mercoledì , 12 dicembre 2018
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Forum di Bled 2014: parola d’ordine “fiducia”

Si è da poco conclusa la nona edizione del Forum di Bled. Ogni anno, nel bellissimo panorama offerto dall’omonimo lago, leader politici e uomini d’affari da ogni parte del mondo si riuniscono per riflettere e discutere di politica internazionale, con un’ottica tutta europea. Mentre l’anno scorso ci si era concentrati sulla necessità di innovarsi, quest’anno il tema centrale è stata la fiducia. Un tema sviluppato in due filoni principali: recuperare la fiducia dei cittadini nei confronti del sistema politico e creare legami di fiducia nelle relazioni internazionali. Nonostante sia un tema applicabile a qualunque regione, diventa ancor più interessante se riferito ai Balcani.

Il Bled Strategic Forum ha sempre avuto infatti, anche a causa della sua location slovena, un occhio di riguardo verso le problematiche del cosiddetto “giardino d’Europa”. Nell’ambito del forum è stato ribadito ancora una volta l’importante ruolo che l‘Unione Europea svolge nella stabilizzazione dell’area, in particolar modo considerando i progressi fatti nei riguardi della questione kosovara. Ovviamente si è ancora ben lontani dal creare una relazione di fiducia fra Serbia e Kosovo, ma si sono comunque compiuti importanti passi avanti.

Il Paese più in difficoltà, tra quelli dell’area, è invece la Bosnia Erzegovina che, a circa sei mesi da quella che alcuni avevano denominato “la primavera bosniaca”, non ha ancora trovato un suo equilibrio. Anche se le proteste non sono mai sfociate in aperte violenze, lo scontento non è calato. La classe politica bosniaca non ha ancora (o forse mai) guadagnato la fiducia dei propri cittadini ed è quindi incapace di creare tali legami a livello internazionale. Non a caso è l’unico Paese dei Balcani che, dalle parole del Ministro degli Esteri bosniaco Ana Trišić Babić, “non ha nulla… La soluzione è dare qualcosa ai politici. Magari lo status di candidato all’UE, con un approccio speciale alle negoziazioni. Altrimenti nulla cambierà e lo status quo diventerà pericoloso.” Vero, l’attuale situazione politica bosniaca desta non poche preoccupazioni, ma in questo caso non sarà lo status di Paese candidato a risolvere i problemi. Piuttosto sarebbe utile considerare le questioni sollevate a febbraio dai cittadini riuniti nei plenum e affrontare i problemi che gli accordi di Dayton hanno solo congelato, non risolto.

Nonostante le difficoltà specifiche della Bosnia, gli sforzi per una cooperazione sempre più stretta si notano anche dalla proliferazione di forum e iniziative che nella zona fioriscono e ormai sono circa 40 all’anno. Iniziative a cui man mano si aggiungono appuntamenti nuovi come la recente conferenza a Berlino. Se da una parte è un dato positivo, dall’altro rappresenta solo una perdita di energie. Come notato da Hoyt Yee del Dipartimento di Stato statunitense, spesso questi forum non hanno un obiettivo specifico, mentre le questioni da affrontare sono numerose, come l’annosa disputa fra Grecia e Macedonia (FYROM) sulla denominazione di quest’ultima.

Per creare un clima di fiducia sono necessarie occasioni di incontro, ma con uno scopo chiaro. In questo senso un esempio da imitare è l’incontro dei V4, altrimenti detto Gruppo di Visegrad, formato da Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Ungheria, che si propone di incoraggiare la coesione culturale e la cooperazione internazionale. Non è un gruppo chiuso, ma si inserisce nel quadro europeo con il solo scopo di unire gli sforzi per abbattere le barriere fra Paesi. In parole povere, si dà vita a delle relazioni di mutua fiducia. Proprio come sottolineato da Tibor Navracsics, Ministro degli Esteri ungherese, che intervenendo ha sottolineato come “forse l’Unione Europea dovrebbe imparare qualcosa dal V4: la fiducia”.

Photo © mindfulnes, 2009, www.flickr.com

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L' Autore - Sarah Camilla Rege

Responsabile Allargamento - Laureata in Relazioni Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Da sempre affascinata dai Balcani, dopo un periodo di tirocinio con AIESEC a Novi Sad (Serbia) ho ultimato la tesi di laurea magistrale riguardante il mondo delle Organizzazioni Non Governative e la società civile in Serbia. Nel 2012 ho frequentato la summer school "Integrating Europe through Human Rights" presso la Higher School of Economics di Mosca.

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