martedì , 19 giugno 2018
18comix
Alpha Condé, Presidente della Guinea © European Union, 2015

Guinea, Condé rieletto per un secondo mandato

Si preannuncia un autunno caldo per il continente africano, considerando il numero di cittadini che sono stati e saranno chiamati alle urne: Guinea, Costa d’Avorio, Tanzania, Burkina Faso, Repubblica Centrafricana, Niger e Benin, solo per citarne alcuni.

Guinea: elezioni (quasi) regolari

Qualche settimana fa è stata ufficializzata la rielezione di Alpha Condé a presidente della Guinea con il 57,84% dei voti, sconfiggendo ben 7 candidati, tra i quali il suo storico avversario Cellou Dalein Diallo. I due si erano già in precedenza “scontrati” in occasione delle prime elezioni democratiche del Paese nel 2010.

All’indomani del voto, quando la conta dei voti era ancora parziale ma il vantaggio di Condé già evidente, Diallo ha dichiarato di non accettare il risultato elettorale, chiedendone l’annullamento. Di opinione opposta sono stati sia gli osservatori elettorali dell’Unione Africana che dell’Unione Europea. Il capo della missione UE, Frank Engel ha dichiarato che l’alta affluenza alle urne e il clima pacifico nel quale si sono svolte le operazioni di voto sono stati due elementi che hanno provato un certo livello di maturità democratica del Paese.

In realtà, i giorni che hanno preceduto l’11 ottobre sono stati caratterizzati da scontri tra le fazioni avversari e, secondo Amnesty International, ben 3 persone sono morte e 80 sono state ferite. Per quanto riguarda le operazioni di voto, molte critiche sono state però sollevate su alcune questioni tecniche, come la mancata trascrizione in ordine alfabetico degli aventi diritto sulle liste elettorali e sulla consegna delle schede elettorali, che però ad oggi non costituirebbero elementi eclatanti per annullare lo scrutinio.

La missione elettorale UE ha prontamente esortato la Commissione elettorale indipendente (CENI) a pubblicare il dettaglio dei risultati, così da non rallentare eventuali ricorsi alla Corte Costituzionale da parte degli altri candidati. In più la missione UE ha raccomandato agli attori coinvolti di “accogliere pacificamente i risultati delle elezioni presidenziali in un clima pacifico e di utilizzare unicamente i mezzi legali per contestarli”. Il 25 ottobre tre candidati hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale, ma non Diallo che ha accusato il presidente Condé di aver modificato la composizione della Corte, aumentando il numero di membri designati dal governo, così da renderla troppo legata al potere esecutivo.

I ricorsi e le critiche degli oppositori non sono serviti a gettare ombra sulle elezioni, infatti il 2 novembre la Corte Costituzionale della Guinea ha dichiarato ufficialmente la vittoria di Alpha Condé.

Il primo mandato di Condé

Il primo mandato di Condé è stato segnato da alcune importanti conquiste. Prima fra tutte la sconfitta dell’epidemia di ebola che aveva messo in ginocchio il Paese negli ultimi due anni. È stato Condé, infatti, ad autorizzare la sperimentazione del vaccino Vsv-Ebov, che si è mostrato molto efficace. Un’altra  importante conquista è stata la realizzazione di una centrale idro-elettrica sulla diga Kaléta che dovrebbe colmare più della metà del deficit elettrico del Paese. A queste occorre aggiungere lo sforzo di mettere in atto una politica di autosufficienza alimentare e il sostegno alle piccole e medio imprese.

Verso la democrazia

Condé dovrebbe impegnarsi a costruire una base politica ampia, includendo i suoi avversari così da costruire le basi per una vera democrazia. In questo contesto, è fondamentale che Condé coinvolga anche l’ex premier Diallo di etnia Peul (il principale gruppo etnico delle regioni centrali), così da evitare le degenerazioni nelle quali molti Paesi africani sono inciampati, trasformando il confronto politico in un conflitto etnico.

Condé ha ora l’ambizioso compito di realizzare un governo che sia all’altezza delle valutazioni positive ottenute dalla comunità internazionale, nello specifico per aver garantito lo svolgimento delle operazioni di voto in un clima pacifico. Ciononostante, il cammino della Guinea verso la democrazia è ancora lungo, e non per tutti Alpha Condé è il traghettatore più adatto. Chissà se in questo suo secondo mandato opterà per una riforma costituzionale che gli possa assicurare anche un terzo incarico.

L' Autore - Stefania Carbone

Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Siena ed ho ottenuto il Master in European Interdisciplinary Studies al Collège d’Europe-Natolin Campus con una tesi sull’esternalizzazione delle politiche europee in materia di asilo. Sono appassionata di relazioni internazionali e diritti umani.

Check Also

libia

Libia e la roadmap per le elezioni: l’offensiva diplomatica di Macron

A Parigi il 30 maggio scorso è andato in scena il protagonismo francese sullo scacchiere …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *