martedì , 20 novembre 2018
18comix
TTIP
Il Commissario al Commercio Cecilia Malmström © European Commission, 2015

Accordo PE-Commissione su trasparenza TTIP

“Tutti i membri del Parlamento Europeo avranno pieno accesso a tutte le categorie di documenti considerati ‘confidenziali’, relativi ai negoziati in corso tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti sulla realizzazione del Trattato di Partenariato Transatlantico“. Con queste parole si apre il comunicato dell’Ufficio Stampa del PE emesso lo scorso 3 Dicembre, in cui si annuncia il raggiungimento di uno storico accordo tra quest’ultimo e la Commissione Europea sulla trasparenza dei documenti collegati al TTIP.

L’accordo fra Parlamento e Commissione sul TTIP

L’Onorevole Bernd Lange, Presidente del Comitato Parlamentare sul Commercio Internazionale e Membro dei Social-Democratici Europei, si è così espresso a proposito: “Undici mesi di negoziazioni con la Commissione hanno finalmente dato i loro frutti. Il risultato è una grossa vittoria per il Parlamento in quanto tutti i suoi Membri avranno ora la possibilità di esercitare effettivamente ed efficacemente i loro doveri di ‘scrutinio democratico’ sulle negoziazioni riguardanti il TTIP”. Lange ha inoltre aggiunto che “le condizioni di accesso ai documenti del Partenariato ottenute accresceranno notevolmente la trasparenza all’interno dei negoziati stessi. Il risultato conseguito costituirà un precedente fondamentale per la trasparenza delle negoziazioni commerciali che l’Unione Europea vorrà intraprendere in futuro”.

Quindi, cosa hanno effettivamente guadagnato i parlamentari europei da questo accordo? Da questo momento i rappresentanti eletti dai cittadini dei 28 Stati membri avranno la possibilità di prendere visione e di analizzare i cosiddetti ‘testi consolidati‘, ossia quelli che riflettono le posizioni della controparte americana nei negoziati, in un’apposita ‘reading room‘ messa a loro disposizione all’interno delle mura del Parlamento. Inoltre, potranno prendere appunti sul contenuto dei suddetti documenti ed utilizzare le informazioni così estrapolate come base per le loro future azioni politiche.

L’accordo inter-istituzionale è, inoltre, costituito in modo tale da assicurare anche che non venga in alcun modo compromessa la natura confidenziale dei documenti messi a disposizione dei parlamentari, al fine di proteggere gli interessi dell’Unione ed evitare un indebolimento delle sue posizioni nei confronti di Washington. A tal proposito, l’accesso completo sarà soggetto a severe ed inderogabili norme di sicurezza.

Maggiore controllo democratico sulla Commissione

Tale conquista è stata salutata con grande entusiasmo dal panorama politico, in quanto rappresenta un ulteriore passo avanti verso la tanto agognata democraticizzazione dell’attività negoziale della Commissione Europea. Quest’ultima è attuata attraverso un’imponente opera di trasparenza, che ha trovato il suo punto focale nel recente lancio della strategia denominata ‘Trade for All’ da parte della Commissaria al Commercio Cecilia Malmström. Il presente accordo non è da considerarsi come un caso isolato, ma può come un esempio effettivo della concreta volontà delle istituzioni di venire incontro alle richieste perpetrate dall’Ombudsman Europeo e dall’opinione pubblica del Vecchio Continente di maggiore trasparenza dell’attività svolta nei palazzi di Bruxelles e di maggior vicinanza ai bisogni concreti dei cittadini.

A tal proposito, va sottolineato che in generale, secondo le parole di Miss Malmström, “la Commissione ha sempre messo a disposizione dei vari governi nazionali dei singoli Stati UE i documenti sul TTIP e continua tutt’ora a farlo. [Il DG-Trade] ha divulgato online tutte le posizioni negoziali e le proposte adottate dall’Europa ed, inoltre, ha pubblicato anche tutti i sommari e le spiegazioni relative agli obiettivi negoziali in modo chiaro e non artificioso in tutte le lingue ufficiali dell’Unione”. Tuttavia, prima della conclusione del presente accordo, solo un limitato numero di membri del Parlamento (30 circa) aveva  accesso ai documenti sul TTIP classificati come ‘EU-restricted’, a causa della loro delicatezza ed importanza (in quanto rappresentanti i compromessi provvisori raggiunti dalle parti su determinati punti).

Si può dunque concludere affermando che questo accordo d’accesso non deve assolutamente essere visto come il punto d’arrivo di un interessante e complesso processo di apertura a richieste di trasparenza, ma come tappa indispensabile ad un ulteriore sviluppo, come rampa di lancio per future e probabili misure che abbiano l’obiettivo di riavvicinare un’opinione pubblica sempre più lontana e disaffezionata alla cornice istituzionale europea.

 

Print Friendly, PDF & Email

L' Autore - Luca Feltrin

Laureato presso l'Università degli Studi di Torino in Diritto Internazionale con una tesi relativa alla crisi finanziaria ed economica dell'Eurozona, con una particolare attenzione al caso greco. Appassionato fino al morboso di affari e politica europea (particolarmente all'aspetto legale, istituzionale ed economico dell'Unione). Amante del gioco del rugby in cui mi diletto con risultati, ahimè, non propriamente eccellenti.

Check Also

niger

Niger e Francia: il business dell’uranio e gli investimenti in stabilità

Il Niger, al 187 posto nell’indice dei diritti umani, rappresenta uno degli stati più complessi …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *