mercoledì , 12 dicembre 2018
18comix
Photo © Jeanne Menj - www.flickr.com, 2001

OGM: gli Stati potranno vietare le coltivazioni permesse dall’UE

Martedì il Parlamento Europeo ha approvato la riforma della direttiva che sancisce il diritto degli Stati membri di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM) sul proprio territorio nazionale, anche qualora la varietà OGM sia autorizzata a livello europeo. Il voto della plenaria non segna certo la fine del dibattito, sui pro e contro degli OGM (che in sede europea prosegue almeno dal 2010), ma ne costituisce una tappa importante.

La Direttiva divide la procedura di approvazione degli OGM in due fasi: la prima, a livello europeo, dove la varietà OGM deve ricevere un nulla osta da parte dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare). La seconda a livello nazionale, dove i singoli Stati membri possono esprimersi sulla possibilità o meno che la varietà OGM possa essere coltivata sul proprio territorio ed eventualmente rifiutare la coltivazione per ragioni legate alla salute pubblica, alla difesa del suolo, all’impatto socio-economico e alla difficoltà di garantire la coesistenza.

Il voto dell’europarlamento è stato accolto positivamente dalla Commissione Europea, rappresentata dal Commissario per la Salute e la Sicurezza Alimentare, il lituano Vytenis Andriukaitis, secondo cui la direttiva rappresenta un giusto compromesso tra le diverse posizioni emerse. Stesso entusiasmo anche da parte del ministro italiano Maurizio Martina, che ha salutato il voto come una vittoria del Semestre di Presidenza italiana e dell’agricoltura italiana: «è una scelta che risponde alle attese degli agricoltori, dei territori e di tutti gli italiani che hanno a cuore la qualità, la tipicità dei nostri prodotti alimentari e le caratteristiche distintive del nostro modello agricolo. Bene quindi che ora sia data libertà di scelta ai singoli Paesi dell’UE».

Nonostante il voto favorevole da parte di una larga maggioranza (480 voti), anche all’interno del Parlamento Europeo, come era immaginabile, si sono manifestate visioni contrarie. I Verdi, ad esempio, hanno dichiarato per voce dell’onorevole belga Staes che si tratta di un “cavallo di Troia”, poiché sotto l’affascinante principio dell’opt-out si nasconderebbero la ri-nazionalizzazione, l’antieuropeismo e la mancanza di trasparenza e democraticità. I Verdi infatti lamentano che l’UE stia venendo meno al suo dovere di garante dell’ambiente e dell’agricoltura europea: quello su cui dovrebbe realmente agire riguarderebbe le modalità di approvazione da parte dell’EFSA e non la libera scelta degli Stati membri, con governi che sarebbero alla mercé delle multinazionali.

Lo status quo era certamente inaccettabile, ma questo compromesso potrà davvero risolvere la situazione? Il rischio evidente è che per l’entusiasmo o la delusione circa la scelta delle istituzioni UE si perda di vista il contesto generale. Non c’è ancora chiarezza sulla sicurezza degli OGM, si è screditata l’opinione dell’EFSA e si è dimenticato che al divieto di coltivazione non corrisponde assolutamente il divieto di trasporto o commercializzazione.

Print Friendly, PDF & Email

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

Check Also

olio di palma

“Senza olio di palma”: genesi e sviluppo di un problema sociale

A partire dagli anni ’50 i mercati hanno assistito a una crescita esponenziale dell’olio di …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *