martedì , 20 novembre 2018
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Photo © The US Army, 2014, www.flickr.com

Siria e brividi da guerra fredda: carri a confronto

In Siria gli scontri sono all’ordine del giorno: si scontrano ideologie, culture, fazioni, civili, militari, milizie, soldati, terroristi. A questi scontri sembra potersi aggiungere a breve uno scontro tra tecnologie militari, in una rivisitazione dell’indiretto scontro “ideologico – tecnologico” tra superpotenze tipico della Guerra Fredda.

Fantasie di nostalgici?

L’inizio di questo confronto sembra risalire alla conquista di parte del territorio iracheno da parte dell’IS, che riuscì ad impossessarsi, o meglio ricevette in “regalo” dall’esercito iracheno, di ben 2300 Humvee e 140 carri armati M1 Abrams e altre centinaia di veicoli. M1, un mezzo corrazzato pesante finora incontrastato sotto tutti i punti di vista. Alla presenza di M1 nella regione sembra essersi aggiunta di recente quella dei T-90 russi, risposta russa all’M1 americano. La Russia sembra infatti aver schierato in Siria sei carri armati di terza generazione T-90 oltre a 15 pezzi di artiglieria pesante semovente, trentacinque veicoli da combattimento BTR-82A, sistemi missilistici SA-22 e tra i 1000/1500 uomini, tra soldati e tecnici.

L’ipotesi di una possibile rivisitazione dello scontro tra M1 e T-90 sembra aver acceso le fantasie di alcuni nostalgici. In realtà l’eventualità di uno scontro diretto tra mezzi pesanti è remota. Gli Abrams sono stati catturati in Iraq, aldilà del territorio di interesse per la Russia, ed il Califfato non possiede asset logistici per la loro movimentazione e piloti esperti (anche se si trattasse di veterani di Saddam). Formazione degli equipaggi, tattiche, manutenzione e ricambi, nella “migliore” delle ipotesi sarebbero fermi alla prima guerra del Golfo. Formazione degli equipaggi, tattiche, manutenzione e ricambi, nella “migliore” delle ipotesi sarebbero fermi alla prima guerra del Golfo. Inoltre gli M1A1 venduti all’epoca all’Iraq, presentano alcune differenze rispetto agli Abrams dell’US Army.

Non sono dotati infatti delle corazze reattive che garantiscono la protezione contro missili anti-carro. Inoltre, per poterne sfruttare le potenzialità l’Isis, forza di combattimento non convenzionale, dovrebbe adeguarsi alle esigenze logistiche degli Abrams, prima fra tutte la costante necessità di carburante per alimentare il sistema propulsivo da 1500 cavalli che consuma 450 litri ogni 100 km (in media altri carri consumano 200-300 litri per 100 km). In gergo il suo motore è soprannominato “gas guzzler”, tracannatore di benzina.

I T-90 made in Russia

Il T-90 russo è invece un carro operativo dal 1995 (l’M1 del 1981). Per ora, l’unico utilizzo del T-90 si è avuto durante la crisi in Dagestan del 1999. In tale occasione il T-90 si dimostrò invulnerabile rispetto ai colpi degli RPG. Questo grazie alla corazza reattiva Kontakt-5 sulla parte frontale dello scafo, della torretta e, opzionalmente, anche sulla parte iniziale delle gonne.

L’armamento principale è un cannone a canna liscia da 125 mm 2A46M-2 stabilizzato su due assi con il sistema 2E42-4 e lungo 48 calibri, cioè 6000 mm. È capace di sparare munizioni FSAPDS, HE-FRAG, HEAT-FS e missili controcarro 9K119M Refleks. La dotazione di munizioni è di 42 colpi, 22 situati nel sistema di caricamento automatico più altri 20 in riserva e sei missili. I missili sono a guida laser e con una testata HEAT in tandem, in modo da poter superare anche protezioni reattive. Il T-90 ha, oltre alla normale corazza, anche una protezione contro agenti nucleari, biologici e chimici (NBC). Il motore è di 840 cavalli.

Gli M1 made in USA

Dati impressionanti, ma non confrontabili a quelli dell’Abrams, dotato di corazze in acciaio, ceramica e kevlar e di un armamento più potente: un cannone a canna liscia M256A1 da 120 mm. Il munizionamento principale è costituito dai proiettili APFSDS M829A2, sviluppati per combattere i T-55 e i T-54 sovietici, che possono penetrare 670 mm d’acciaio inclinato di 60° a 2000 m, e i proiettili M830 a carica cava.

Di recente è stato sviluppato anche il proiettile M1028 antiuomo, che una volta sparato rilascia le sue 1098 sfere d’acciaio con un raggio letale di 600 m. L’Abrams è dotato di tre mitragliatrici: una mitragliatrice Browning M250, una M240 da 7,62 mm e una M240 coassiale. Sulla torretta anche due coppie di lanciagranate fumogene, in grado di creare una cortina impenetrabile sia alle ottiche convenzionali che a quelle termiche. Un altro generatore di fumo è montato vicino al motore e può essere azionato dal guidatore.

In un ipotetico scontro a far la differenza tuttavia, più che i dettagli tecnici favorevoli all’Abrams, sarebbe la componente umana. Da una parte l’inesperienza dei miliziani del Califfato, dotati di mezzi migliori ma probabilmente non in grado di sfruttarne appieno le caratteristiche. Dall’altra i T-90 russi, pilotati da soldati più addestrati e disciplinati. Nella speranza che rimanga solo una fantasia dei nostalgici, la bilancia di un ipotetico scontro sembrerebbe orientarsi pesantemente in un senso.

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L' Autore - Riccardo Molinari

Laureato in Scienze Strategiche presso la Scuola di Applicazione e Istituto di Studi militari di Torino, sono particolarmente interessato al campo delle scienze della difesa e della sicurezza. Attualmente mi sto laureando in scienze internazionali con profilo medio oriente e cina senza mai perdere di vista l'Europa. Infatti sto elaborando la tesi magistrale sulla PSDC.

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5 comments

  1. il T90 sarebbe la risposta all’abrams???? non diciamo fregancce! E il T14 sarebbe la risosta a che?

    • Riccardo Molinari

      Maleducatissimo Mauro,

      Ti inviterei in prima battuta a rileggere l’articolo più attentamente. I due carri infatti sono stati per lungo tempo in contrapposizione; caso che viene a verificarsi nei territori descritti in seguito alla nascita del Califfato che si è impossessato dei carri già esistenti, perché comprati o venduti, da terzi a Stati come l’Iraq. Quindi il T-14 armata entrato in servizio il 9 maggio 2015 non è considerabile.

      Saluti

  2. Potrebbe essere che non sia il calibro,ma la potenza di un tipo di munizione(piu’ potente) sebbene di minore calibro:….potrebbe,!?

  3. un cannone a canna liscia M256A1 da 120 mm: un armamento più potente del cannone a canna liscia da 125 mm 2A46M-2
    Come fa un cannone da 120 mm essere più potente di una da 125 mm?

    • Riccardo Molinari

      Gentile Pierpaolo,
      Posso capire l’equivoco rileggendo; per ciò ti chiarisco che quando parlo di “armamento” non mi riferisco ad un confronto tra uno degli armamenti che costituiscono la potenza di fuoco di un mezzo, se pur il cannone sia da ritenere l’arma principale, ma per armamento intendo l’insieme delle “armi” che costituiscono la capacità di fuoco complessiva del mezzo.
      Cordialità

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