lunedì , 17 dicembre 2018
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mobilità sostenibile
Servizio di bike sharing a Lecce © www.flickr.com - 20centesimi, 2012

L’UE al lavoro per una mobilità sostenibile

di Jennifer Murphy

L’attenzione dell’Europa alla salvaguardia del pianeta e soprattutto alla lotta contro il cambiamento climatico risale ai primi anni 2000, il tutto concretizzato con la firma del Protocollo di Kyoto e la sua ratifica nel 2005. Significativa la scelta dei leader europei di destinare ben il 20% del bilancio UE 2014-20 a misure relative al clima. Numerose le iniziative messe in campo dai Paesi europei come singole entità e dall’UE a livello sovranazionale per contrastare i gravi effetti provocati dalle emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Nel programma Europa 2020 l’Unione si è posta traguardi importanti da raggiungere nei prossimi anni in ambito climatico, promuovendo una serie di azioni volte a tutelare il pianeta, azioni viste anche come possibile motore per quella crescita economica che in alcuni Stati tarda ad arrivare. Tra le tante iniziative si trova quello che ormai costituisce un appuntamento fisso per l’UE e non solo: La Settimana Europea della Mobilità Sostenibile.

Choose. Change. Combine.

L’edizione 2015 della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile si è tenuta dal 16 al 22 settembre e vede il coinvolgimento di 1673 partecipanti. Tra gli aderenti non solo città e comuni europei, ma anche internazionali come Mendoza (Argentina), Yokohama (Giappone), Mosca (Russia) e molte altre. Si tratta di un evento promosso dalla Commissione Europea a partire dal 2002 e che quest’anno si fonde con un’altra importante iniziativa soprannominata Do the Right Mix. L’obiettivo di questa 14° edizione è proprio quello di spingere i cittadini a soddisfare le tre C: Choose scegliendo in maniera più consapevole i mezzi di trasporto da usare negli spostamenti quotidiani; Change cambiando le proprie abitudini spesso dispendiose ed inquinanti; Combine combinando ed unendo queste buone abitudini a quelle di tutte le altre persone attente all’ambiente e alla salvaguardia del proprio pianeta.

Quello della Settimana della Mobilità costituisce un piccolo gesto che può cambiare il futuro di tutti i cittadini europei. L’intento è proprio quello di far capire alle persone come nel loro piccolo possono fare la differenza. Ogni città aderente all’iniziativa organizza a proprio piacimento una serie di eventi volti alla sensibilizzazione sul tema della mobilità sostenibile. Si va dalla promozione dei servizi di car e bike sharing, alla chiusura dei centri storici per favorire orienteering e caccia al tesoro per i più piccoli.

La città senza auto è tra le più gettonate non solo in Italia, ma anche nel resto d’Europa. Lo scopo non è quello di vietare l’utilizzo delle autovetture quanto piuttosto di rendere note possibili alternative come mezzi pubblici e piste ciclabili. Un’opportunità anche per mettere in risalto le eccellenze storiche e culturali di ogni Paese riscoprendo il bello di vivere in un contesto sano, poco inquinato e più silenzioso.

Dal programma Europa 2020 al 2050

Nel 2012, secondo un calcolo dell’Unione Europea, nei 28 membri più del 20% delle emissioni di gas serra provenivano da mezzi di trasporto, piazzandosi al secondo posto nella classifica delle attività più inquinanti dopo quelle legate all’energia con oltre il 30%. In quest’ottica l’UE col programma Europa 2020 ha fatto suo l’obiettivo di ridurre del 20% le emissione di gas serra, di garantire che il 20% dell’energia provenga da fonti rinnovabili e che vi sia un aumento dell’efficienza energetica del 20%. Sono numeri ambiziosi, ma non irraggiungibili. Solo un approccio coordinato garantirà il raggiungimento di questi importanti traguardi e uno sguardo lungimirante che non lasci spazio a rinvii si configura come l’unica soluzione possibile. L’UE è già al lavoro per costituire un quadro d’azione 2030-2050 con una riduzione delle emissioni dell’80-95% rispetto al 1990 entro il 2050.

Sicuramente non sarà una settimana a cambiare le sorti del nostro affaticato pianeta, ma lo scopo è proprio quello di sensibilizzare la cittadinanza su un tema rispetto al quale molti tendono a girarsi dall’altra parte con la scusa che l’attenzione ed il riguardo del singolo non risolva il problema.

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L' Autore - Redazione Europae

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