mercoledì , 12 dicembre 2018
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In foto, un banco di tonni © ThaAnimalDay.org - www.flickr.com, 2011

Agrifish: accordo politico in Consiglio, nuove quote per la pesca

Si è tenuto lunedì scorso a Lussemburgo il Consiglio Agrifish: durante un’unica giornata sono state discusse tanto le questioni riguardanti l’agricoltura, quanto quelle riguardanti la pesca. A guidare i lavori come da protocollo il Ministro italiano Maurizio Martina.

Per quanto concerne l’agricoltura, il risultato concreto raggiunto è stata l’approvazione del Regolamento europeo relativo alle azioni di informazione e di promozione dei prodotti agricoli realizzate nel mercato interno e nei Paesi terzi. Per questo obiettivo, l’UE prevede di passare da una spesa di 61,5 milioni di euro affrontata nel 2013 ad una di 200 milioni di euro nel 2020, per finanziare dal 70% all’85% i diversi programmi di promozione. Un aumento di budget che sicuramente spiega il voto contrario di Regno Unito, Svezia e Paesi Bassi.

Sempre all’interno della sessione agricoltura sono state affrontate la questione della febbre suina africana (ASF), il contributo che il settore agricolo può dare alla strategia Europa 2020 (che nel suo complesso può essere considerata quasi fallimentare per certi aspetti) e il negoziato per la riforma del consiglio oleicolo internazionale.

All’ordine del giorno, ovviamente, la questione dell’embargo russo, anche se non è stata adottata nessuna nuova decisione. In particolare, grazie alla richiesta della Polonia di aggiungere la questione tra i punti in discussione, il dibattito si è poi concentrato sul settore lattiero-caseario, dove il regime di aiuti per lo stoccaggio dei formaggi è stato sospeso. Una situazione per la quale il Presidente di Copa, Albert Jan Maat, ha espresso delusione: “questo tipo di aiuto dovrebbe ancora essere disponibile per i Paesi maggiormente colpiti dall’embargo”. All’orizzonte, infatti, vi è anche il rischio di un abbassamento dei prezzi del latte al di sotto dei costi di produzione.

Inoltre, e viene da dire finalmente, i Ministri hanno dibattuto degli effetti dell’embargo russo anche sulla pesca: varie sono state le soluzioni proposte (dagli aiuti di Stato ad un trasferimento pari al 25% delle quote di pesca per il 2015), ma ancora nessuna misura concreta sul tavolo.

Riguardo alla pesca, i risultati concreti, invece, sono arrivati con il raggiungimento di un accordo politico sul Regolamento in materia di totali ammissibili di catture (TAC) e quote per il Mar Baltico, primo accordo dopo l’entrata in vigore, il 1 gennaio di quest’anno, della nuova Politica Comune della Pesca (PCP). Tra i cambiamenti rispetto al 2014, si può notare un aumento dei TAC delle aringhe e una diminuzione invece di quelli del salmone e del merluzzo.

Vi è stato, inoltre, uno scambio di vedute sulla riunione dell’International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas (ICCAT, Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tonni nell’Atlantico), che si terrà a Genova dal 10 al 17 novembre. Stabilita nel 1969 e composta da 42 Paesi, l’ICCAT è responsabile della tutela del tonno tanto nell’Oceano Atlantico, quanto nei mari vicini, incluso il Mar Mediterraneo. Per quanto riguarda l’Italia, una delle questioni più pressanti è l’accordo sulle quote di tonno rosso, che Roma vorrebbe venissero innalzate. Il Ministro Martina, ieri, si è detto fiducioso, a causa della presenza di dati scientifici apparentemente favorevoli ad un aumento delle quote. Non tutti gli Stati membri, tuttavia, sono di questo parere e preferirebbero mantenere un approccio cauto.

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L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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