mercoledì , 19 dicembre 2018
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Olivi secolari nelle campagne di Ostuni © Paolo Margari - Flickr

Xylella, rischio contagio dalla Puglia. Francia lancia allarme

L’albero d’ulivo, patrimonio storico-culturale italiano è in pericolo a causa del batterio Xylella Fastidiosa. Nonostante per ora rimanga un problema confinato al Sud Italia, ha destato la preoccupazione di altri Paesi europei con clima e vegetazione simili.

Corsica a rischio, Francia frena l’import

Recentemente la Francia ha fermato le importazioni dall’Italia di piante ritenute a rischio di infezione. Dietro questa decisione, una forte azione di lobby da parte della comunità agricola corsa, preoccupata per possibili allargamenti del morbo che soffoca e decima le piante. La piccola isola infatti si trova nelle perfette condizioni per ospitare questo batterio. I numerosi ettari di oliveti corsi rappresentano un vero paradiso per la Xylella e il Ministro francese dell’agricoltura ha affermato che, se il batterio dovesse arrivare in Corsica, si andrebbe incontro a una perdita molto costosa per il paesaggio tipico, importante ingranaggio economico.

La decisione di bloccare l’importazione di specie vegetali a rischio è stata accolta con sollievo in particolare dal sindacato degli agricoltori corsi, ente che rappresenta circa 200 produttori d’olio d’oliva particolarmente sensibili alla questione. La portavoce dello stesso sindacato ha però sottolineato una piccola incongruenza:  la Francia  non ha ancora preso una decisione di questo tipo verso i Paesi terzi in cui è apparso precedentemente il batterio. Lo Xylella Fastidiosa, infatti, non è apparso per la prima volta in Italia, ma è stato a sua volta importato dal Costa Rica e, in Centro e Sud America, causa tuttora grandi danni alle coltivazioni di caffè e negli agrumeti.

Gli allarmi di Grecia, Francia e Spagna, Commissione attendista

Interessante notare come la questione sollevata da un piccolo batterio riproponga la discussione a livellio internazionale. Lo scontro di prospettiva è chiaro: da una parte c’è una lettura cauta della situazione da parte delle autorità italiane, che presentano studi scientifici mostranti l’incertezza nella definizione delle cause; dall’altra parte si ha l’Unione Europea, che, sotto le spinte degli interessi nazionali greci, spagnoli e francesi, vuole mettere in pratica un intervento più radicale e efficace.

Finché rimane un dubbio scientifico su quale sia il vettore di proliferazione del virus, le istituzioni esitano nel proporre una risposta definitiva al problema. Per ora, la Commissione ha pubblicato uno studio in cui mostra come sia necessario creare una zona cuscinetto per isolare le aree infestate in Puglia, che con i suoi 380.000 ettari di oliveti copre il 32 % della produzione nazionale.

Gli scienziati europei dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare hanno mostrato che c’è la reale possibilità di un allargamento del contagio verso il limone e la vite. Per ora si continua a agire con cautela, monitorando la situazione ed eliminando gli esemplari infetti, ma un intervento radicale è sempre più necessario tanto più si avvicina l’estate, periodo di massima espansione del virus.

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L' Autore - Manuele Franci

Dopo la triennale di Relazioni Internazionali all'Università di Bologna, ho continuato gli studi a Strasburgo. La passione per il giornalismo e le tematiche europee mi hanno aperto le porte per una borsa Schuman nella DG COMM del Parlamento Europeo. Ho il pallino per la Francia e le politiche UE.

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One comment

  1. Colette Moreau

    On reviendra à la vinaigrette!!!!!

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