mercoledì , 12 dicembre 2018
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Nell'immagine, il mosaico "Gli Albanesi" (Photo © Dennis Jarvis, 2013, www.flickr.com)

Albania: il Progress Report 2014 della Commissione

Presentando l’annuale rapporto sull’Allargamento a Bruxelles mercoledì scorso, il Commissario Štefan Füle ha dichiarato che la politica di allargamento dell’Unione Europea sta portando a risultati concreti: le riforme stanno gradualmente trasformando i Paesi balcanici. Per quanto riguarda in particolare l’Albania, la Commissione si è complimentata per le sue “azioni concrete e dimostrazioni di costante volontà politica” nel campo delle riforme, necessarie per una futura adesione all’UE. Nel 2014 l’Albania “ha compiuto ulteriori passi avanti, consolidando le riforme riguardanti lo Stato di diritto”, si legge nel rapporto.

La relazione sottolinea l’importanza della decisione presa lo scorso giugno dal Consiglio Europeo, che, concedendo all’Albania lo status di Paese candidato all’adesione, ha riconosciuto i progressi fatti da Tirana negli ultimi anni (in particolare in campo giudiziario). Il Paese inseguiva questo risultato da diversi anni ed era reduce dalle amare bocciature del 2010 e del 2013. Al di là dei riscontri positivi, è utile ricordare che la relazione è stata presentata a distanza di pochi mesi dal cambiamento di status, per cui non poteva contenere particolari sorprese.

Già al momento della concessione dello status di Paese candidato, era stato sottolineato come per proseguire il cammino verso l’UE fosse necessaria la collaborazione di tutte le forze politiche, opposizione compresa. L’Albania si trovava infatti in una fase di forte tensione politica. L’ultimo rapporto ha sollevato nuove preoccupazioni riguardanti le divisioni politiche del Paese: il Partito Democratico, il principale partito di opposizione, boicotta il Parlamento da luglio. La Commissione ha affermato che “governo e opposizione dovrebbero venirsi incontro per restaurare il dialogo politico in Parlamento.”, aggiungendo che il governo deve assicurare all’opposizione la possibilità di espletare completamente la sua funzione di controllo democratico. Allo stesso tempo, ha esortato l’opposizione a partecipare a sua volta, in modo costruttivo, ai processi democratici. “Aumentare la cooperazione tra i partiti rimane essenziale per un processo di riforme sostenibile”, afferma il rapporto.

Per quanto riguarda l’economia, secondo la Commissione, l’Albania ha mantenuto la stabilità macroeconomica, ma deve ancora affrontare sfide importanti. “Persistenti squilibri fiscali hanno portato il debito pubblico a raggiungere livelli altissimi; grandi arretrati accumulati dal governo hanno fiaccato la liquidità e la fiducia nell’economia”. L’attuale alto disavanzo riflette la debole competitività albanese e la sua sottile base produttiva. Il settore privato è trattenuto nel suo sviluppo dalla debolezza delle regole e delle norme giuridiche. Saranno necessari sforzi sostanziali per migliorare il mercato del lavoro.

Il messaggio del rapporto annuale presentato dal Commissario all’Allargamento e alla Politica di Vicinato è che la vera sfida per l’Albania ora è quella di fare un nuovo passo in avanti e riuscire ad aprire i negoziati di adesione con l’UE. Le autorità albanesi dovranno proseguire le riforme in alcune aree chiave. In particolare sono state individuate cinque priorità: riforme nei settori di pubblica amministrazione, giustizia, protezione dei diritti umani e attuazione di politiche anti-discriminazione, lotta contro la corruzione e lotta contro la criminalità organizzata. Un altro elemento chiave messo in evidenza dal rapporto della Commissione è il dialogo politico tra governo e opposizione: uno “spirito di compromesso” sarà indispensabile per portare avanti le riforme chieste dall’Unione Europea.

Il premier albanese Edi Rama ha accolto con favore le conclusioni della relazione. “Il rapporto apprezza i risultati concreti del governo e la nostra volontà, testimoniata con i fatti, di portare avanti le riforme necessarie all’ammodernamento del Paese”, ha dichiarato il premier al termine di un incontro con il capo della delegazione UE a Tirana. “Per noi si tratta di un incoraggiamento ad andare avanti a ritmi più veloci”, ha ribadito. “Le cinque priorità identificate da Bruxelles sono compatibili al nostro programma di governo. Noi faremo di tutto per raggiungere gli obiettivi, non perché ce lo chiede l’UE ma perché rappresentano un meccanismo per ammodernare il nostro Paese”, sono state le sue parole. La velocità del processo dipenderà però molto anche dai miglioramenti nel clima politico albanese.

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L' Autore - Federica Dadone

Lureata magistrale in Scienze Internazionali - China, India & Middle East presso l'Università degli Studi di Torino. Sono stata vicepresidente della ONLUS Nema Frontiera, che lavorava in Bosnia nel settore del sostegno all'istruzione ed all'attivismo giovanile. Il mio percorso di studi si è concentrato sui Balcani, sul ruolo dei media e degli organismi internazionali nelle guerre degli anni '90. Ho vissuto per un anno a New York dove ho lavorato per una Fondazione culturale.

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One comment

  1. Ma va tu e quelli che ti dicono queste cose.vai a vivere in albania solo un mese e vedrai che sucede li.

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