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Photo © Flavio~, 2011, www.flickr.com

Tunisia: più olio verso l’Europa. No di Coldiretti

Il 17 settembre la Commissione europea ha presentato una proposta legislativa per l’aumento della quota di olio di oliva esportabile dalla Tunisia verso l’Unione Europea senza imposizione di dazi unilaterali. Una misura voluta per venire incontro alla Tunisia in questo momento di crisi economica e politica.

A seguito del tragico attacco terroristico a Sousse il Paese, oltre a dover affrontare la minaccia terroristica, deve fare fronte ad una diminuzione del turismo, fetta importante del suo PIL. Seguendo gli auspici del Consiglio Affari Esteri del 20 luglio, che aveva manifestato l’intenzione di aiutare concretamente il Paese nordafricano, la Commissione ha proposto di elevare la quota d’olio esportabile.

La proposta

Il testo propone di mettere a disposizione della Tunisia, dal 1′ gennaio 2016 al 31 dicembre 2017, un contingente tariffario senza dazio unilaterale di 35 000 tonnellate di olio di oliva in aggiunta alle attuali 56 700 tonnellate previste dall’Accordo di Associazione UE-Tunisia. La misura si rivolge all’olio di oliva, prodotto importante per l’economia tunisina, in quanto occupa un quinto della manodopera agricola. La Commissione ritiene quindi che con quest’azione si possa generare un beneficio diretto ed immediato per la popolazione tunisina stessa.

Le reazioni

I Commissari Mogherini, Hogan e Malmstrom hanno commentato la proposta con parole di soddisfazione, vedendo in essa un’azione realmente concreta di sostegno ad un Paese amico. Lo stesso non si può dire per le rappresentanze agricole del sud Europa le quali ritengono che la misura andrà a penalizzare il proprio settore agricolo, già al centro di una non indifferente crisi. Tra gli italiani, gli europarlamentari Paolo Di Castro, coordinatore del gruppo S&D per l’agricoltura al Parlamento Europeo, e Giovanni La Via, presidente della commissione ambiente all’Europarlamento, hanno già dichiarato battaglia.

Ancor prima della misura annunciata dalla Commissione, ad esempio, Coldiretti denunciava che le importazioni in Italia di olio tunisino erano aumentate del 681% nel primo trimestre del 2015. L’Italia resta, infatti, non solo un produttore indiscusso di olio di oliva ma anche un grande importatore: molti marchi, infatti, importano olio in Italia per poi approfittare della dicitura Made in Italy. Sebbene sia obbligatorio indicare nelle etichette se l’olio deriva da una miscela di oli di differente provenienza, tale dicitura viene riportata con caratteri troppo piccoli per consentire al consumatore di differenziare.

La preoccupazione tra le aziende italiane si aggiunge a quelle derivanti dalla comparsa della Xyella fastidiosa, contro la quale si combatte una battaglia a cui non si è ancora messa la parola fine. Ancora una prova difficile, dunque, per la solidarietà europea ed in particolare italiana.

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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