lunedì , 17 dicembre 2018
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Cultura: i Ministri dei 28 riuniti a Venaria

“Investire in cultura è un modo per aiutare la costruzione di un’identità comune europea di cui c’è un grande bisogno,

ma è anche una straordinaria opportunità per la crescita economica, per lo sviluppo, per creare nuova occupazione”.

È questo il commento del Ministro Franceschini al termine della due giorni che ha portato a Torino i Ministri della Cultura dei 28 Paesi UE. Evento centrale il convegno “Patrimonio culturale come bene comune”, svoltosi nella mattinata di mercoledì 24 settembre nell’impeccabile cornice della Reggia di Venaria, dal 1997 nella lista dei siti UNESCO dichiarati Patrimonio dell’Umanità. L’incontro informale, organizzato in occasione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea e volto a preparare il summit previsto per il 25 novembre a Bruxelles, ha avuto come temi di discussione principali il ruolo rivestito dalla cultura nel supporto agli obiettivi della strategia Europa 2020 e il tentativo di mettere a punto nuovi modelli di governance del patrimonio culturale, sia questo materiale, immateriale o digitale.

Per quanto la cultura sia stata parzialmente trascurata nel corso dell’elaborazione della strategia Europa 2020, i Ministri si son detti fiduciosi, convinti di avere ancora tempo per rimediare, avendo innanzi a sé qualche mese prima del riesame intermedio del piano, previsto per il 2015. Europa 2020 dovrebbe infatti, a loro giudizio, tenere maggiormente conto dell’apporto che il settore culturale, e in modo particolare l’industria degli audiovisivi, potrebbe fornire alla ripresa economica. Altro settore su cui andrebbe posta attenzione, aggiungono, è il turismo, per il suo ruolo chiave nel dare supporto diretto e indiretto alla conservazione del patrimonio e per la sua capacità di enfatizzare, contestualmente all’espressione delle diverse identità nazionali, i legami esistenti tra gli Stati membri, sul terreno dei valori condivisi a livello europeo.

Relativamente a nuovi possibili modelli di governance, si auspica un sempre maggiore coinvolgimento della società civile e una revisione dei ruoli di enti pubblici e privati. Ribadita anche l’importanza della tecnologia. Da un lato la digitalizzazione sta infatti modificando il modo in cui il patrimonio culturale è prodotto, presentato e fruito. Dall’altro le piattaforme digitali rappresentano oggi un nuovo meccanismo di supporto alla produzione culturale, come nel caso del crowdfunding, e allo stesso tempo un metodo utile a rafforzare il legame delle organizzazioni culturali con il territorio in cui operano e con la popolazione locale.

Accanto a tematiche di così ampio raggio, c’è stato però spazio anche per trattare alcune questioni più puntuali, come la tutela del diritto d’autore e del copyright nell’era digitale e l’equiparazione dell’IVA tra ebook e libri cartacei. Su quest’ultimo punto il ministro Franceschini si era tra l’altro già pronunciato nei giorni precedenti, auspicando un abbassamento dell’IVA applicata agli ebook dall’attuale 22% al 4%, ovvero l’aliquota applicata ai libri cartacei. Franceschini, pur sottolineando come tale iniziativa non sia di competenza dei Ministri, ha ribadito l’importanza di un’indicazione comune in questo senso e ha aggiunto che, qualora mancassero le condizioni di una presa di posizione europea, potrebbe rivelarsi utile tornare a valutare l’ipotesi di un’iniziativa nazionale. “Il digitale” – ha commentato il ministro – “è l’unico settore in crescita nell’editoria: per aiutare la lettura, va sostenuto in tutti i modi possibili”.

A concludere l’incontro la cerimonia di riconsegna di 82 monete antiche da parte del Ministro Franceschini al collega greco Costantinos Tassoulas. Le monete, di cui 79 in argento e 3 in bronzo, erano state trafugate nel nord della Grecia e recuperate nel 2008 in Veneto dal Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio, rappresentato alla cerimonia dal suo Comandante, Mariano Mossa. L’evento ha rivestito particolare importanza poiché si tratta della prima applicazione in Italia della Direttiva 93/7/CEE del 15 marzo 1993, relativa alla restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro, attraverso l’azione esercitata presso un tribunale. Come osservato da Franceschini, “la restituzione di questi importanti reperti archeologici è un gesto che si inserisce nello spirito della difesa del patrimonio culturale europeo”.

Photo © Antonella, 2012, www.flickr.com

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L' Autore - Giulia Ferrero

Responsabile Istruzione e Politiche giovanili - Iscritta al corso di laurea magistrale in Letteratura, Filologia e Linguistica Italiana presso l’Università degli Studi di Torino, frequento allo stesso tempo la Scuola di Studi Superiori di Torino, ricoprendo all’interno del Comitato Scientifico di quest’ultima il ruolo di rappresentante degli studenti. Quest’incarico, un semestre di studi nel cuore dell’Europa presso l’Université Catholique de Louvain (Belgio) e la collaborazione ad alcune attività dell’EUCA (European University College Association) mi hanno portato ad interessarmi di politiche europee a sostegno della cultura e dell’istruzione, certa che la vera integrazione europea debba passare innanzitutto per i banchi di scuola.

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