lunedì , 17 dicembre 2018
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Ucraina: entrata in vigore DCFTA rimandata al 2016

Sembrano non esaurirsi mai gli ostacoli alla realizzazione dell’area di libero scambio globale e approfondita (DCFTA) prevista dall’Accordo di Associazione tra UE e Ucraina. Prima ci fu la detenzione di Julija Timošenko, poi l’improvvisa rinuncia da parte di Janukovič, alla vigilia del Vertice di Vilnius, che scatenò le proteste sul Majdan Nezaležnosti. Lo scorso 27 giugno la questione sembrava finalmente risolta, invece venerdì sera, dopo il vertice trilaterale UE-Ucraina-Russia, il Commissario al Commercio uscente Karel De Gucht ha dichiarato che l’implementazione dell’Accordo di Associazione slitterà al 31 dicembre 2015.

In un primo momento verrebbe da pensare all’ennesimo caso in cui l’UE sacrifica gli interessi dei vicini orientali alla volontà di non irritare la Russia. La situazione appare invece più complessa. L’economia ucraina nel lungo termine trarrebbe vantaggio dalla DCFTA. Nel breve periodo, tuttavia, il Paese potrebbe incontrare parecchie difficoltà nell’adozione degli standard europei. In un primo momento, inoltre, le imprese ucraine potrebbero trovarsi in difficoltà per la concorrenza dei prodotti europei.

Per ovviare a questi problemi si era inizialmente deciso di liberalizzare il commercio in maniera asimmetrica: il mercato europeo sarebbe stato aperto in tempi brevi per la maggior parte dei beni e servizi ucraini (ad eccezione dei prodotti agricoli per i quali ci sarebbe stato un periodo transitorio di dieci anni), la completa liberalizzazione del mercato ucraino sarebbe invece avvenuta in maniera più graduale. L’UE inoltre avrebbe aiutato l’Ucraina con diversi pacchetti di aiuti finanziari. Negli ultimi mesi, però, la situazione è peggiorata. La Dragon Capital ha stimato il danno causato dall’annessione della Crimea da parte della Russia in un calo del 3,7% del PIL.

Il colpo più duro è poi la situazione nel Donbass. Il Donbass è infatti una regione strategica, in cui è concentrata l’attività estrattiva e l’industria siderurgica e dove si trova Donetsk, terza città del Paese. Le province di Donetsk e Lugansk costituivano il 16% del PIL nazionale e da esse provenivano un quarto delle esportazioni ucraine. Una sorta di “Lombardia ucraina” per fare un paragone con l’Italia. I danni che l’aggressione sta causando al Paese sono enormi. Da più di un anno, inoltre, la Russia minaccia ritorsioni qualora l’Ucraina dovesse implementare l’Accordo di Associazione. Nonostante l’annessione della Crimea e il sostegno alle forze di occupazione del Donbass, la Russia rimane un partner commerciale essenziale per l’Ucraina. Implementare l’Accordo di Associazione in un contesto del genere sarebbe stato pertanto estremamente difficile e rischioso.

Tenendo in considerazione questi elementi, al termine del vertice trilaterale al quale hanno partecipato il Commissario uscente al Commercio Karel De Gucht, il Ministro degli Esteri ucraino Pavel Klimkin e il Ministro per lo Sviluppo Economico russo Aleksej Uljukaev, l’entrata in vigore della DCFTA è stata rimandata al 31 dicembre 2015. Dal punto di vista ucraino l’accordo è da considerarsi vantaggioso per diversi motivi. Innanzitutto, l’UE continuerà a liberalizzare unilateralmente il proprio mercato per le merci ucraine, mentre l’accordo di libero scambio della CSI (di cui l’Ucraina e la Russia fanno parte) rimarrà in vigore. Il testo dell’Accordo però non verrà modificato come richiesto già un paio di settimane fa dalla Russia, che vorrebbe che circa il 20% del volume di scambi tra UE e Ucraina venisse escluso dall’accordo. Nei quindici mesi e mezzo che che mancano al dicembre 2015 si continuerà a negoziare sulle questioni che preoccupano la Russia. Il processo di ratifica dell’Accordo, invece, proseguirà ugualmente.

Il compromesso di venerdì scorso è una boccata d’ossigeno per l’economia ucraina, che potrà aumentare le esportazioni in Europa e non dovrebbe subire discriminazioni sul mercato russo, anche se il rispetto degli accordi da parte del Cremlino non è scontato. Lungi dal capitolare al diktat di Putin, l’UE cerca di prendere tempo, in attesa di trovare una soluzione pacifica per il Donbass. L’altro episodio cruciale saranno le elezioni parlamentari del prossimo ottobre. Pace e stabilità politica sono i due elementi essenziali senza i quali risulta impossibile implementare l’Accordo di Associazione.

Photo © Sasha Maksymenko, 2014, www.flickr.com

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L' Autore - Giuseppe F. Passanante

Ho studiato lingue alla Ca' Foscari (triennale) e relazioni internazionali a Torino (magistrale), per poi ottenere un master alla sede di Varsavia del Collège d'Europe dove ho approfondito temi come la Politica Europea di Vicinato, le relazioni UE-Russia e le politiche di allargamento. Attualmente vivo in Polonia, a Breslavia, e lavoro in una multinazionale. Le aree geografiche di mio interesse sono l'Europa Centrale, i Balcani, la Turchia e lo spazio post-sovietico.

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