mercoledì , 12 dicembre 2018
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Accordo Edison-INA sul gas dell’Adriatico

Il 4 luglio scorso è stato annunciato l’avvio della produzione di gas del giacimento Izabela, che si trova nell’Adriatico, a circa 50 km al largo di Pula. Ne è stato dato l’annuncio con una nota stampa dalle compagnie energetiche che detengono una partecipazione del 70% in joint venture, Edison International (italiana) e INA (croata). La produzione è stata avviata “dopo che è stato raggiunto l’accordo sulle ultime questioni aperte e dopo che si sono creati i presupposti per l’inizio dell’esplorazione del gas”.

Il Mare Adriatico è ricco di idrocarburi. Secondo alcune stime, se ne potrebbero ricavare 22 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, raddoppiando così la produzione nazionale italiana (che oggi conta sull’estrazione annua di 13 milioni di tonnellate tra gas e petrolio, pari al 10% dei consumi). Il tema dello sfruttamento delle risorse petrolifere nelle acque italiane è particolarmente delicato. La crisi ucraina e l’instabilità libica, da una parte, hanno riportato l’attenzione sulla  dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. D’altro canto, l’argomento scatena da sempre malumori, dibattiti e proteste nell’opinione pubblica italiana. Negli ultimi mesi numerose associazioni ambientaliste hanno lanciato l’allarme riguardo i possibili danni all’ecosistema marino provocati dalle operazioni di estrazione offshore praticate nell’Adriatico e nello Ionio da Croazia e Grecia.

In particolare, nel mezzo dell’Adriatico è in corso una gara a chi è il primo a trivellare. Mentre la Croazia ha già diviso la sua porzione di mare in 29 spicchi pronti ad essere sfruttati dalle compagnie petrolifere interessate, l’Italia continua a tenere in stand-by le decisioni e le richieste di esplorazione. Gli ultimi governi italiani si sono trovati d’accordo nel non sfruttare attivamente queste risorse, ma nel farlo per interposta persona, attraverso consorzi internazionali e collaborazioni.

All’inizio degli anni Duemila, INA ed Edison hanno fondato una compagnia congiunta, Edina, e firmato un accordo sulla spartizione della produzione. Il piano di sviluppo del giacimento Izabela è stato completato nel 2010 con la realizzazione delle due piattaforme produttive, ma ha in seguito subito un rallentamento a causa di una disputa tra le parti sulle condizioni di trasporto e vendita del gas. Un dialogo costruttivo ha poi permesso ai partner di risolvere il contenzioso, e di avviare a inizio luglio la produzione del campo.

Stando alle dichiarazioni del gruppo italiano, l’entrata in produzione del giacimento ha rafforzato l’interesse di Edison per il bando di gara del governo croato per aggiudicarsi nuove licenze esplorative nel Mare Adriatico: “Il costante e produttivo dialogo con INA – sono le parole di Nicola Monti, Executive Vice President di Edison E&P – ha portato a una soluzione di reciproca soddisfazione in un momento di rinnovata attenzione per l’upstream croato. L’avvio della produzione del campo di Izabela testimonia le competenze acquisite dal gruppo nel settore dell’esplorazione e produzione e rafforza la strategia di crescita di Edison in Croazia”.

Edison, la seconda più grande compagnia energetica italiana, è attiva nella produzione e nella vendita di energia elettrica ed idrocarburi, con un crescente interesse nel mercato estero, specialmente nel settore E&P (energia e petrolio), con 58 concessioni e licenze in Italia e 37 al di fuori del Paese (Egitto, Norvegia, Croazia, Algeria, Gran Bretagna e Israele). Grazie ai collegamenti già esistenti nel Mare Adriatico tra Italia e Croazia, Edison importa una quota di gas, pari al 50% della produzione, direttamente in Italia per la vendita sul mercato nazionale. Con l’entrata in produzione di Izabela, la Croazia è diventata per Edison il quarto Paese produttore dopo Italia, Egitto e Gran Bretagna.

Il giacimento ha riserve stimate di 1,4 miliardi di metri cubi di gas, e a regime produrrà annualmente circa 280 milioni di metri cubi. La produzione avviene in due diverse piattaforme estrattive (Izabela Nord e Izabela Sud), installate su un fondale a 37 metri di profondità. Dopodiché il gas viene trasportato per il trattamento e la compressione nel nord dell’Adriatico, sulle piattaforme Ivana A e K, che sono operate da Inagip (joint venture tra INA ed ENI), collegate agli impianti di Izabela tramite una condotta di 26 km. Infine il prodotto finale viene rilasciato nei sistemi di trasporto verso la Croazia.

In foto una vecchia piattaforma per l’estrazione del gas nel Mare Adriatico (Foto: Strocchi – www.flickr.com, 2007)

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L' Autore - Federica Dadone

Lureata magistrale in Scienze Internazionali - China, India & Middle East presso l'Università degli Studi di Torino. Sono stata vicepresidente della ONLUS Nema Frontiera, che lavorava in Bosnia nel settore del sostegno all'istruzione ed all'attivismo giovanile. Il mio percorso di studi si è concentrato sui Balcani, sul ruolo dei media e degli organismi internazionali nelle guerre degli anni '90. Ho vissuto per un anno a New York dove ho lavorato per una Fondazione culturale.

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One comment

  1. Siamo governati da “INCAPACI”….. Gente che non è stata scelta in funzione delle capacità “OPERATIVE” ma solamente per … l’apporto servile…. e subdolo …..verso un Partito…..formato da…..Sfruttatori !!!! – L’ignoranza
    e l’invidia verso coloro i quali hanno la superiorità dovuta alle capacità OPERATIVE….. limita costoro che hanno sete di DANARO…. e ” MAZZETTE” !!!!

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