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Francia
© Eric Chan - Flickr

Francia in stato d’emergenza: cos’è il piano Alpha Rouge

13 novembre 2015, in una Parigi ancora non del tutto consapevole dell’entità degli attacchi terroristici avvenuti nel corso della serata, il presidente Hollande ha approvato con l’unanimità del Consiglio dei Ministri lo stato d’emergenza. L’approvazione è giunta in concomitanza con l’applicazione del Piano Alpha Rouge, ossia un livello d’allerta mai raggiunto in Francia prima d’ora e previsto sulla carta solo in caso di attentati multipli.

I precedenti

Il particolare presidio di sicurezza poggia sulla Loi n° 55-385 del 3 aprile 1955, promulgata in occasione della guerra di indipendenza dell’Algeria e applicato successivamente nel 1958 dopo il ritorno al potere del generale De Gaulle, nel 1961 a seguito del “putsch” dei generali ad Algeri, nel 1984-1985 in Nuova Caledonia e nel 2005 durante le rivolte nelle banlieues parigine. A seguito degli interventi di modifica del 1960, del 2009 e del 2011 la legge risulta attualmente composta da 15 dei 17 articoli originali.

Il verificarsi di eventi che per natura e gravità abbiano la portata di pubblica calamità comporta la possibilità, in capo al Consiglio dei Ministri, di dichiarare lo stato di emergenza in parte o nella totalità del territorio francese, inclusi comunità estere e dipartimenti d’oltremare. Questa dichiarazione comporta un’efficacia delle misure disposte per 12 giorni (nel caso in questione, perciò, fino al 26 novembre 2015), salva una proroga da approvarsi per via legislativa. L’eventuale protrarsi delle misure di sicurezza comporta comunque l’indicazione di un termine temporale preciso.

I provvedimenti d’emergenza in Francia

Sostanzialmente, il Décret n° 2015-1475 del 14 novembre 2015 dispone, limitandosi a richiamare la Loi del 1955, che l’intero territorio francese, Corsica inclusa, sia sottoposto allo stato d’emergenza, consentendo ai prefetti di vietare la circolazione di persone e veicoli in aree determinate, così come di identificarne alcune bisognose di speciale protezione. In questo senso, alcune zone possono divenire soggette a un controllo militare pervasivo, al fine di meglio coordinare le operazioni di ricerca di criminali e quelle di tutela della popolazione civile.

Inoltre, per le autorità diviene possibile proibire il soggiorno nel territorio francese a tutti coloro che si trovino a ostacolare l’attività delle pubbliche autorità. D’altra parte il Ministro dell’Interno, in forza del decreto, potrà in questi giorni imporre la residenza obbligatoria o gli arresti domiciliari alle persone che si rendano pericolose per la sicurezza e l’ordine pubblico (art. 6 della Loi). In ogni caso, affinché simili restrizioni della libertà non vengano a costituire un abuso dell’autorità, il Consiglio di Stato è tenuto a identificare un comitato incaricato ad hoc di vagliare le istanze di rimozione delle misure restrittive. Nondimeno, lo stesso Ministro può provvedere a imporre la chiusura di teatri, locali e luoghi pubblici di ritrovo, nonché la restituzione delle armi, anche se legalmente detenute.

Le misure nell’Île-de-France

Nell’Île-de-France, in particolare, istituti scolastici e università rimarranno chiusi almeno per i primi giorni, con gite, eventi e uscite rigorosamente annullati. Allo stesso modo i municipi del dipartimento di Parigi i municipi rimarranno chiusi, eccezion fatta per gli stati civili e le celebrazioni dei matrimoni in programma; medesimo discorso è valso per la giornata di sabato 14 per le principali attrazioni turistiche e i grandi magazzini. Nelle strade di Parigi sono state proibite tutte le manifestazioni e la misura è stata estesa anche ai dipartimenti degli Hauts-de-Seine, della Seine-Saint-Denis e della Val-de-Marne.

Unico presidio escluso appare per ora il controllo di stampa e radio, per il quale occorrerebbe un decreto ulteriore attualmente non emanato né previsto nell’agenda del Consiglio dei Ministri. Le forze dispiegate per dirigere le operazioni d’indagine e di pattugliamento ammontano a 7.000 militari in tutta la regione dell’Île-de-France (piano Sentinelle), più 6.800 agenti della Germanderie. A loro si vanno a sommare le forze dell’ordine impiegate sui 61 valichi di frontiera e nei 15 maggiori aeroporti. Uno scenario lugubre e spettrale dunque, del tutto coerente con quanto dichiarato a caldo dal Presidente Hollande, definendo gli attentati dei veri e propri “atti di guerra” contro i quali la Francia ha deciso di mostrarsi “spietata”, avviando a distanza di 48 ore una campagna di massicci bombardamenti su Raqqa, capitale del sedicente Califfato

L' Autore - Tullia Penna

Dottoranda in Bioetica (Visiting à Sciences Po Paris; Giurisprudenza UniTo; presso la stessa: Laura Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e Certificato di Alta Qualificazione della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi - SSST). Ex tutor e rappresentante degli studenti della SSST. Mi occupo di principalmente di questioni relative all’inizio e gravidanza surrogata. Appassionata di tematiche trasversali, mi interesso di diritti civili ed evoluzione delle istituzioni democratiche. Nel tempo libero sviluppo le mie abilità di fotografa e viaggiatrice.

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