mercoledì , 12 dicembre 2018
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Alexis Tsipras e Jean-Claude Juncker prima dell'incontro di Bruxelles (Foto: European Commission)

La settimana europea: l’Europa divisa sul debito greco

Chi aveva salutato la vittoria di Syriza alle elezioni politiche greche e la nomina di Alexis Tsipras a nuovo premier intonando il de profundis per la troika e l’austerità non aveva fatto i conti con i fondamentali politici dell’UE. Non basta la volontà di un Paese a far cambiare corso all’Europa intera, né un pur così forte esercizio della democrazia nazionale greca può sopravanzare la stessa sovrana democrazia degli altri 28 Stati membri.

Tsipras alla ricerca di alleati

Più consapevole di queste considerazioni rispetto ai suoi tifosi, il premier greco ha iniziato la sua settimana europea cercando sponde presso quei Paesi che chiedono una svolta nella politica economica europea: Francia e Italia. Hollande e Valls si sono detti pronti ad aiutare Atene, ma senza considerare l’ipotesi di un taglio del debito greco.

Anche l’incontro bilaterale di Roma tra Matteo Renzi e Tsipras non ha dato gli esiti auspicati dalla sinistra. Nonostante una visione condivisa sulla necessità per l’UE di cambiare direzione, l’Italia resta fedele alla linea di rispetto delle regole, da affiancare a nuove iniziative a livello comunitario come l’EFSI di Juncker e il QE di Draghi, che mira a rispondere all’ormai certificata deflazione in molti Paesi dell’eurozona.

Le richieste della Grecia, le divisioni in Europa

La proposta – o per meglio dire la richiesta – di Tsipras e del suo Ministro delle Finanze Varoufakis è quella di convertire i debiti che la Grecia ha nei confronti dei creditori. I debiti verso BCE e FMI sarebbero convertiti titoli perpetui senza rimborso delle quote in conto capitale e con un tasso di interesse molto basso. I bond in mano agli altri Paesi UE, invece, continuerebbero a prevedere la restituzione del capitale, ma legando gli interessi al tasso di crescita del PIL greco. Per ora non è stato possibile alcun accordo. L’Europa è tornata così a dividersi sull’ennesima emergenza-Grecia.

La missione di Tsipras a Bruxelles e quella di Varoufakis a Francoforte si sono concluse con strette di mano e incoraggiamenti, ma senza un accordo sul debito né su come rifinanziare le sofferenti casse pubbliche di Atene. Anche la missione del Commissario Moscovici (socialista e francese) a Berlino non ha affatto sciolto i nodi. La serata seguita all’incontro tra Draghi e il Ministro delle Finanze greco è stata anzi dominata dalla decisione della BCE di limitare drasticamente l’accesso delle banche elleniche alla liquidità dell’Eurotower. Si cercherà un accordo all’Eurogruppo straordinario di mercoledì prossimo.

Ai confini dell’Europa

In Ucraina orientale, continuano i violenti scontri armati tra i ribelli filo-russi e le forze governative di Kiev. Il fallimento dei negoziati di Minsk non lasciano ben sperare circa possibili svolte in positivo nel delicato scenario ucraino. La visita del Presidente francese Hollande e della Cancelliera tedesca Merkel a Kiev e Mosca, insieme al Segretario di Stato americano John Kerry, serve a cercare di riallacciare il filo del dialogo andato perduto nelle ultime settimane.

In Kosovo, preoccupa il riesplodere delle tensioni etniche, alimentate anche dalla grave situazione economica e occupazionale. Le manifestazioni di piazza di Pristina, sfociate in gravi scontri, hanno unito le opposizioni al premier Isa Mustafa e al suo governo, finito nella bufera per alcune discutibili dichiarazioni dell’ormai ex Ministro delle Comunità, il serbo-kosovaro Jablanović, che hanno offeso i kosovari di etnia albanese.

L’interesse europeo per l’America Latina

Al di là dell’Oceano Atlantico, l’Europa guarda con sempre maggior interesse alla regione dell’America Latina, sempre più centrale nei calcoli strategici non solo degli Stati Uniti, ma anche delle potenze emergenti, su tutte la Cina. La partecipazione dell’Alto Rappresentante Mogherini al terzo summit della CELAC ha sottolineato l’interesse europeo a instaurare una solida partnership politica e commerciale con i Paesi del Sud e Centro America. Conferma il rinnovato interesse verso la regione anche l’attivismo europeo in sostegno delle trattative di pace in Colombia.

Altra Europa

In Europa si continua a dibattere di integrazione delle minoranze, in particolare in connessione rispetto ai temi del fondamentalismo islamico e del ripensamento delle politiche attuate dagli Stati membri anche in ottica di antiterrorismo. La Corte di Giustizia dell’UE è entrata nel merito, disegnando i paletti all’interno dei quali i governi nazionali possono legiferare.

L’UE si prepara faticosamente a lasciarsi alle spalle il sistema delle quote latte. Entrate in vigore nel 1984, a partire dal prossimo aprile saranno definitivamente abbandonate. Secondo molti operatori e stakeholder, tuttavia, il sistema europeo non è ancora pronto a recepire il cambiamento. Andiamo verso una “crisi del latte“?

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L' Autore - Davide D'Urso

Caporedattore, Presidente del Consiglio di Redazione e Vice Presidente dell'Associazione OSARE Europa - Laureato in Scienze Internazionali e Studi Europei presso l'Università di Torino e la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi, ho avuto esperienze professionali a Torino e Novara nei settori della comunicazione e dell'internazionalizzazione d'impresa. Nel 2014 ho lavorato a Bruxelles come addetto stampa per la Presidenza italiana del Consiglio UE. Vivo e lavoro a Torino. Scrivo di politica e istituzioni UE, Mediterraneo e politica di vicinato.

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