lunedì , 24 settembre 2018
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Mistral
Una nave Mistral © Rama - Wikimedia Commons

Mistral: la Francia in cerca di nuovi acquirenti

La Vladivostok e la Sevastopol non andranno alla Russia. La lunga diatriba in merito all’acquisto delle due portaelicotteri di produzione francese (il gruppo DCNS è il prime contractor) giunge così a una conclusione. Hollande, che sin dallo scoppio delle ostilità in Ucraina ha cercato di districarsi tra i termini contrattuali e le forti pressioni degli alleati NATO, è riuscito a strappare un accordo che gli ha permesso, almeno in parte, di salvare la faccia: il governo francese non pagherà 1,5 miliardi di euro come prospettato in caso di risoulzione del caso tramite arbitraggio internazionale, ma dovrà versare “solo” gli 893 milioni di euro originariamente trasferiti da Mosca a Parigi come prima tranche del pagamento per i due vascelli, con un risparmio di tempo e denaro tutto sommato non indifferente.

Dall’altro lato del tavolo le reazioni sono state piuttosto neutre: già negli scorsi mesi funzionari e politici moscoviti si erano msotrati abbastanza accomodanti in merito al ritardo nella consegna della Vladivostok che, a lavori ultimati, era rimasta ormeggiata nel porto di Saint-Nazaire. Del resto, il governo russo si era già espresso in merito, sostenendo che in caso di cancellazione, Mosca era pronta a sviluppare in casa propria i vascelli necessari a soddisfare le esigenze operative del Cremlino.

Le critiche interne

La decisione di Hollande non è però rimasta immune da critiche, soprattutto interne. Il versamento diretto a Mosca ha già suscitato timori tra i vari dicasteri parigini ed in particolare in quello della Difesa, che teme una ricaduta dei costi esclusivamente sul proprio budget. A ciò si aggiunge il fatto che attualmente le due Mistral restano senza un compratore ufficiale e la Marine Nationale non ha intenzione di devolvere parte del proprio budget per affiancarle alle tre LHD già in servizio. La sospensione dell’accordo aveva inoltre diviso la società civile, polarizzata tra coloro che erano contrari alla vendita di armi e il fronte di coloro che temevano da un lato la perdita di credibilità della Francia come esporatore di armamenti, dall’altro le ripercussioni sull’indotto industriale legato ai cantieri STX di Saint Nazaire.

I potenziali acquirenti delle Mistral

Il Ministro della Difesa francese Le Drian si è però mostrato ottimista in merito al futuro dei vascelli, sostenendo che diversi Stati hanno già manifestato il proprio interesse, in particolare Egitto, Emirati Arabi, Indonesia, India. La Marina indonesiana, al di là di quattro Landing Platform Dock, dispone di vascelli piuttosto datati, motivo per cui due nuove navi d’assalto anfibio potrebbero fare comodo. La Marina Indiana sta invece attraversando un processo di modernizzazione a tutto tondo, nel cui schema due LHD potrebbero trovare spazio.

La Francia deve però fare i conti con la Russia, che grazie alla clausola di riesportazione può avere voce in capitolo in merito alla vendita e ad oggi si è mostrata favorevole alla vendita agli EAU e all’Egitto. Tuttavia, se la cancellazione dell’accordo ha avuto una motivazione genuinamente politica, ora Hollande non può commettere altri passi falsi e dovrà includere considerazioni di natura politica (e non solo commerciale) nella vendita delle Mistral.

Si può ragionevolmente ipotizzare che Egitto ed Emirati Arabi potebbero utilizzare le LHD per condurre operazioni in Yemen o in Libia, una variabile che deve essere presa in seria considerazione: al-Sisi ha già avviato azioni militari in Libia e un intervento diretto potrebbe destabilizzare un Paese che sta incontrando molte difficoltà lungo il processo di riunificazione nazionale. Al tempo stesso, sia Egitto che Emirati Arabi Uniti hanno preso parte ai raid contro le forze Houthi in Yemen, nel contesto delle operazioni militari della coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita. L’Egitto gode già dell’appoggio russo per un eventuale acquisto: Mosca ha offerto un aiuto finanziario diretto in cambio dell’acquisto di elicotteri russi Kamov Ka-52. La Francia ha di recente rinsaldato i rapporti commerciali con l’Egitto nel settore degli armamenti grazie alla vendita di 24 Rafale, una fregata ed altri armamenti pesanti per un ammontare superiore ai 5 miliardi di euro.

Al di là dell’aspetto puramente umanitario, Hollande dovrà anche fare i conti con la perdita di popolarità, già duramente colpita dalla gestione del contratto con la Russia, che un nuovo accordo potrebbe generare sia a livello interno che in ambito internazionale.

L' Autore - Enrico Iacovizzi

Responsabile Difesa europea e NATO - Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso la Facoltà Roberto Ruffilli di Forlì con una tesi sull’evoluzione delle relazioni esterne dell’UE e sul suo ruolo come potenza civile globale, vivo e lavoro a Bruxelles. Appassionato di politica internazionale ed in particolare dell'evoluzione politica ed istituzionale della difesa comune europea.

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