mercoledì , 20 giugno 2018
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Homs, Siria © Freedom House - www.flickr.com, 2012

Iran in Siria: nuovi equilibri in Medio Oriente?

Dopo l’intervento di Francia e Russia, il già intricato scacchiere siriano si fa ancora più complicato per l’intervento di un nuovo attore, l’Iran.

L’Iran e la Siria

L’Iran, in realtà, non è per nulla un attore nuovo in Siria: già da anni sostiene il Paese fornendogli servizi di intelligence e di logistica, oltre che inviando i suoi migliori consulenti ed esperti militari, tra cui il generale Qassem Suleimani. Dal 2013 sono state almeno 130 le perdite iraniane in territorio siriano, una cifra contenuta grazie alla mobilitazione di milizie sciite che agiscono come una “legione straniera” per Teheran. Si ritiene che il supporto iraniano sia stato essenziale per la sopravvivenza del regime di Assad, per il quale negli ultimi anni sarebbe arrivato a investire 10 milioni di dollari. L’intervento russo, però, ha permesso all’Iran di partecipare più attivamente e schierare truppe di terra, affiancandole alle piccole milizie sciite iraqene e afghane e ai combattenti di hezbollah, i cui interessi coincidono con quelli di Teheran.

Gli interessi iraniani in Siria

L’Iran, capofila del movimento sciita, percepisce il conflitto siriano come una minaccia alla propria sicurezza nazionale e come una lotta per l’egemonia regionale, tradizionalmente contesa con le monarchie del Golfo, roccaforti della corrente sunnita. Secondo Michael Eisenstadt, del Washington Institute for Near East Policy, l’essersi eretto a patrono degli sciiti per la regione (il 20% della popolazione) ha significato per Teheran diventare una minaccia per il 75% di popolazione, composta da sunniti, e il mantenimento del regime ba’athista in Siria è diventato così di vitale importanza. Lo Stato Islamico, di orientamento sunnita, ha chiaramente dimostrato con le sue azioni (tra cui la profanazione del santuario sciita di Adra e delle spoglie di Hujr ibn Adi, figura chiave per gli sciiti), che non c’è spazio sul suo territorio per gli sciiti.

L’intervento

A partire dall’inizio di ottobre, almeno 1500 soldati iraniani avrebbero raggiunto la Siria, concentrandosi su Aleppo, Idlib e Latakia. Si tratta di un numero in crescita, che potrebbe raggiungere le 5/7 mila unità, anche per vendicare la morte del generale Hossein Hamedani, ucciso in circostanze poco chiare all’inizio di ottobre in Siria.

L’Iran supporta pienamente i raid russi contro i ribelli, che fungono da sostegno ai movimenti delle truppe di terra di Siria, Iran, Hezbollah e delle milizie sciite. Il Ministro degli esteri iraniano, Marziyeh Afkham, ha dichiarato che l’intervento russo è un avvenimento fondamentale nella lotta al terrorismo.  Damasco starebbe ora cercando di bonificare l’area centrale del Paese e di liberare Palmira. Secondo quanto riferito da Zaidun Zubi, capo dell’Unione siriana delle organizzazioni di soccorso umanitario, migliaia di civili siriani starebbero scappando da Aleppo in seguito ai raid russi e all’offensiva siriano-iraniana.

Le reazioni internazionali

Da Mosca, il Presidente  Vladimir Putin e il Ministro degli esteri Sergei Lavrov hanno più volte affermato che non si arriverà ad una soluzione stabile se l’Iran non sarà coinvolto nei negoziati, opinione condivisa da Federica Mogherini: l’Iran, soprattutto dopo la firma dell’accordo sul nucleare, ha un ruolo centrale nella regione, in quanto Paese stabile e strategico.

Una importante apertura si può considerare quella dell’Arabia Saudita, il cui Ministro degli esteri, Adel al Jubeli, ha dichiarato al canale al Arabiya che Assad potrebbe essere tollerato come guida della Siria per un primo breve periodo di transizione. Intanto Israele ha accusato l’Iran di approfittare dell’intervento in Siria per sostenere anche Hezbollah attraverso la fornitura di armi sofisticate, e ha affermato che non tollererà questo tipo di azioni.

L' Autore - Anna Baretta

Laureata in Scienze Strategiche e Politico-Organizzative, sono interessata all'ambito della difesa e sicurezza - in particolare alla gestione del rischio CBRN.

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