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Cipro: le due parti verso la riconciliazione?

Sembrano spirare venti di pace tra le due comunità, greca e turca, dell’isola di Cipro. Il sogno del raggiungimento di un accordo che superi le storiche divisioni, risalenti al 1974, è stato rinsaldato dall’elezione, a fine aprile, alla carica di Presidente turco-cipriota, dell’indipendente Mustafa Akıncı, il quale ha sconfitto col 60,4% il conservatore Derviş Eroğlu (39,6%), Presidente uscente.

Sessantasette anni d’età, Akıncı era sindaco di Nicosia nel 1980, anno in cui la capitale fu divisa. Da allora, non ha mai smesso di sognarne la riunificazione. Nonostante un apparente iniziale battibecco col presidente turco Recep Tayyip Erdoğan sullo stato delle relazioni tra Nicosia ed Ankara – che Akıncı vorrebbe più paritarie mentre il leader turco tiene a sottolineare come senza il proprio sostegno diplomatico il governo turco-cipriota si troverebbe in uno d’isolamento internazionale – i due si sono incontrati nei giorni scorsi in Turchia ed hanno insieme esortato il governo greco-cipriota, membro dell’Unione Europea e riconosciuto da molti Paesi come l’unico legittimo dell’isola, ad accettare un rilancio dei negoziati.

La visita di Akıncı ad Ankara

“Ci sforzeremo per far diventare il 2015 l’anno della soluzione” – ha dichiarato con convinzione Erdoğan, durante la visita ufficiale di Akıncı ad Ankara – “È tempo però che i greco-ciprioti facciano altrettanto”. Ha poi aggiunto che è desiderio della Turchia raggiungere un risultato al più presto, nel quadro dei principi ONU contenuti nella dichiarazione congiunta dell’11 febbraio 2013. Ha però ribadito che gli sforzi unilaterali non sono sufficienti e che la parte greca dovrebbe smettere di rendere la situazione difficile.

“Una soluzione” – ha concluso Erdoğan – “va negli interessi non solo delle due comunità, ma anche dell’Unione Europea e degli Stati Uniti d’America che sostengono concordemente la ripresa dei negoziati”. Il presidente greco-cipriota Nicos Anastasiades ha affermato di vedere nell’elezione del campione della riconciliazione Akıncı una nuova speranza per porre fine alla lunga divisione dell’isola.

La Commissione UE auspica una ripresa dei negoziati

Un portavoce della Commissione Europea ha ben accolto il risultato delle elezioni turco-cipriote ed auspicato un veloce ripristino dei negoziati tra le due comunità. La discordia tra la parte greca e quella turca risale al 1974, quando la Grecia organizzò un golpe nel tentativo di annettere l’isola, provocando l’intervento militare turco. La Turchia ha tuttora schierati sull’isola 30mila soldati.

Il piano del 2004, che porta il nome dell’allora segretario generale dell’ONU Kofi Annan, prevedeva una riunificazione del governo greco-cipriota e dell’entità turco-cipriota in unica “Repubblica di Cipro”, sotto una costituzione federale. Rivisto più volte, è stato approvato tramite referendum dal 65% dei turco-ciprioti, ma respinto dai greco-ciprioti.

Negli ultimi anni, i colloqui hanno risentito della crisi economica e dell’Eurozona e del ruolo di presidenza del Consiglio UE rivestito da Cipro nel 2012. Ripresi nel febbraio 2013, i negoziati sono stati nuovamente sospesi lo scorso 7 ottobre, dopo la decisione d Ankara di inviare una nave per l’ esplorazione di eventuali giacimenti di gas e petrolio al largo della costa di Cipro. Una decisione non gradita al governo greco-cipriota.

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L' Autore - Antonino Stramandino

Laureato, con lode, nella Magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche, curriculum Politica e Sicurezza Internazionale, presso il campus di Forlì dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Ho svolto uno stage MAECI-CRUI presso l'Ambasciata d'Italia a Riad, dal quale ho preso spunto per la mia tesi magistrale dal titolo "L’Arabia Saudita tra petrolio e politiche per la diversificazione economica. Un’analisi dell’evoluzione del paradigma del rentierism". Sono giornalista pubblicista dal 2012 e mi sono occupato di cronaca, politica e sport cittadini sulle colonne del quotidiano messinese “Gazzetta del Sud”. Dal 2015 faccio parte della redazione di Europae, per la quale mi occupo di Relazioni Esterne UE e Medio Oriente.

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