mercoledì , 12 dicembre 2018
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Il Commissario Damanaki: “Blue Growth, un treno che l’Italia non può perdere”.

Un paese come l’Italia, con ben 9000 chilometri di coste, letteralmente immerso nel Mediterraneo, non può non avere una politica mirata allo sfruttamento eco-sostenibile delle proprie “risorse blue”. E’ stato questo l’appello fatto dal Commissario Europeo per la Pesca e gli Affari Marittimi, Maria Damanaki, intervenuta il 5 dicembre a Roma alla conferenza “Strategia europea per la Blue Growth – condizioni per la Blue Economy nel Mediterraneo”, cui hanno preso parte i Ministri italiani all’Ambiente, Andrea Orlando, e all’Agricoltura, Nunzia De Girolamo.

Quella del 5 dicembre non è stata solo un’occasione per fare un focus sulla pesca, settore che in Italia, negli ultimi anni, è in forte sofferenza a causa dell’eccessivo sfruttamento dei mari. Al contrario, il Commissario ha richiamato continuamente l’attenzione sui fondi messi a disposizione dall’Ue per la cosiddetta “Blue Growth” e sulle possibilità latenti offerte dalle risorse marine, che Bruxelles intende a tutti i costi sfruttare al meglio. “Se utilizzati in modo sostenibile, i nostri mari ed oceani hanno un grande potenziale per stimolare l’innovazione e contribuire alla crescita in tutta Europa”, ha ricordato infatti il Commissario, “le nostre stime considerano la possibilità di creare quasi un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro entro il 2020”.

I posti di lavoro e le possibilità di crescita, tuttavia, sono collegati al perseguimento di un’”economia blue” che esuli dalla pesca tradizionale e passi per il turismo e lo sviluppo di nuove forme di produzione di energia sostenibile, come le piattaforme marine del vento. Non bisogna dimenticare, infatti, che nel 2011 si è concluso il progetto europeo ORECCA (Off-shore Renewable Energy Conversion platforms – Coordination Action), che mirava proprio a sviluppare tecnologie per la produzione di energie rinnovabili off-shore, che entro il 2050 potrebbero arrivare a coprire quasi tutto il fabbisogno energetico del vecchio continente.

In quest’ottica dunque l’Italia dovrebbe darsi maggiormente da fare ed utilizzare, in particolare, le tante risorse economiche messe a disposizione da Bruxelles: “stiamo lavorando in questi mesi con gli Stati membri, per assicurarci che nella loro programmazione vengano inclusi gli investimenti blue”, ha ricordato infatti il commissario Damanaki che poi, rivolgendosi direttamente ai Ministri Orlando e De Girolamo, ha aggiunto, “è necessario che l’Italia prenda questo treno”.

Il Commissario ha poi sottolineato diversi punti, tra cui l’opportunità per l’Italia di sviluppare maggiormente il turismo crocieristico: “il settore è in espansione nonostante le primavere arabe e il naufragio della Costa Concordia” ha spiegato durante la conferenza, “un terzo dei passeggeri di crociere inizia il suo viaggio in un porto italiano come Genova, Venezia, Civitavecchia o Savona. Questo è il momento giusto per l’Italia, dunque, di usare i fondi europei per fare un salto di qualità: anticipare la domanda dei consumatori, migliorare i collegamenti e i servizi, e offrire delle soluzioni valide in tutti i mesi dell’anno”.

Ha poi aggiunto, per concludere, che l’obiettivo non deve essere semplicemente quello di attirare più persone sulle coste o sulle spiagge italiane, ma di creare opportunità e di migliorare, in Italia, le condizioni per le persone e per l’imprenditoria. Questo significherebbe garantire lavori stabili, attrattivi e qualificati per parte dei tre milioni di giovani italiani tuttora senza impiego.

Il turismo, tuttavia, non è stato il solo settore su cui Damanaki ha voluto pungolare i Ministri italiani. Al centro del suo discorso, infatti, è stata anche la ricerca marina, settore in cui, per stessa ammissione della rappresentante della Commissione Europea, i nostri studiosi sono all’avanguardia nonostante la cronica mancanza di fondi e di investimenti: “l’Italia è già ai primi posti per ciò che riguarda le strumentazioni tecnologiche per l’osservazione degli oceani e l’esplorazione”, ha dichiarato, “vi incoraggio dunque ad usare le nuove risorse con cui contribuire a una crescita intelligente, sostenibile e di lunga durata”.

Un messaggio univoco dunque per i rappresentanti del governo italiano, ben differente da quello di austerity che i politici del Bel Paese perennemente accomunano all’Unione Europea. Peccato, però, che proprio durante questo incontro con il Commissario Europeo entrambi i Ministri italiani presenti, Orlando e De Girolamo, non abbiano parlato quasi per nulla.

Nell’immagine il Commissario Europeo Maria Damanaki stringe la mano al Ministro italiano per l’Agricoltura, Nunzia De Girolamo (photo: European Commission, Multimedia)

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L' Autore - Sara Monetta

Laureata in Scienze Politiche, curriculum Studi sull'Asia e sull'Africa. Studiosa, nel suo piccolo, di politica internazionale, Unione Europea e Medio Oriente. è giornalista pubblicista e collabora con Radio Base e con il quotidiano Le Cronache del Salernitano. Il suo motto è "Insisti che si può fare"

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