giovedì , 13 dicembre 2018
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Alfano al PE: Mare Nostrum divenga europea

“La storia non ricorda un’unione di Stati che abbia cancellato le frontiere interne e poi non abbia presidiato la frontiera esterna”. L’intervento del Ministro degli Interni Angelino Alfano alla commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni del Parlamento Europeo è stato breve, ma ricco di spunti. Il Ministro italiano, giunto a Bruxelles il 22 luglio per presentare gli obiettivi del nuovo semestre di Presidenza italiano, ha delineato sinteticamente, ma chiaramente, una lista di obiettivi prioritari che l’Italia intende portare avanti in questi sei mesi.

Come auspicabile ed anche atteso, l’Italia, da sempre portabandiera di una politica dell’immigrazione davvero comune, coglie l’occasione per rilanciare la questione migratoria, alla ricerca di soluzioni europee. Già l’8 luglio, come ricordato da Alfano, una sessione straordinaria del Consiglio informale di Milano è stata d’altronde dedicata alla tematica.

In primo luogo, si propone lo sfruttamento di Eurosur per rafforzare le frontiere marittime e viene annunciata chiaramente la volontà italiana di rafforzare l’agenzia Frontex a livello di risorse sia finanziarie che umane. Un’ulteriore proposta, che già aleggiava nell’aria, viene esposta all’uditorio di parlamentari europei nei termini di un “auspicato assorbimento dell’operazione italiana Mare Nostrum nella cornice europea”. Più che di un auspicio, la perentorietà delle parole di Alfano lascia presagire un reale impegno della Presidenza italiana in tal senso nei prossimi mesi.

Viene, dunque, ribadita la necessità di un’effettiva condivisione delle responsabilità in materia. Alfano ricorda e riconosce, d’altronde, che le frontiere esterne meritevoli di più attenzione non riguardano solo il Mediterraneo, ma anche il confine orientale.

Le priorità italiane non saranno però solo lotta all’immigrazione illegale, ma anche quella al traffico di esseri umani. Inoltre, l’Europa non deve chiudere le proprie frontiere, ma semplicemente controllarle: promuovere, quindi, i canali di immigrazione legale e le politiche a favore dei minori stranieri non accompagnati, lo sviluppo di procedure e buone pratiche per l’accoglienza e l’identificazione degli immigrati. In tal senso, Alfano ha ribadito la necessità di un lavoro sinergico tra le istituzioni europee, riconoscendo inoltre un ruolo fondamentale al Parlamento Europeo.

Tra gli obiettivi della Presidenza italiana, rapidamente accennati da Alfano nell’incontro coi parlamentari europei, rientrano poi la revisione del codice dei visti, la proposta di un regolamento per l’istituzione di un visto di circolazione, una direttiva sulla condizione di richiesta di soggiorno di cittadini terzi per motivi di ricerca e di studio, il completamento del sistema comune europeo di asilo e la proposta di un interessante“joint council” Giustizia e Affari Interni (GAI) e Affari Esteri (CAE), in ragione dell’importanza di una maggiore cooperazione tra  azioni di politica interna e politica estera dell’Unione.

Strategia globale che deve essere sostenuta dal più difficile, ed ancora “aperto”, sostiene il Ministro degli Interni, reciproco riconoscimento delle decisioni nazionali in materia di protezione internazionale. Non si parla però solo di immigrazione. Altro pilastro fondamentale di una strategia unitaria che l’Italia intende avviare nei prossimi mesi è il tema della sicurezza, essenziale per garantire la libertà dei cittadini europei. In tal senso, l’Italia intende presentare una proposta di conclusioni del Consiglio Europeo sulla strategia di sicurezza interna già entro la fine dell’anno.

In tale settore particolare rilevanza viene riconosciuta alla cooperazione di forze di polizia e ad Europol. Priorità italiane saranno l’azione di contrasto alle organizzazione criminali, alla corruzione, alle infiltrazioni criminali nell’assegnazione di appalti pubblici e la lotta al terrorismo.  Particolare attenzione viene anche rivolta alla protezione e promozione dei diritti fondamentali, quindi alla lotta contro i reati d’odio, discriminazione e la violazione di genere. Infine, Alfano non dimentica la cyber security e un focus specifico  sul tema della protezione dalle catastrofi.

Il semestre di Presidenza italiano, riconosce il Ministro, “coincide con un periodo molto delicato di transizione”. Sulla nuova Commissione che prenderà forma nei prossimi mesi incombe una grande responsabilità rispetto al futuro dell’integrazione europea: solo una “grande stagione di rilancio dei diritti europei è la vera formula per rafforzare il processo di unificazione”.

In foto Angelino Alfano al PE (Foto: European Parliament)

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L' Autore - Livia Satullo

Responsabile UE-Russia - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche (“R.Ruffilli” di Forlì), ho da sempre nutrito una tripla passione per il giornalismo, l’Unione Europea e la diplomazia. Ex stagista preso la Rappresentanza Italiana all’UE e giornalista pubblicista dal 2011, ho fatto diverse esperienze all’estero tra cui un semestre di studio a Mosca che mi ha suscitato un’incredibile curiosità per la cultura e la lingua russa. Preparo il concorso diplomatico e nel tempo libro faccio atletica e scrivo racconti.

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