martedì , 18 dicembre 2018
18comix

AEA, Agenzia Europea per l’Ambiente: i “Segnali”

Il dicembre del 1952 è tristemente noto per la catastrofe ambientale avvenuta a Londra, denominata “ la grande nebbia”. La città venne avvolta da una coltre di smog maleodorante, derivante dall’innalzamento del livello di inquinamento. Quel disastro costò la vita a quasi 1.200 persone e provocò più di 10.000 feriti. Un ricordo necessario per affrontare il tema dell’inquinamento dell’aria che, nonostante i progressi compiuti, rappresenta un costante pericolo per l’ambiente e per i cittadini. Ridurre il livello di inquinamento e migliorare la qualità dell’aria sono alcuni degli obiettivi che l’UE vuole raggiungere entro il 2020, utilizzando degli strumenti legislativi che incentivino il rispetto delle norme ambientali già in vigore. Fin dagli anni ’70 infatti, l’UE ha “legiferato” in materia, dimostrando particolare attenzione per la tutela ambientale ed atmosferica.

La base giuridica per la tutela ambientale promossa dall’UE si trova negli articoli 190 e ss. del trattato dell’UE, che prevede che le politiche dell’Unione Europea in materia ambientale “contribuiscano a perseguire i seguenti obiettivi: salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente, protezione della salute umana, utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, promozione sul piano internazionale di misure destinate a risolvere i problemi dell’ambiente a livello regionale o mondiale e, in particolare, a combattere i cambiamenti climatici”.

L’Unione Europea ha diversi strumenti per legiferare in tema di ambiente. Il primo è la definizione della norma generale e degli obiettivi principali da raggiungere. Il secondo riguarda la dichiarazione dei limiti nazionali che gli Stati membri devono porre in essere, il terzo è la campagna per la sensibilizzazione dei cittadini. Sono state molte le direttive per la salvaguardia ambientale. Tra queste: la direttiva 2008/50/CE, la direttiva 2004/107/CE ed infine la direttiva 2001/81/CE che stabilisce i limiti nazionali di alcuni inquinanti atmosferici ed in particolare per quattro di questi, SO2, NOx, COV e ammoniaca (NH3).

Per quanto riguardo la campagna di sensibilizzazione e tutela dell’ambiente, ogni anno l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) pubblica i “Segnali Ambientali”, una raccolta di focus politici e scientifici, volti a migliorare il grado di conoscenza dei cittadini su questi temi. L’anno 2013 ha avuto un particolare significato, dato che è stato l’anno europeo dell’aria. I segnali 2013 sono interamente dedicati all’atmosfera ed alle principali cause di inquinamento. Nonostante i progressi elencati, l’inquinamento rappresenta una delle principali cause di cancro e malattie respiratorie, sopratutto per i cittadini residenti in grandi agglomerati urbani. Le statistiche allegate mostrano che un terzo della popolazione europea è ancora esposto ad elevate concentrazioni di sostanze nocive presenti nell’aria, che superano in molti casi i limiti elencati dall’OMS, e che riducono di quasi due anni le aspettative di vita dei cittadini.

Le conseguenze di un elevato inquinamento non si ravvisano solo a livello salutare, ma sono anche causa di problemi anche per l’ecosistema, terreni agricoli, foreste e falde acquifere, spesso danneggiate da piogge acide e dalle grandi quantità di ozono presenti nell’atmosfera. Quello che i “Segnali” vogliono dimostrare è il ruolo decisivo per la tutela ambientale spettante all’Unione Europea, ma anche la necessità di rafforzare il ruolo degli enti locali e regionali.

Come afferma l’ex direttrice esecutiva dell’AEA Jacqueline Mc Glade, (sostituita dal 1° giugno dal belga Hans Bruyninckx) è di fondamentale importanza riunire le autorità locali e regionali per condividere le stesse sfide quotidiane e collaborare per nuove idee e soluzioni. La Mc Glade afferma anche l’importanza dell’informazione, poiché grazie a quest’ultima si possono capire gli errori da evitare, primo passo per ridurre poi l’inquinamento.

Nell’ultimo decennio si sono ridotte di gran lunga le emanazioni delle sostanze nocive più inquinanti, quali gli ossidi di zolfo, l’ammoniaca e l’ossido d’azoto. Si può inoltre notare come i cittadini europei siano sempre più spesso attenti e predisposti verso la protezione dell’ambiente. Questo spiega il successo della green economy, della bio-architettura e delle autovetture ecologiche. Protagonista di questo cambiamento proteso verso un ambiente più sano, non è solo la collettività, ma ogni singolo cittadino che nel quotidiano può optare per scelte che non compromettano l’ambiente.

Photo  © Señor Codo, 2007, www.flickr.com

Print Friendly, PDF & Email

L' Autore - Gaia Santori

Laureata in giurisprudenza presso l'università di Roma tre nel Maggio 2013, ho vinto una borsa di studio Erasmus per l'intero anno accademico 2010/2011 presso l'Univerità di Santiago de Compostela. Dall 'Agosto 2013 fino ad ottobre dello stesso anno ho frequentato un corso di perfezionamento dell'inglese giuridico ed economico a Boston. Le mie passioni sono il diritto internazionale,il diritto privato comparato e la geopolitica. Orgogliosa di far parte della redazione di Europae.

Check Also

Accordo di Parigi

Accordo di Parigi: una pagina nuova per l’ambiente?

La Conferenza delle Parti (COP21) riunita a Parigi ha trovato un’intesa che da più parti …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *