultimo di Horizon 2020 è migliorare la vita quotidiana dei cittadini europei, favorendo la scoperta di nuove frontiere della conoscenza scientifica e rafforzando la competitività economica del continente.

E l’Italia?

Sono diversi gli enti italiani di vario tipo che hanno partecipato a programmi nell’ambito di Horizon 2020. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ad esempio, ha beneficiato di circa 35 milioni di euro, collocandosi in cima alla classifica dei beneficiari italiani. Anche le università italiane si posizionano bene: il Politecnico di Milano ha ottenuto oltre 20 milioni di euro, seguito dal Politecnico di Torino (circa 12 milioni di euro) e dall’Università di Bologna (circa 10 milioni).

Numerosi e diversi tra loro sono anche i progetti realizzati grazie ai fondi europei di Horizon 2020 che hanno come coordinatore un ente italiano.Il progetto V-MusT.net, coordinato dal CNR di Roma, ha permesso ad esempio di sviluppare una rete internazionale di musei “virtuali”. Sotto l’egida della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari (SSICA) di Parma, il progetto BIOCOPAC, ha sviluppato invece un innovativo rivestimento in smalto naturale per lattine realizzato con le bucce di pomodoro, offrendo un’alternativa economicamente sostenibile alle resine di olio sintetico attualmente in uso.

Le opportunità non mancano. Il problema, si sa, è saperle cogliere.

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L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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