martedì , 11 dicembre 2018
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Politica Agricola Comune, c’è l’accordo per il rinnovamento

Mercoledì è stato raggiunto un accordo politico sulla riforma della Politica Agricola Comune (PAC) tra Commissione, Consiglio e Parlamento Europeo.

L’annuncio è arrivato nel tardo pomeriggio, dopo due giornate di Consiglio agricoltura interamente dedicato alla PAC e intervallato da triloghi con Commissione e Parlamento Europeo (eccezionalmente in trasferta a Lussemburgo per accelerare i lavori) ed una commissione agricoltura del PE straordinaria. Una settimana intensa che ben rispecchia la fatica che ha segnato l’intero processo di riforma della politica più antica dell’Unione Europea.

Ieri in conferenza stampa Dacian Cioloş, commissario per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato che la PAC 2014-2020, così come approvata, rappresenta un cambiamento di paradigma nella gestione del settore agricolo da parte dell’Unione Europea rispetto agli anni precedenti, rispondendo a quelle aspettative di rinnovamento della PAC volute da più parti. Sostenibilità ambientale, efficienza, ricambio generazionale, maggiore trasparenza e visione di lungo termine erano gli obiettivi guida ed effettivamente questa è stata la direzione presa.

Alcuni punti chiave della riforma sono:

– principio della convergenza: entro il 2019 ogni Stato membro dovrà ricevere almeno il 75% della media UE e il sostegno basato sui pagamenti storici dovrà essere progressivamente sostituito con quello fondato sugli ettari.

– definizione di agricoltori attivi: ogni Stato membro è chiamato a creare una lista di enti (aeroporti, campi da gioco, ecc) che non potranno usufruire dei pagamenti diretti a meno che non dimostrino che gli ettari di terreno a loro disposizione vengano effettivamente coltivati.

– attenzione ai giovani agricoltori: ai giovani (persone con meno di 40 anni) che decidono di avviare un’azienda agricola verrà dato un aiuto supplementare del 25% per i primi cinque anni di attività.

greening: sostegni agli agricoltori che adotteranno misure a favore dell’ambiente (pascoli permanenti, diversificazione delle coltivazioni, mantenimento di un’area ecologica per almeno il 5% della superficie). In linea con questa attenzione con la sostenibilità ambientale, almeno il 30% del budget destinato allo sviluppo rurale dovrà essere destinato a misure eco-friendly.

gestione della crisi: la Commissione, in caso di crisi, potrà dare avvio a misure straordinarie per la gestione dei prodotti sul mercato; ogni anno, inoltre, verranno allocati 400 milioni di € al fondo crisi.

– attenzione al mercato e ai consumatori: nel 2015 avranno fine le quote latte, nel 2017 quelle per lo zucchero, nel 2016 entreranno in vigore nuove regole per l’impianto di vitigni. Continueranno, invece, i programmi School Fruit Scheme e School Milk Scheme.

semplificazione: vi sarà un maggior coordinamento dei fondi europei con i fondi per lo sviluppo rurale e una riduzione della burocrazia per gli aiuti destinati ai piccoli agricoltori.

Sono rimasti tuttavia ancora al di fuori dell’accordo i punti della politica dipendenti dal quadro finanziario pluriennale, ovvero capping, convergenza esterna e flessibilità di spostamento delle risorse da un pilastro all’altro. Paolo De Castro, Presidente della commissione agricoltura, non ha nascosto che il Parlamento Europeo avrebbe preferito parlarne, trattandosi di temi in cui vale la regola della codecisione, tuttavia ha confermato la soddisfazione per quanto è stato approvato. I successi dei triloghi sulla PAC sono così rimasti sospesi almeno sino all’accordo raggiunto ieri tra Parlamento e Consiglio sul bilancio settennale, malgrado Simon Coveney, rappresentante della Presidenza irlandese, avesse ampiamente sostenuto di non ritenere la PAC “ostaggio del QFP”

Indubbiamente l’accordo è un buon segnale se si pensa alle premesse: 27 Stati membri con altrettante differenti politiche agricole nazionali e un Parlamento Europeo per la prima volta chiamato alla codecisione su un tema così caldo come la politica agricola comune.

In foto, Dacian Ciolos e Simon Coveney in conferenza stampa dopo il Consiglio Agrifish (© Council of the European Union)

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L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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