martedì , 20 novembre 2018
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Africa
Federica Mogherini con Nkosazana Dlamini-Zuma © European Commission, 2015

Mogherini: Africa partner nella crisi migratoria

La crisi migratoria continua a mettere alla prova l’Unione Europea: i leader nazionali continuano a non soddisfare le pressanti richieste della Commisione Europea, che vorrebbe invece una maggiore integrazione nella gestione dei flussi di migranti. Federica Mogherini, Vice Presidente della Commissione e Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha portato il messaggio dell’esecutivo europeo anche in Africa, incontrando il Presidente della Commissione dell’Unione Africana, Nkosazana Dlamini Zuma, lo scorso 20 settembre.

Unione Europea e Unione Africana

Il tema dell’immigrazione ha investitto pesantemente la relazioni fra l’UE e il suo corrispettivo in Africa, l’Unione Africana. Ufficialmente, il viaggio dell’Alto Rappresentante ad Addis Abeba è stato organizzato per festeggiare i 40 anni delle relazioni ufficiali fra UE ed Etiopia. Tuttavia, i riflettori si sono accessi in particolare sull’incontro che Mogherini ha avuto con la Presidente Dlamini Zuma, esponente politica sudafricana, oggi alla guida della Commissione dell’UA.

La Commissione con sede in Etiopia ha anche meno poteri della Commissione Europea per intervenire sul tema migratorio, così come su tanti altri: gli Stati africani sono più gelosi di quelli europei quando si tratta di condividere e limitare la propria sovranità su tematiche sensibili. Tuttavia, l’incontro fra rappresentanti di alto livello dei due esecutivi sovranazionali mostra comunque un passo avanti nell’istituzionalizzazione di una relazione, quella fra UE ed UA, che spesso ha lasciato ampio margine di manovra alle personalità politiche nazionali su entrambi i fronti.

Ufficialmente, l’incontro aveva come temi principali la crescita economica, gli investimenti, il cambiamento climatico e le migrazioni. Fisiologicamente, l’attualità ha però preso il sopravvento e i colloqui si sono concentrati su come affrontare il crescente numero di migranti diretti in Europa: una crisi non solo europea, ma globale, ha ricordato la Mogherini. Allo stesso tempo, la linea dettata dalla Commissione prevede che le migrazioni non possano essere gestite solo alle frontiere e all’interno del continente europeo, ma agendo direttamente sulle loro cause strutturali, come il sottosviluppo e l’instabilità in alcuni Paesi africani. Europa e Africa dovrebbero agire insieme per risolvere i problemi comuni.

L’Africa: un partner per gestire le migrazioni

La Commissione dunque considera l’Unione Africana come un partner strategico con cui intervenire in modo congiunto sulle cause degli spostamenti di migranti (“persone, non numeri”, ha precisato l’Alto Rappresentante). Secondo Mogherini, sviluppare il potenziale del continente africano è una priorità vitale sia per l’Africa, che per l’Europa.

Ma al di là dell’obiettivo di favorire lo sviluppo del continente, tema che ritorna in tutte le dichiarazioni pubbliche di personalità africane ed europee da decenni, nel concreto l’azione europea dovrebbe indirizzarsi, stando a quanto dichiarato dalla Mogherini ad Addis Abeba, nell’approfondimento delle relazioni con i Paesi di origine e transito dei migranti. La Commissione non è nuova a proposte simili, come dimostra il piano per centri di smistamento in Africa ventilato ancor prima che la crisi migratoria raggiungesse l’apice nei mesi scorsi. Inoltre, l’esecutivo europeo ha stanziato 1.8 miliardi di euro per lo EU Emergency Trust Fund for Africa, che dovrebbe aiutare i Paesi che hanno difficoltà nella gestione delle frontiere: un problema molto sentito in Africa, dove i confini sono spesso porosi ed arbitrari.

Dal canto proprio, la Commissione dell’UA, attraverso le parole del Vice Presidente Erastus Mwencha, ha tenuto a sottolineare come i due continenti siano intimamente collegati in tre modi: sono vicini geografici “legati nel bene e nel male”, condividono una storia plurisecolare e affrontano le medesime opportunità e rischi.

È sufficiente un viaggio della Mogherini?

La visita in Etiopia ha costituito il primo viaggio dell’Alto Rappresentante presso la Commissione dell’Unione Africana. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, in un momento simile di emergenza viene da chiedersi se davvero possa bastare un rapido viaggio di Mogherini per rendere più robusta una collaborazione cruciale come quella fra Africa ed Europa. Certamente, questo segna un passo in avanti positivo nelle relazioni fra le due Unioni, ma come sempre, se non ci sarà volontà politica da parte dei governi europei ed africani, le armi delle Commissioni rimarranno spuntate.

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L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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